Messina, bufera sull’ex Giunta Accorinti: 24 indagati per falso in bilancio [DETTAGLI]

Foto Carmelo Imbesi - LaPresse

Secondo l’accusa risulterebbero anomali alcuni criteri adoperati sul patto di stabilità e sui debiti fuori bilancio del Comune di Messina tra il 2014 e il 2016: 24 indagati tra assessori, dirigenti ed ex revisori

Una nuova bufera si abbatte sull’ex sindaco di Messina Accorinti, sugli ex assessori, dirigenti ed ex revisori dei conti del Comune di Messina. A più di due anni dall’avvio delle indagini il pubblico ministero Carchietti ha notificato 24 avvisi di garanzia per l’ipotesi di falso in bilancio per gli anni tra il 2014 e il 2016.

I 24 raggiunti dall’avviso di garanzia sono: l’ex sindaco Renato Accorinti, gli ex assessori Guido SignorinoGaetano Cacciola, Filippo Cucinotta, Sebastiano Pino, Luca Eller Vainicher, Daniele Ialacqua, Nino Mantineo, Nina Santisi, Sergio De Cola e Patrizia Panarello. Risultano indagati inoltre l’ex direttore generale Le Donne, gli ex revisori dei conti Zaccone, Basile e Zingales e i dirigenti CamaDe Francesco, Pagano, Canale, Manna, Schiera, Bruno,Cutroneo, e Ferlisi. Secondo l’accusa risulterebbero anomali alcuni criteri adoperati sul patto di stabilità e sui debiti fuori bilancio del Comune di Messina. L’Amministrazione Accorinti avrebbe cercato di dissimulare il dissesto. Gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare le proprie memorie difensive.

De Luca: “mai gioire delle disavventure altrui”

Ho appreso che la precedente giunta ed alcuni dirigenti del comune di Messina ed il collegio dei revisori dei conti sono indagati per la presunta non veridicità dei bilanci degli anni 2014- 2016.

Io ho affermato ed affermo che i bilanci del comune di Messina e delle partecipate comunali sono falsi perché ne ho avuto personale riscontro e l’ho scritto nella relazione di inizio mandato e nella relazione del primo anno di attività prontamente trasmesse alla Procura della repubblica e della corte dei conti.

Sono stato più volte querelato da Accorinti e dai suoi assessori per aver esternato pubblicamente queste verità con il mio linguaggio virulento e magari esagerando nella forma ma non sicuramente nella sostanza collezionando pure una condanna di nove mila euro per diffamazione prontamente appellata.

Esprimo la mia personale solidarietà Cristiana nei confronti di tutti gli indagati e mi permetto di chiedere alla magistratura celerità nel procedimento perché una giustizia giusta rischia di diventare ingiusta trasformandosi in un lungo tritacarne che infligge pene di gran lunga superiori a quelle di una sentenza emessa con la giusta celerità”- ha dichiarato il sindaco De Luca.

Il 16 novembre il confronto con l’ex giunta Accorinti

Intanto il sindaco di Messina conferma l’appuntamento del 16 novembre nel salone delle bandiere, dove si terrà un confronto pubblico tra l’attuale giunta e la precedente giunta comunale, sui contenuti della relazione del primo anno di attività di De Luca.

 


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