Reggio Calabria, Falcomatà inizia la campagna elettorale con le stesse promesse fantasiose e faraoniche di 5 anni fa

Reggio Calabria, in vista delle elezioni Comunali che si terranno tra qualche mese il Sindaco Falcomatà ha già iniziato la sua campagna elettorale

Anche se all’orizzonte si aggira lo spettro della vicenda “Miramare”, il Sindaco Falcomatà ha deciso ugualmente di candidarsi alla guida della città alle prossime elezioni amministrative. Con la kermesse “Sintesi”, il primo cittadino ha dato inizio alla sua campagna elettorale avvalendosi dello stesso, identico copione utilizzato nella precedente competizione elettorale. Cinque anni fa aveva suonato la carica per un esercito che non è stato in grado di fare nessuna battaglia se le condizioni di degrado in cui la città si trova sono sotto gli occhi di tutti. Aveva promesso ai reggini che sarebbe stato il Sindaco della “svolta” e che avrebbe cambiato il volto della città, invece non è riuscito, dopo quasi cinque anni di consiliatura, a realizzare un solo progetto in grado di alimentare l’economia e dare risposte concrete ai tanti giovani reggini disoccupati.

Un progetto, però, lo ha realizzato: la raccolta differenziata dei rifiuti denominata porta a porta, con i risultati che la città è diventata una discarica a cielo aperto poiché la maggioranza dei reggini ritiene che questa soluzione non sia stata né efficiente né funzionale. Nonostante tutto, il primo cittadino continua a difendere l’utilità di questo progetto con testarda superficialità, quando in Italia quasi tutti i Sindaci che hanno adottato questo sistema l’hanno abbandonato e sostituito con delle isole ecologiche dotate di cassonetti dove conferire i rifiuti differenziati. Differenziare la spazzatura dentro casa per poi ritrovarsela nei marciapiedi sottostanti per parecchi giorni, mentre la naturale decomposizione e la fuoriuscita di percolato, oltre a rendere sudici e untuosi i medesimi marciapiedi e l’aria irrespirabile, ha contribuito ad aumentare a dismisura la presenza di topi, blatte e insetti vari.

Sarebbe pleonastico elencare le ragioni del fallimento politico del Sindaco della “svolta”, considerato che la città si trova in una condizione di evidente declino. Nella kermesse “Sintesi” il Sindaco Falcomatà ha detto pure che è riuscito a “salvare Reggio dalle macerie”, mentre sulle sue pagine facebook si autoincensa e si osanna continuamente per essere riuscito a rifare il tappetino bituminoso in alcune strade della città. Se il primo cittadino si è spinto al punto di osannare, glorificare, magnificare e pontificare la sua attività politica per essere riuscito ad asfaltare delle strade, i cui interventi rientrano nell’ordinaria amministrazione, considerato che le strade sono sottoposte ad usura e quindi a manutenzione continua, diventa pressochè difficile immaginare la sua reazione di fronte alla realizzazione di un progetto importante e di rilievo. Questi sono gli esiti di una campagna elettorale che il Sindaco Falcomatà sta svolgendo in solitudine poiché gli altri partiti, divisi al loro interno, non sono ancora riusciti ad individuare i candidati a Sindaco alle prossime elezioni amministrative. Non avendo avversari politici che possano contenere il suo protagonismo, il primo cittadino parla e si muove, piacevolmente e consapevolmente, a ruota libera: gestisce il banco, cerca alleanze a destra e a sinistra, mentre ammicca pure i 5stelle sperando che anche a Reggio Calabria possa nascere quella “Santa alleanza” che a Roma ha dato i natali al Governo giallo-rosso.

Capita spesso che un qualsivoglia Sindaco, nel corso della sua consiliatura, privilegi interventi ed iniziative in alcuni settori a discapito di altri, anche se l’obiettivo prioritario di un Sindaco deve essere quello di alimentare l’economia della città che amministra. Il Sindaco Falcomatà invece non solo non è riuscito a privilegiare quei settori potenzialmente promettenti come il turismo e lo sviluppo dei prodotti autoctoni e di eccellenza presenti nel territorio, ma non è riuscito ad alimentare nemmeno l’economia cittadina che continua ad essere stagnante. In quasi cinque anni di consiliatura, il primo cittadino non è riuscito ad avere e proporre ai cittadini un’idea di città; un problema che ha contribuito a penalizzare pesantemente l’intera comunità. Seneca diceva “che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Per questo, non sarebbe un azzardo, paragonare il primo cittadino al marinaio indicato da Seneca nel suo aforisma. Pur di agguantare la seconda consiliatura, il Sindaco Falcomatà ha rinnegato quello che aveva detto e ripetuto fino all’altro ieri sul progetto Waterfront. Nel discorso conclusivo di “Sintesi” ha dichiarato che la città “può riappropriarsi di progetti che la possano definire davvero, e non soltanto sulla carta, una ‘città turistica”. E’ con grande soddisfazione che daremo il via a una grande opera, strategica per lo sviluppo del turismo nella nostra città, che è il Museo del Mare di Zaha Hadid”. Queste sono le stranezze e le stravaganze della politica di oggi ed è per questo che i movimenti populisti e sovranisti continuano a trovare tra i cittadini consensi sempre più alti.

Fino a poco tempo fa il primo cittadino è rimasto chiuso ed ovattato dentro Palazzo San Giorgio, trasformato in una sorta di turris eburnea, mentre adesso, essendo in campagna elettorale, ha scoperto il valore del dialogo con i cittadini, il ruolo importante che riveste la partecipazione popolare nella vita politica ed ha riesumato persino le circoscrizioni definite una “realtà preziosa”. Scoprire, alla fine della consiliatura, il valore e il grande significato che in una democrazia rappresentativa riveste la partecipazione popolare è una strategia politica di basso profilo il cui scopo è destinato a riconquistare in qualche misura il gradimento perduto. Il consenso politico non si conquista con gli slogan, le frasi ad effetto o le promesse di circostanza, ma stabilendo con la popolazione amministrata un autentico rapporto dialettico e dialogico in grado di dare ai cittadini risposte concrete ai loro bisogni, istanze ed esigenze di cambiamento. Se alla prossima tornata elettorale il Sindaco Falcomatà si è posto l’obiettivo di espugnare nuovamente Palazzo San Giorgio, dovrà però fronteggiare una moltitudine sempre crescente di cittadini imbufalita nel vedere una città, dalle grandi potenzialità di sviluppo, in continuo declino.


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