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Reggio Calabria: giovedì iniziativa su Francesco Saverio Nitti

A Reggio Calabria incontro sul tema “Francesco Saverio Nitti e l’impossibile riformismo”

Proseguono gli incontri che l’Associazione Culturale Anassilaos dedica al 1919, un anno fatidico e fatale nel corso del quale si sono prodotti degli eventi che hanno avuto gravi ricadute negli anni successivi. Dal Trattato di Pace di Versailles, da taluni considerato, per la sua durezza nei confronti della Germania sconfitta, una della cause remote della 2^ Guerra Mondiale, alla nascita della Repubblica di Weimar, travolta dall’insorgere del nazismo e per quanto riguarda l’Italia la nascita del Partito Popolare e quella dei Fasci di Combattimento, il primo che all’indomani del 2^ conflitto mondiale reggerà per molti anni, come Democrazia Cristiana, le sorti della Repubblica, il secondo che dall’ottobre 1922 al 25 luglio del 1943 governerà l’Italia in una sorta di diarchia tra monarchia e regime, senza dimenticare l’impresa di Fiume che può essere considerata una sorta di prova generale della futura Marcia su Roma. A tutti questi eventi il sodalizio reggino ha dedicato incontri e approfondimenti curati dal Prof. Antonino Romeo e introdotti dal Presidente di Anassilaos Giovani Luca Pellerone. Giovedì 26 settembre alle ore 16,45, presso la Sala Giuffrè della Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” l’Anassilaos, congiuntamente con la stesse Biblioteca, nel centenario del governo Nitti (dal 23 giugno 1919 al 15 giugno 1920) propone un ulteriore incontro sul tema “Francesco Saverio Nitti e l’impossibile riformismo”, una riflessione su un uomo di stato, economista di fama mondiale e attento meridionalista, capace di denunciare sia le storture economiche che all’indomani dell’Unità d’Italia danneggiarono del regioni del Sud che l’inadeguatezza della stessa classe dirigente meridionale. Nell’anno del suo governo si trovò ad affrontare gravi problemi di politica estera (gli accordi di Versailles) ed interna (l’impresa di Fiume) con uno spirito riformatore che incontro l’ostilità e l’avversione sia della destra (D’Annunzio lo definirà “cagoja”) che della sinistra rivoluzionaria. Erano tempi, ieri come oggi, in cui la “pancia” e cioè gli istinti prevalevano sulla “testa”, sul ragionamento e uomini come Nitti che presagirono il tragico futuro del mondo e dell’Italia poterono essere messi da parte.