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G8: scrittore Vuillard, ‘condanna no global Vecchi non sproporzionata ma delirante’ (3)

(Adnkronos) – E poi per lo scrittore francese c’è anche il tema del mandato europeo che fa discutere: “sempre di più si fa ricorso al mandato d’arresto europeo. è una cosa seducente pensare a una maggiore integrazione dei sistemi giudiziari. Facilita le cose e le rende più rapide ma la giustizia non può essere sbrigativa: essa deve essere ben amministrata, specie quando si tratta di condanne così pesanti. Ci devono essere più controlli. Ne va della vita delle persone, non si tratta di dettagli insignificanti”, sottolinea Vuillard.
A Genova, rileva ancora Vuillard, “è stato riconosciuto che la gestione della manifestazione fu catastrofica; c’è stato persino un morto. A Milano, poi, Vecchi è stato condannato per aver partecipato ad una contro-manifestazione anti-fascista che era stata autorizzata. è paradossale”. La difesa di Vecchi, peraltro, “sembra aver dimostrato che la pena per i fatti di Milano del 2006 (4 anni di reclusione) era stata già scontata e che quindi l’invio del mandato d’arresto europeo era posteriore”.
Insomma una vicenda che non convince lo scrittore francese che punta il dito anche “sul contesto politico” in cui sono stati inviati i mandati di arresto europeo e effettuato l’arresto di Vecchi: “C’era Salvini ministro dell’Interno. Il quadro era un po’ complicato”, spiega Vuillard. Più in generale, aggiunge, “quello che vediamo di questi tempi e non solo in Italia è che i movimenti sociali vengono criminalizzati in modo preoccupante. Mi sembra che i diritti di libertà siano minacciati. Auspico che con il nuovo Governo si cambi la posizione nei confronti di questo tipo di reato”.