Ugl Messina Mare&Porti: “Equipaggi stressati dal troppo lavoro, i marittimi hanno un basso livello di felicità”

Benessere equipaggio isole minori siciliane: interviene l’Ugl di Messina. Il segretario provinciale Giacomo Nicocia sottolinea i casi, sempre più frequenti, in cui gli ormoni del benessere all’interno dell’organismo si riducono, rendendo l’individuo sempre più stanco

“Dalla nostra prospettiva possiamo riferire che anche gli equipaggi impegnati nei servizi tra le isole minori siciliane lamentano un basso livello generale di felicità, a conferma di quanto emerso nell’ultimo rapporto internazionale “Seafarers Happiness Index” del 2019 e pubblicato da “The Mission to Seafarers”.

Così il segretario provinciale di Ugl “Mare & porti”, il capitano Giacomo Nicocia, interviene a difesa dei marinai che prestano servizio sui battelli impiegati nelle isole minori siciliane.
Aggiungiamo una nostra preoccupazione: secondo uno studio compiuto negli Stati Uniti della Harvard University e della Stanford University, lo stress provocato dal lavoro porta a un innalzamento del cortisolo all’interno dell’organismo”.

Giacomo Nicocia

“Se ce n’è troppo si riducono gli ormoni del benessere. La persona si sente affaticata, non ha più voglia di far niente e questo alla lunga può portare a una riduzione delle aspettative di vita sino a 33 anni“.
Gli psicologi del lavoro hanno a che fare con casi del genere sempre più frequenti e tutto questo è dovuto al fatto che esistono problemi con elevato potere sul benessere personale dei membri dell’equipaggio, come lo stress subito per quei casi di mancato rispetto delle turnazioni di riposo a terra (unica opportunità per il recupero pisico-fisico e di programmare i tempi con la famiglia), la sottovalutazione dell’importanza del benessere del personale navigante ed infine le questioni legate ai non adeguati salari di alcune categorie e talune funzioni”, continua il capitano.

“Non è un caso che si sia persa l’attrattiva di imbarco, ne sono conferma le continue ‘disperate’ chiamate di imbarco a turno generale e di ricerca personale qualificato (ricordiamo che qualche tempo fa si era addirittura costretti ad organizzare ‘turni particolari di riserva’ per fare fronte alle tante richieste di imbarco). Siamo certi che questi argomenti sono prossimi a soluzione definitiva da parte delle società interessate, che ben sanno che il benessere degli equipaggi permette di creare e alimentare anche quel più vivo senso di appartenenza. Più il dipendente sente propria l’azienda, più si adopera per la sua prosperità, e più l’agire del singolo si allinea alle esigenze aziendali. Quando c’è senso di appartenenza, c’è identificazione, impegno, ricerca di fare meglio, soddisfazione, comunicazione aperta, coinvolgimento emotivo, tutte le performance migliorano“, conclude il segretario Giacomo Nicocia.


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