Tragedia a Lampedusa, proseguono le ricerche dei migranti dispersi: uno speciale robot subacqueo ispezionerà il relitto del barchino in fondo al mare

Proseguono le ricerche dei migranti dispersi a Lampedusa: i Nuclei Subacquei della Guardia Costiera con l’ausilio di uno speciale robot subacqueo tenteranno di ispezionare il fondale per individuare e ispezionare il relitto

Sono ancora in corso a Lampedusa le ricerche dei migranti dispersi nel naufragio avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 ottobre a largo dell’isola. Due mezzi, l’aereo ATR42 “MANTA” della Guardia Costiera e il “VOLPE” della Guardia di Finanza si sono alzati in volo per la ricerca dei dispersi.

Durante il corso della giornata, inoltre, verrà inviata nell’area di ricerca una motovedetta con a bordo personale specializzato dei Nuclei Subacquei della Guardia Costiera che con l’ausilio di uno speciale robot subacqueo – il R.O.V. (Remotely Operated Vehicle) -, eseguiranno un primo tentativo di ispezione del fondale al fine di individuare e ispezionare il relitto. La Guardia Costiera di Palermo coordina le operazioni. I superstiti sono 22.

Cosa è successo nella notte tra il 6 ed il 7 ottobre

Nella tarda serata di domenica 6 ottobre la Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma riceveva diverse segnalazioni dal CUR di Palermo (Centro Unico di Risposta) riguardanti un barchino con circa 50 migranti che riferivano di essere nei pressi dell’isola di Lampedusa.

Acquisite le prime informazioni venivano avviate, sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Palermo, le attività di ricerca in mare con l’impiego di una motovedetta Classe 300 della Guardia Costiera di Lampedusa e di un’unità della Guardia di Finanza che si trovava già in zona in attività di pattugliamento.

Intorno a 00:15 la motovedetta della Guardia Costiera, intenta nell’attività di ricerca, avvistava a 6 miglia dall’isola di Lampedusa il barchino sovraccarico e già sbandato e dopo qualche minuto giungeva anche l’unità della Guardia di Finanza.

Al fine di procedere alle operazioni di trasbordo le unità navali si avvicinavano al barchino ma le condizioni meteomarine avverse e lo spostamento repentino dei migranti provocavano il ribaltamento dell’unità.

L’immediato intervento delle motovedette e l’impiego del soccorritore marittimo della Guardia Costiera ha consentito di trarre in salvo 22 dei migranti caduti in mare, di cui 18 da parte dell’unità della Guardia Costiera e 4 dalla motovedetta della Guardia di Finanza.


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