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Fondi per i borghi in Sicilia, l’atto di accusa del PD: “Musumeci finanzia le opere del fascismo”

Foto di Alessio Villari

Sicilia, scoppia la polemica all’Ars: l’onorevole dem Lupo accusa Musumeci di aver stanziato 14 milioni di euro per la riqualificazione di 3 borghi costruiti in epoca fascista

Il governo regionale ha annunciato di avere stanziato circa 14 milioni di euro per riqualificare e valorizzare tre borghi rurali costruiti negli anni Quaranta su incarico del governo fascista. Una decisione che è da attribuire all’assessore ad interim ai Beni culturali, ossia lo stesso presidente della Regione Nello Musumeci“. È l’atto di accusa del capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo che ha presentato un’interrogazione per chiedere a Musumeci “quali criteri, che non siano quelli di matrice ideologica e di fede politica, hanno spinto a selezionare questi tre borghi fra tutti quelli già censiti in condizioni di degrado che meriterebbero azioni di recupero e valorizzazione anche in rete e nella cornice dei Borghi più belli d’Italia”. I tre borghi finiti nel mirino sono Borgo Lupo in provincia di Catania, Borgo Bonsignore nell’agrigentino e Borgo Borzellino in provincia di Palermo. Tutti i deputati dem hanno sottoscritto l’interrogazione, nella quale si evidenzia che la scelta caratterizzi un’azione amministrativa “che dirotta le risorse secondo criteri di ispirazione politica che non possono essere condivisi perché certamente non neutrali e meramente selettivi, in quanto fondati sulla fede politica piuttosto che su una azione sistemica e strategica indirizzata al recupero dell’architettura rurale”.

Il Pd  chiede di provvedere celermente alla nomina dell’assessore per i Beni culturali e di “rideterminare la scelta annunciata e l’iter amministrativo eventualmente avviato sui borghi selezionati e predisporre un piano di valorizzazione secondo i criteri della pianificazione strategica territoriale che abbracci il complesso numero dei borghi rurali e ne predisponga il loro restauro, la tutela ed il rilancio ai fini turistici nelle aree interne quale modello altro di turismo da fornire e sostenere”.