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Mafia: pentito Lo Iacono, ‘Così seppi chi era il mandante dell’omicidio Fragalà’

Palermo, 17 ott. (Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – “Quando lavoravo da Bobbuccio, diciamo nel 2010, mi chiama Bobbuccio, cioè Salvo Battaglia, e mi dice di portare dei caffè in via San Gregorio 3. è una traversa dentro al mercato del Capo. Io lavoravo al bar; quella sera mi apriva Salvo e sentivo parlare e di dare una lezione al loro avvocato. Ho visto Gregorio Di Giovanni insieme ad Ingrassia. Lo diceva Gregorio Di Giovanni di dare una lezione e c’erano altre persone, ma io non vedevo”. Inizia così la lunga deposizione del neo collaboratore di giustizia Francesco Paolo Lo Iacono che, con le sue rivelazioni, ha fatto slittare ad altra data l’inizio della requisitoria del processo per l’omicidio Enzo Fragalà. Alla sbarra ci sono Antonino Abbate, Francesco Castronovo e Paolo Cocco, Antonino Siragusa e Salvatore Ingrassia, oltre a Francesco Arcuri, ritenuto il mandante. Ma adesso arriva la svolta con le parole di Lo Iacono. Il collaboratore verrà sentito il prossimo 14 novembre nel processo, come deciso oggi dal Presidente della Corte d’assise di Palermo.
Ecco il verbale raccolto il 4 ottobre scorso dal pm Giulia Beux: “Ho sentito che si parlava di dare una lezione all’avvocato – dice il pentito – mentre stavo uscendo ho sentito fare il nome dell’avvocato Fragalà”.
Poi, parlando degli imputati del processo, aggiunge: “Quando sono arrivato a Velletri ho incontrato Siracusa (Siragusa ndr) che già conoscevo da quando sua moglie lavorava ai Bingo al Politeama. Circa 10 giorni fa ho Sentito Siracusa che parlava con Sebastiano Pagano in vista di un interrogatorio con la dottoressa Luise (della Dda di Palermo ndr). Si lamentava di Chiarello che aveva fatto il nome di Cocco e Castronovo mentre si erano accordati per non fare questi nomi”.