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Reggio Calabria, il discorso di Falcomatà nell’offerta del cero votivo alla Madonna tra riti, parole eloquenti e promesse disattese

FOTO DI ATTILIO MORABITO

Reggio Calabria, le parole del sindaco Falcomatà durante la cerimonia dell’offerta del cero votivo

Nel corso della consueta quanto antica cerimonia dell’offerta del cero votivo che l’Amministrazione Comunale ogni anno offre alla Madonna della Consolazione con l’obiettivo di rendere sempre più forte il legame con la sua Patrona e Avvocata, i Sindaci che si sono succeduti alla guida della città, nell’affidare nelle sue mani misericordiose le sorti dell’intera comunità, hanno promesso il loro impegno politico seguendo le pratiche del buon governo e del rispetto delle regole. Promesse, verrebbe da dire, che saranno state pronunciate con lo spirito di ubbidire ad un rito se poi le parole pronunciate non hanno avuto seguito.

Se ogni anno numerosi sono i fedeli che provengono da paesi e città vicine per onorare la Madonna della Consolazione, numerosi sono pure gli esponenti politici che, puntuali come gli alisei, si accalcano dietro la vara per accompagnare in processione la Sacra Effigie dimostrando fede, devozione e coerenza con i principi del Magistero della chiesa. Quando invece la stampa locale ci mette sotto gli occhi notizie e fotografie di esponenti politici di rilievo che verso la sacra effigie di Maria SS. hanno sempre esibito la loro devozione e che oggi risultano chi indagati chi arrestati per complicità con la malavita organizzata, queste notizie, oltre a generare un autentico senso di scoramento tra i reggini, contribuiscono a impoverire l’immagine di una città che ha voglia di crescere e riscattarsi sotto l’aspetto economico, sociale e culturale. Per fortuna che l’attività investigativa condotta dalla Procura reggina, unitamente alle forze dell’ordine, riesce ad individuare l’illegalità anche nelle istituzioni e affermare l’autorevolezza dello Stato di diritto. Sono episodi sicuramente raccapriccianti, ma che mettono in grande evidenza quanta ipocrisia si cela nel corso delle festività Mariane e quanto fariseismo si celebra dietro la Sacra Effigie.

Anche il Sindaco Falcomatà, nel corso della cerimonia del cero votivo, non si è sottratto ad invocare l’aiuto e la misericordia di Maria SS. nella gestione politica della città. Il primo cittadino, nel suo discorso pronunciato in cattedrale, ha detto che il Sindaco “è colui che deve indicare la via, che si deve accorgere del passo di chi resta indietro, che deve rallentare se necessario senza mai fermarsi”. In cinque anni di consiliatura il Sindaco Falcomatà non solo non è stato in grado di tracciare nessuna via di sviluppo della città, ma l’esigenza di “rallentare” non la poteva avvertire per la semplice ragione che la città è stata ferma e immobile rispetto ai programmi e ai progetti faraonici che aveva pronunciato nel corso del suo insediamento a Palazzo San Giorgio. Un discorso quello del Sindaco che sotto parecchi aspetti si configura come una sorta di “captatio benevolentiae”, mentre alla città servono invece idee ed iniziative progettuali importanti per poterla sollevare dalle condizioni di evidente declino. Nonostante in città la malavita organizzata continua a manifestarsi come un fenomeno sempre più pervasivo, il Sindaco Falcomatà su questo argomento è stato molto evasivo. All’infuori di un timido cenno, non ha indicato nessuna iniziativa e nessun progetto concreto da parte dell’Amministrazione comunale destinato a lottare il malaffare.

Sconfiggere il marcio e la corruzione, ovunque essi si annidino, rappresenta oggi la sfida tra civiltà e barbarie. La magistratura reggina e le forze dell’ordine hanno dato segnali importanti nella lotta alla criminalità organizzata, ma da sole queste forze non bastano. Occorre che le istituzioni affianchino l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine attraverso l’individuazione di iniziative e progetti collettivi e concreti in grado di affermare, in città, la diffusione di una nuova cultura della legalità e della democrazia.

La presenza della criminalità organizzata, la diffusione della micro criminalità, la circolazione di sostanze stupefacenti e l’abbandono della scuola da parte di molti ragazzi, sono tutti fenomeni che devono portare, soprattutto il Comune, sia per le funzioni che lo Stato gli ha trasferito sia per la vicinanza che ha con la popolazione amministrata, ad assumere il ruolo di istituzione educante. Accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita complessiva – considerato che dopo il crollo delle grandi ideologie non hanno avuto importanti punti di riferimento culturali, anche se dobbiamo ammettere e riconoscere che sono riusciti a recepire e assimilare brillantemente i continui mutamenti sociali determinati dalla moderna società tecnologica – attraverso l’individuazione  di progetti ed iniziative di natura politica e culturale continui e concreti, le insidie e le fragilità di una società sempre più “liquida”, si potranno fronteggiare con successo.

L’Amministrazione comunale in carica, sul fronte della legalità, all’infuori di qualche targa commemorativa affissa nella parete di qualche scuola, non ha dimostrato di essere stata particolarmente incisiva. Coinvolgere invece i ragazzi delle scuole cittadine, unitamente alle associazioni culturali e sportive presenti nel territorio, in progetti destinati a sconfiggere la cultura dell’arroganza e della sopraffazione che accompagna e sostiene l’attività della criminalità organizzata, rappresenta la grande scommessa della politica.

Ai giovani di oggi e a quelli di domani bisogna dare il ruolo che è giusto attribuire in una società in continua trasformazione: coinvolgerli e renderli protagonisti nel programmare il loro avvenire e il futuro della città, costituisce il vero successo della democrazia rappresentativa.

L’idea di città che i ragazzi di oggi devono sognare e costruire assieme alle istituzioni, deve essere quella dove un magistrato possa svolgere le sue funzioni senza scorta e senza il pericolo di essere ammazzato e dove l’arroganza e la tanica di benzina, strumenti cinici e vigliacchi cui la criminalità organizzata fa riferimento per taglieggiare imprenditori e commercianti, possano diventare un ricordo dei periodi bui che la città ha attraversato.

Riscoprire i valori fondamentali della vita e del rispetto delle regole, affermare il diritto al lavoro e costruire un’economia sana ed efficiente, sono le sole condizioni che possono assicurare a tutta la comunità reggina un futuro radioso e promettente. Tutto questo non dobbiamo chiederlo o pretenderlo dal Padreterno o dalla misericordia di Maria SS., ma spetta prima di tutto all’operosità e onestà dei politici e al buon funzionamento delle istituzioni.