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Circular Mobility, survey su imprese e mobilità

Roma, 29 ott. (Adnkronos) – Cresce l’attenzione da parte delle imprese ai temi della mobilità sostenibile ma la presenza di veicoli ibridi o elettrici in azienda è ancora limitata. E’ quanto emerge dalla Survey sulle Imprese realizzata da Nomisma nell’ambito dell’Osservatorio sulla Mobilità Smart&Sostenibile presentata presso la Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia, dove si è tenuto l’evento ‘Circular mobility – Il ciclo della mobilità tra sviluppo sostenibile e innovazione’. Un incontro organizzato da Sifà, Società Italiana Flotte Aziendali, e Bper Banca in collaborazione con Unindustria Reggio Emilia.
La ricerca condotta da Nomisma a cura di Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence&Consumer Insight della società, è frutto di una survey basata su un campione di oltre 200 aziende su tutto il territorio nazionale, dove emerge come anche le aziende dotate di flotta aziendale stiano destinando sempre maggiore attenzione ai temi della mobilità sostenibile in generale ed elettrica in particolare.
A fronte di un generale interesse per forme di mobilità aziendale sostenibile, viene dimostrato come la presenza di veicoli ibridi o elettrici in azienda sia ancora limitata. Tra le imprese dotate di parco auto (83% del totale) il 14% annovera nella flotta aziendale veicoli ibridi e il 3% veicoli ad alimentazione elettrica. Superiore la quota di chi, pur non possedendo tali veicoli, li utilizza per gli spostamenti aziendali o per l’esecuzione dell’attività lavorativa (21% veicoli ibridi, 10% elettrici).
Il ricorso a veicoli ad alimentazione ‘verde’ è sorretto in prima battuta da motivazioni ambientali (30%) ed economiche, legate a costi e offerte vantaggiose per l’acquisto o il noleggio a lungo termine (16%) e a ridotti costi chilometrici (12%). A rendere interessante il ricorso alla smart mobility contribuiscono anche incentivi, detrazioni e agevolazioni quali esenzione dal pagamento del bollo e parcheggi gratuiti (importanti per il 24% delle aziende) e l’impatto positivo prodotti a livello di immagine aziendale (10%).
La fase di ascolto condotta da Nomisma ha focalizzato l’attenzione anche su chi oggi non utilizza forme di mobilità ibrida o elettrica al fine di stimolare la riflessione sulle leve che possono incentivare l’inserimento di questi veicoli nel parco auto aziendale. In particolare, le aziende non user individuano nell’abbattimento dei costi di acquisto o di noleggio a lungo termine (22%), in incentivi e detrazioni per l’acquisto (18%) e nel miglioramento delle performance del veicolo (15%) i tre principali aspetti in grado di favorire l’utilizzo di veicoli ibridi o elettrici per viaggi di lavoro o spostamenti nell’ambito dell’attività lavorativa.
“L’intera filiera dell’automotive – osserva Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di Sifà – impatta direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sostenibilità ambientale della città, diventando sempre più cruciale e decisiva per superare le sfide ambientali. Il settore dell’automotive ha quindi nella visione della nostra azienda, e mia personale, l’imperativo di ispirarsi al concetto di economia circolare per un uso più efficiente e sostenibile delle risorse. La ‘circular mobility’, la locuzione che abbiamo coniato per esprimere questo nuovo paradigma, dovrà necessariamente affrontare diverse sfide e coinvolgere tutti gli attori interessati lungo la catena del valore automobilistico: case costruttrici, fornitori di materiali, noleggiatori, gestori di flotte, riciclatori, gestori di piattaforme dati”.
“La nostra Banca ha ben presente che il tema della mobilità sostenibile è ormai fondamentale per le politiche del territorio, oltre a rappresentare un’occasione di sinergie con gli enti locali e con altre realtà aziendali. Siamo convinti, infatti, che proprio la corretta programmazione della mobilità sostenibile migliori la qualità ambientale e aiuti a contenere i costi e i consumi energetici nell’interesse generale”, ricorda Fabrizio Togni, direttore generale di Bper Banca.
Per Fabio Storchi, presidente Unindustria Reggio Emilia, “la mobilità è la linfa vitale di ogni città, ma è un fattore critico, dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Molte delle nostre aziende hanno investito e stanno investendo nella ricerca per offrire prodotti e soluzioni sempre più innovativi e sostenibili, raggiungendo l’eccellenza nel proprio settore. Tuttavia, per dare un contributo importante ad un’esigenza universale, le imprese devono intervenire anche su altri aspetti della propria attività, come l’efficienza energetica degli stabilimenti, l’offerta di servizi di car sharing per i dipendenti o i criteri di scelta delle flotte aziendali”.
“I dati mettono in luce la sensibilità delle aziende sui temi della mobilità smart e sostenibile e l’interesse a inserire nella flotta aziendale auto ibride o elettriche soprattutto se a noleggio a lungo termine – commenta Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma – La sola attenzione agli effetti sull’ambiente non è però sufficiente a trasformare le flotte aziendali in flotte ‘green’. L’interesse verso veicoli ibridi o elettrici da utilizzare nei viaggi di lavoro o negli spostamenti nell’ambito dell’attività lavorativa rischia di non trasformarsi in effettive dotazioni. Sono quindi necessari interventi congiunti e sinergici dei diversi attori della filiera della mobilità green, produttori, legislatori, società di servizi, per favorire il pieno sviluppo delle potenzialità del mercato”.