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Sanità in Calabria, i sindaci dell’Area Grecanica chiedono un incontro a Cotticelli: “non vogliamo essere trattati come sudditi”

Sanità, i sindaci ed i cittadini dell’Area Grecanica, nel tentativo “estremo di difendere i diritti costituzionali, non possono più accettare di essere trattati alla stregua di sudditi da parte di uno Stato che ha scelto, come peggiore risposta antidemocratica, anche in campo sanitario, di commissariare sia il livello metropolitano che regionale”

I sindaci ed i cittadini dell’Area Grecanica, nel tentativo “estremo di difendere i diritti costituzionali, non possono più accettare di essere trattati alla stregua di sudditi da parte di uno Stato che ha scelto, come peggiore risposta antidemocratica, anche in campo sanitario, di commissariare sia il livello metropolitano che regionale. Dal canto nostro però, non volendo demordere, segnaliamo che sono trascorsi ben ventitre (23) giorni da quando undici (11) sindaci dell’interland che ruota intorno all’ospedale “Tiberio Evoli” hanno chiesto un incontro urgente al Gen. Saverio Cotticelli, Commissario ad Acta alla Sanità della Regione Calabria, da poco insediatosi. Tale richiesta di incontro (rispetto al quale paradossalmente rimaniamo ancora in attesa!) è scaturita dall’ennesima riunione dell’associazione dei sindaci dedicata al tema della “sanità”, in cui sono stati evidenziati il depauperamento generale del nosocomio melitese, il costante arretramento dei servizi sanitari e la totale assenza dei Livelli Essenziali di Assistenza. Molti i servizi ed addirittura i reparti chiusi nel giro di soli tre anni: alcuni per mancanza di espletamento dei concorsi da parte dell’azienda sanitaria, altri peggio ancora perché l’ultimo medico del reparto/servizio andando in pensione ha trascinato con se l’intera struttura. Ci auguriamo che la medesima sorte non debba toccare addirittura alla struttura complessa di Chirurgia, la cui chiusura rappresenterebbe una pietra tombale sull’ospedale “Tiberio Evoli”. Sembrerebbe infatti che proprio in questi giorni alcuni medici di ruolo, in servizio presso il reparto di chirurgia di Melito P.S. (così come già accaduto per “Ortopedia” e ahimè sappiamo tutti come è finita!), siano stati destinatari di un ordine di servizio temporaneo da parte dell’ASP-RC per prestare servizio presso l’Ospedale di Polistena. Nel ritenere profondamente sbagliata una eventuale reduplicazione dello stesso fallimentare iter amministrativo praticato per i reparti di ortopedia di Melito P.S. e Locri che ha prodotto esclusivamente la chiusura degli stessi reparti, se il provvedimento emanato dall’azienda da provvisorio divenisse definitivo, ci vedremmo costretti ad adire le vie legali. Relativamente alle problematiche oggetto dell’anzidetta richiesta, l’associazione dei sindaci insiste (ancora una volta!) sulla necessità di condividere con il territorio la programmazione sanitaria ordinaria (nel tentativo di arrestare l’“emorragia” in corso, relativa ai servizi sanitari) e la possibilità di intercettare la programmazione triennale dell’INAIL nella quale è già stata prevista la possibilità di erogare ingenti risorse (circa 41 milioni di euro) da utilizzare per l’ospedale di Melito P.S.. Nella consapevolezza che questo percorso non possa prescindere dalla programmazione del livello metropolitano, nei prossimi giorni una delegazione di sindaci si recherà presso l’Azienda Sanitaria Metropolitana di Reggio Calabria per discutere con i Commissari ed il Direttore Generale. La nostra comunità inoltre, specie alla luce della pubblicazione dell’ultimo DCA n.124 del 20.09.2019, relativo al cosiddetto Patto per la Calabria, in cui non si evidenzia alcuna risorsa economica destinata all’ospedale “Tiberio Evoli”, pretende quantomeno puntuali rassicurazioni sull’utilizzo delle risorse (circa dieci milioni di euro) già previste dall’O.P.C.M. 3635 del 21.12.2007 e mai utilizzate per la struttura grecanica. La tutela della salute è un diritto dei cittadini calabresi, di tutti i cittadini italiani”.