Reggio Calabria, il Consiglio Comunale delibera lo “stato di emergenza climatica-ambientale”

Reggio Calabria: si è riunito questa mattina in seconda convocazione il consiglio comunale

Diversi i provvedimenti licenziati dalla massima assise cittadina, esito finale di un processo di ascolto partecipato condotto da associazioni e movimenti, in tema di emergenza ambientale e abitativa, le due tematiche che hanno occupato in buona  parte la discussione dell’odierna sessione.

Il primo punto all’ordine del giorno è introdotto dalla relazione dell’assessore all’urbanistica  Mariangela Cama  che richiamando  la legge regionale n. 21/2010 ( sul c.d Piano Casa)  “misure straordinarie dell’attivita` edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale conduce  il consiglio ad approvare il  documento che “fissando gli  adempimenti comunali connessi, fornisce uno strumento operativo e puntuale agli addetti ai lavori, alla luce delle ultime modifiche normative  intervenute nel luglio 2019”.

Il Comune pertanto ha delineato gli ambiti e gli immobili su cui è possibile estendere i benefici del Piano Casa e quelli esclusi, in considerazione delle condizioni di rischio idraulico, geomorfologico e di inondazione, nonché di valore paesaggistico. Ordine del giorno approvato con 13 voti favorevoli e 6 astenuti.

Si procede poi con una lunga discussione che vede protagoniste le opposte compagini sulla approvazione della rimodulazione del finanziamento delle opere del Decreto Reggio, preceduta da un emendamento proposto dal consigliere Demetrio Marino e firmato dallo stesso sindaco Falcomatà.

Primo cittadino protagonista   di una lunga  prolusione sul tema dell’emergenza abitativa, al termine della quale il consiglio approva il provvedimento all’ordine del giorno  all’unanimità, sebbene la richiesta di voto nominale avanzata dalla minoranza.

Come  è emerso dalla discussione,  l’amministrazione Falcomatà  ha compiuto la scelta di accelerare il processo di superamento dell’emergenza  alloggi, optando per l’acquisto di immobili piuttosto che per la costruzione di nuove opere, “ al fine di venire incontro in tempi più celeri  – come ha esplicato il sindaco – a chi ha perso la casa perché ha perso il lavoro, o perché gli immobili del parco comunale non sono più adeguati alle esigenze dei nuclei familiari per varie ragioni”,  provvedimento da mettere in rete con le buone prassi avviate sugli immobili confiscati alla criminalità e le azioni di valorizzazione dei beni comuni già attuate.

L’amministrazione pertanto fa la scelta di accantonare momentaneamente  alcune opere pubbliche che non presentavano stati di  progettazione avanzata per riservarsi di inserirle in successivi piani di finanziamento con altre fonti, a favore dell’accoglimento della petizione popolare che inserisce sul  Decreto Reggio un  nuovo intervento denominato: “acquisto di alloggi per nuclei familiari socialmente disagiati” per un importo complessivo poco più di 11 milioni.  Misura che sarà sottoposta “all’esame della Direzione Generale Edilizia Statale e Interventi Speciali del Ministero delle Infrastrutture per l’esame e la conseguente approvazione del Comitato preposto dalla legge” come evidenziato dal dirigente Arch. Antonino Cristiano.

La discussione si sposta poi “sull’aggiornamento degli oneri di urbanizzazione a adeguamento del costo di costruzione” così come richiesto dalla legge. Un provvedimento – come ribadisce l’assessore Cama – che ha consentito di avviare contestualmente una ricognizione del quadro completo degli  atti di natura urbanistica prodotti dal Comune dagli anni 70 a oggi. “Una analisi che  ha consentito  di raccogliere in un quadro di insieme, un provvedimento coerente con le rivalutazioni Istat e altri indici, che incide sulle casse in modo coerente alla disciplina, ma che consente contestualmente di riconoscere  una riduzione degli oneri  su istanza privata rivolta al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio”.

Esaminati e votati 3 debiti fuori bilancio derivanti da sentenza giudiziale, ormai superato il tocco, il  Presidente del consiglio Demetrio  Delfino procede a leggere la mozione presentata  dai “Verdi città metropolitana” attraverso un testo bipartisan accolto all’unanimità.

La mozione, dopo una premessa che cita i recenti movimenti giovanili e gli scioperi globali sul clima,  “impegna sindaco e giunta a dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale, nonché  a predisporre entro 6 mesi iniziative che vadano nella direzione della riduzione delle emissioni e per la promozione delle energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della Pianificazione Urbana, della Mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, nella riforestazione urbana, alla riconversione graduale del parco macchine comunale, comprensivo dei mezzi Atam, in ibrido ed elettrico con centraline di ricarica a pannelli solari,  all’abbattimento delle onde elettromagnetiche dei sistemi informatici, ad intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione  delle criticità ambientali e nella loro soluzione, rendendo sempre più operativo lo sportello ambiente”.