Florence Trevelyan Trevelyan, l’aristocratica inglese che rese Taormina celebre in tutto il mondo

A Taormina il ricordo della filantropa e naturalista inglese morta agli inizio del ‘900: il Consiglio Comunale lo scorso febbraio ha titolato a lei la Villa comunale, attribuendole finalmente un riconoscimento storico

Il 4 ottobre  ricorre l’anniversario della morte di Florence Trevelyan Trevelyan (1852-1907), generosa Donna che innamoratasi di Taormina e del suo territorio, aveva rimboscato e riorganizzato a proprie spese territori a Mola, Monte Porretta, Monte Croce e Monte Paradiso, realizzando un immenso Parco divenuto in seguito la “Villa comunale” ed aveva anche trasformato l’insignificante scoglio roccioso di S. Stefano facendolo diventare “Isola Bella” ed aveva curato e adottato animali di tutti i tipi, ma soprattutto aveva aiutato economicamente tutti i bisognosi.

Questa ricorrenza assume quest’anno una valenza molto importante, in quanto il Consiglio Comunale di Taormina con Delibera n. 13 del 19 Febbraio 2019 ha titolato la Villa comunale “Parco Florence Trevelyan”, attribuendole finalmente un riconoscimento storico.

Florence Trevelyan Trevelyan, per molto tempo ritenuta – ingiustamente – esiliata dall’Inghilterra, a causa di presunti “furtive relationship” con Edward VII, figlio della regina Victoria, in verità dopo aver visitato gran parte dell’Europa e il nord Africa, nel Febbraio 1881 era giunta a Taormina ed aveva conosciuto il Sindaco Salvatore Cacciola, sposandolo nel 1890 ma purtroppo nel Novembre 1891 aveva perso il figlio durante il parto.

Fino al 1898 realizzava un Parco, originariamente molto esteso, e lo chiamava “Hallington siculo” in onore di Hallington Hall, piccolo villaggio dove Lei aveva vissuto da bambina, a circa due miglia a sud-ovest della città di Louth, nel Lincolnshire.

Dopo la Sua morte (registrata ufficialmente il 4 Ottobre 1907 ma avvenuta invece la notte del 3 Ottobre), “Hallington siculo” veniva espropriato nel 1923 su proposta presentata in Parlamento nel 1921 dal deputato Giovanni Colonna duca di Cesarò, che in seguito diventava Ministro delle Poste nel 1922, ma nel 1926 ritenuto mandante dell’attentato al Capo del Governo.

La verità disconosciuta dell’esproprio e della conseguente intitolazione del Parco al duca di Cesarò derivava dal fatto che Florence Trevelyan Trevelyan aveva lasciato eredi solo i propri parenti inglesi, escludendo il marito Salvatore Cacciola, che tuttavia era l’usufruttuario. L’aiuto determinante del nipote di Cacciola, Cesare Acrosso, segretario particolare del duca di Cesarò, avrebbe liberato lo zio Salvatore dall’incombenza gravosa del Parco in cambio del suo ritiro dall’agone politico (e di conseguenza dalla carica di Sindaco di Taormina), lasciando campo libero all’astuto duca di Cesarò, capofila della fazione dei “surici” (topi), in Consiglio Comunale di Taormina opposta a quella di Salvatore Cacciola, Sindaco per oltre venti anni e guida dei “sucalori” (succhiatori di pipa).

La mutilazione del Parco di Taormina, da tutti elogiata e propagandata in tutto il mondo per la sua particolarità, facilitava così la speculazione edilizia giustificandola “per il miglioramento di Taormina come luogo di soggiorno per i forestieri”, ma che nel tempo avrebbe dimostrato solo un falso sviluppo economico.

E così Taormina, che avrebbe potuto essere citata come primo modello di Città-Giardino europeo, affogata dalla selvaggia cementificazione “per il miglioramento del luogo di soggiorno per i forestieri”, perdeva la propria identità diventando semplice località turistica come tante altre.