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“Food delivery in crescita fra luci e ombre”

Milano, 23 ott. – (Adnkronos) – Cresce il ricorso dei consumatori italiani ai servizi di food delivery, mercato con enormi opportunità: ma non mancano anche ‘ombre’ in particolare per quanto riguarda i ‘rider” – i fattorini che si occupano della consegna del cibo ‘ al centro di alcune inchieste, che hanno evidenziato violazioni delle norme antinfortunistiche e di sicurezza stradale fino allo sfruttamento dei lavoratori. E’ un quadro sfaccettato quello che emerge da una indagine di Altroconsumo che ha intervistato 2.500 persone di età compresa tra 18 e 69 anni per capire più a fondo le dinamiche del fenomeno. L’analisi ‘ che sarà pubblicata sul numero di ‘Altroconsumo Inchieste” di novembre – conferma che nel nostro Paese è un servizio sempre più diffuso: il 35% degli intervistati ha ordinato negli ultimi 3 mesi cibo a domicilio. Di questi la metà l’ha fatto dalle tre alle dieci volte mentre il 13% più di 10 volte.
Il mondo delle consegne di cibo a domicilio ha conquistato fette sempre più ampie di consumatori negli ultimi anni e oggi ha un’offerta amplissima che include anche vere e proprie pietanze gourmet, salutiste o etniche. Un servizio che va per la maggiore quando si è a casa (86%) rispetto a quando si è al lavoro (10%). Nel 39% dei casi a ordinare è una coppia, nel 38% una famiglia con uno o due bambini, solo il 14% è single mentre raramente (9%) si ordina per cinque o più persone.
Contrariamente alle attese l’età non è un fattore discriminante nella frequenza di utilizzo del servizio: inoltre si ordina principalmente tramite app (40%) e al telefono (35%), meno utilizzato invece il sito web (23%).
Per quanto riguarda le tempistiche di consegna il 67% è arrivato in orario; la spesa media invece ammonta a 48 euro al mese mentre è di 9,50 euro a persona il costo medio totale speso per un servizio.Al primo posto della classifica di gradimento si classifica ‘Just Eat” seguito da ‘Uber Eats” mentre all’ultimo posto figura ‘Cosaporto”.
Per dare le dimensioni del fenomeno, attualmente i servizi di consegna di cibo a domicilio muovono un giro di affari di 35 miliardi di dollari a livello globale e nel 2030 arriveranno – secondo ricerche Ubs – a fruttare 365 miliardi di dollari con una crescita anno su anno del 20%.
Nel nostro Paese si stima che siano in ballo 566 milioni di euro ma resta il nodo dei riders. Un emendamento – proposto dalla neo ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ‘ che sarà votato in Parlamento punta a estendere anche ai riders le stesse garanzie del lavoro subordinato della categoria dei ciclofattorini impiegati in maniera continuativa, e garantire loro una serie di tutele, tra cui il divieto di cottimo, paga minima oraria legata al contratto nazionale, sicurezza e tutele previdenziali.