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Leopolda: mezzo ‘giglio magico’ non c’è ma Renzi guarda avanti, ‘nuovo inizio’/Adnkronos

Firenze, 18 ott. (Adnkronos) (di Mara Montanari) – Il fucsia il colore dominante. E sarà pure il colore del simbolo che verrà annunciato domani. L’albero sullo sfondo, simbolo del nuovo inizio. E la casa, un tetto di luci e fari sopra il palco di legno. Perché il nuovo progetto di Matteo Renzi fuori dal Pd parte comunque da dove tutto è cominciato: la Leopolda. La culla del renzismo. Il via ufficiale della decima edizione sarà stasera alle 21, ma Renzi ha fatto una preapertura nel primo pomeriggio per inaugurare la mostra dedicata all’amico fotografo Tiberio Barchielli.
Ci sono Francesco Bonifazi, Ettore Rosato, Luigi Marattin. E c’è anche Filippo Sensi, nelle vesti di amico, non di deputato Pd. “Sono qui per Tiberio e per Matteo, ovviamente”. E poi ci sono tutti quelli che mancano. I renziani, gli ex-renziani, rimasti nel Pd. Simona Malpezzi, Andrea Marcucci, Alessia Morani, Anna Ascani, Dario Parrini. E poi Luca Lotti, pezzo da novanta del ‘giglio magico’, ex-braccio destro di Renzi. “Certo dispiace per tanti amici che non ci sono ma per noi è una liberazione essere usciti dal Pd”, osserva Marattin.
Poco spazio alla nostalgia. Renzi dà la linea: “Stasera partiremo alle 21 ricordando i nostri primi dieci anni. E però anziché perderci in struggenti nostalgie ragioneremo di come sarà il mondo tra 10 anni. E di quale Italia vogliamo”. Il titolo della kermesse parla chiaro ‘Italia 2029’. Eppure è proprio al passato che guarda Renzi per dare il senso di questa prima Leolpolda di Italia Viva: “Sarà una Leopolda che assomiglierà molto a quelle delle origini. Una Leopolda di sfida, da pionieri. Tipo quella del 2012, quando ci eravamo già fatti conoscere, ma ancora eravamo, tutto sommato, outsider”. Una rigenerazione, insomma, è la scommessa.