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Reggio Calabria, i dipendenti del comune preoccupati: “ancora ritardi per il Peo e la produttività”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, la Rsu è pronta a scendere in piazza insieme ai lavoratori per rivendicare il rispetto degli accordi contrattuali

“Nel corso dell’ultimo incontro sindacale, tenutosi il 09 luglio u.s., la Delegazione Trattante di Parte Pubblica, consapevole del mancato rispetto del temine concordato, si era formalmente impegnata a concludere le procedure per le Posizioni Economiche Orizzontali 2018, entro il 10 settembre 2019, ma ad oggi, fine settembre, non si hanno ancora notizie certe sulla conclusione, anzi sembra che la procedura subirà dei ritardi ulteriori. Appare evidente che l’inspiegabile ritardo desti molte perplessità e giustificati timori tra i dipendenti e tra la Rappresentanza Sindacale Unitaria che tutti li rappresenta. A tal proposito, giova ricordare che il 24 luglio u.s., presso il CEDIR, nei locali messi a disposizione dall’A.C., si è tenuta un’assemblea dei lavoratori avente ad oggetto anche il tema della PEO. Nel corso dell’assemblea, dopo avere informato i dipendenti e a seguito di un’approfondita discussione sullo stato delle procedura, si è convenuto, in caso di ulteriore inerzia da parte dell’A.C., di ponderare l’attivazione dello stato di agitazione del personale non dirigente dell’Ente, visto che la questione era stata oggetto del CCDI 2018 e che vedeva quale termine ultimo, per la chiusura delle procedure il 30 marzo 2019, termine largamente disatteso”, è quanto scrive in una nota il Coordinatore delle Rsu, Giuseppe Falcone. “La PEO e la Produttività -prosegue la nota- rappresentano due fondamentali istituti contrattuali incentivanti di natura economica che premiano i lavoratori più meritevoli del comparto Funzioni Locali. In questo quadro, tuttavia, altri elementi depongono negativamente per l’A.C., evidenziando il totale disinteresse alle questioni del Personale dipendente, tra questi sicuramente spicca la mancata costituzione del fondo del salario accessorio 2019, nonché l’assenza dell’atto di indirizzo da parte della Giunta alla Delegazione trattante, atti necessari per potere avviare i tavoli negoziali con i sindacati per il nuovo CCDI. Tra l’altro, fatto di non secondaria importanza, va detto che la mancata costituzione di detto fondo non permette il pagamento delle indennità accessorie ai lavoratori, tradotto: meno soldi in busta paga. Ma c’è di più, la RSU apprende da fonti attendibili ma non ancora ufficiali, che si vorrebbero decurtare somme dal budget dello straordinario 2019, utilizzando parte di esse per incrementare il capitolo di bilancio destinato a finanziare le Posizioni Organizzative, istituto contrattuale che si rivolge ad un ristrettissimo numero di dipendenti. Se ciò fosse vero, sarebbe un atto di estrema imprudenza e di gravità inaudita per due motivi, innanzitutto se si diminuisse tale budget, in futuro sarebbe praticamente impossibile incrementarlo, secondo, il budget dello straordinario è oggi diventata una risorsa indispensabile per sopperire alla carenza strutturale di personale, (ca. 850 dipendenti contro i ca. 1.600 secondo le Tabelle ministeriali) e agli eccessivi carichi di lavoro che spesso obbligano a protrarre l’orario di servizio. Pertanto, sarà cura della RSU vigilare costantemente su tali scelte dissennate, stigmatizzando sin da ora un’iniziativa del genere, sulla cui legittimità permangono forti perplessità. Alla luce di quanto sopra rappresentato, risulta del tutto inesistente una vera politica del personale che tenda a premiare tutti i lavoratori meritevoli non solo i titolari di P.O., pertanto, resta confermato che la RSU, nel chiedere l’immediata definizione delle procedure PEO 2018 e la ripresa dei lavori sindacali per il nuovo CCDI, in prospettiva avvio della negoziazione PEO 2019, è pronta a scendere in piazza insieme ai lavoratori per rivendicare il rispetto degli accordi contrattuali”, conclude la nota.