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Governo: Franceschini, ‘con i diktat muore’

Roma, 18 ott. (Adnkronos) – Con la manovra “abbiamo fatto il meglio che si poteva fare”, “tenendo presente lo stato delle cose”. La legge di bilancio “ha mantenuto l’impegno di evitare l’aumento dell’Iva e contiene misure giuste ed espansive” e “non otto miliardi di nuove tasse”. Lo rivendica, in un’intervista al Messaggero, il ministro dei Beni culturali e capo delegazione dem al governo, Dario Franceschini.
Per Franceschini il taglio del cuneo fiscale non è trascurabile perché “sono 3 miliardi in metà anno e nel prossimo saranno 5”. “Siccome i soldi non si stampano – rimarca – per farlo più alto avremmo dovuto intervenire sull’Iva o su altre forme di prelievo: se tiri la coperta da una parte, dall’altra si scoprono i piedi. Non si scappa”.
Franceschini torna ad avvertire gli alleati che con i ricatti non si va avanti: “basta ascoltare i tg o leggere i giornali per leggere dichiarazioni tipo: ‘O è così o non si va avanti’, ‘se non fate come dico io non voto la legge’. Questo non è il modo giusto di lavorare in una coalizione, il principio della coalizione è cercare la mediazione e l’intesa su ogni punto. Venirsi incontro, l’esecutivo giallo-verde era basato su una sorta di appalto reciproco: in quel settore, come l’ immigrazione, tu fai quello che vuoi e io faccio ciò che voglio sulla giustizia. Cosi’ non funziona. Questo sistema porta qualsiasi coalizione alla morte, all’affossamento”. Quanto a Matteo Renzi e al suo ruolo nel governo, “gli avversari non sono dentro la coalizione di governo, ma fuori – mette in chiaro Franceschini – Non vedo il rischio che Renzi faccia il Salvini dell’esecutivo giallo-rosso. I due hanno in comune solo il nome”.