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La città in cifre, Messina è sempre più povera: redditi e lavoro in calo, ecco i dati del Comune

Foto di Alessio Villari

Messina in cifre, ecco il report dell’Ufficio Statistica: la classe prevalente in città è quella da 0 a 10.000€, pari al 32,2% del totale. Diminuisce il numero di contribuenti con redditi da lavoro autonomo. Dal 2012 ad oggi persi 2187 contribuenti (-22,8%)

L’ufficio Statistica del dipartimento Servizi al Cittadino ha pubblicato sul sito istituzionale il report “la città in cifre” che offre una sintesi su alcune tematiche rilevate nel Comune di Messina nell’ambito delle indagini relative ai dati ambientali 2018 dell’Istat ed Ecosistema Urbano di Legambiente, integrate con altre fonti quali l’Istat, la Camera di Commercio di Messina, l’Osservatorio Turistico Regionale, l’Autorità Portuale ed il MEF Dipartimento Finanze. I dati, al 31 dicembre 2018 ad esclusione dei redditi (2017), fanno riferimento ai settori del Territorio e Popolazione in pillole; Imprese; Reddito; Lavoro; Turismo; Capacità ricettiva; Movimento turistico nella città di Messina; Indicatori turistici; Crocierismo; Trasporto pubblico; e Rifiuti.

Imprese

Nell’anno 2018 le imprese registrate nel comune di Messina sono 20.170 in crescita rispetto all’anno precedente
(+195). I dati evidenziano che tale andamento è determinato dall’incremento di registrazione di Imprese non
classificate mentre si rileva un saldo negativo in quasi tutti gli altri settori Ateco in particolare nel commercio al
dettaglio (-137 imprese), nelle Attività dei servizi di ristorazione (-45), nelle Altre attività di servizi per la persona (
28) e nel settore Costruzione di edifici (-22 imprese).
Le imprese nel comune di Messina sono prevalentemente registrate nella divisione Commercio all’ingrosso e al
dettaglio… (32%), non classificate (15%), costruzioni (12,4%). Rispetto all’intera provincia in città ha sede il 61,8%
delle imprese appartenenti alla divisione Noleggio, agenzie di viaggio, il 61,3% delle imprese del settore Sanità e
assistenza sociale, il 59,2% delle imprese registrate nel settore Attività professionali, scientifiche e tecniche, il 52,6%
di imprese dei Servizi di informazione e comunicazione.
Crescono gli addetti nell’anno 2018 (+733 rispetto al 2017), in particolare nei settori Attività di servizi per edifici e
paesaggio (+670), Attività dei servizi di ristorazione (+348), Assistenza sanitaria (+112), Assistenza sociale non
residenziale (+100). Diminuiscono gli addetti dei settori: Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti (-
243), Costruzione di edifici (-105), Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli … -103 unità), Trasporto
marittimo e per vie d’acqua(-43), Lavori di costruzione specializzati (-42 unità).

Reddito

Nell’anno 2017 (anno di riferimento delle dichiarazioni fiscali presentate nell’anno 2018) la composizione per classe
di reddito evidenzia che la classe prevalente in città è quella da 0 a 10.000€, pari al 32,2% del totale. Rispetto all’anno 2012 si evidenzia la crescita del numero di contribuenti nelle classi da 26.000 a 55.000 euro (+6,67%), da 75.000 a 120.000€ (+2,71%), così come registrato lo scorso anno. Crescono di 410 unità (40%) coloro i quali sono privi di reddito, mentre diminuiscono i contribuenti delle altri classi in particolare quelli tra 15.000 e 26.000 (-8,1%), tra 10.000 e 15.000 (-6,7%) e quelli tra 0 e 10.000 (-1,2%). Diminuiscono rispetto all’anno precedente il numero di contribuenti con redditi da lavoro autonomo (-5,6%) contrazione molto più evidente rispetto al 2012 (-22,8%) pari a 2.187 unità in meno. Diminuiscono anche i redditi da pensione -1,% pari a 2.727 unità in meno.

Lavoro

In città nell’anno 2018, decrescono gli occupati, -7,2% rispetto al 2017, dato questo che registra una performance peggiore rispetto a tutti gli altri grandi comuni considerati. Negativi anche Verona (-4,45%) e Catania (-0,7%). Tutti gli altri presentano dati di crescita più o meno significativa. La stima del tasso di occupazione si attesta per tanto a 37,9%, circa 2,7 % rispetto all’anno precedente ed il più basso tra i grandi comuni.
Diminuiscono in città i disoccupati rispetto all’anno precedente (-6,07%), ma cresce il tasso di disoccupazione
(+0,3%) rispetto al 2017, crescono anche il tasso di disoccupazione del Comune di Verona +1,4%, di Venezia
(+0,7%), di Roma (+0,5%) e Milano (+0,1%).
Cresce la popolazione inattiva +9,08% rispetto al 2017, così come a Venezia (+9,05%), Bari (+2,05%), Catania
(+1,79%) e Firenze (+1,68%). Cresce pertanto anche il tasso di inattività pari nel 2018 al 42,1%, dato questo che è il
più basso dei comuni del Sud Italia, è infatti superato da Palermo (50%), Bari (44,1%), Napoli (43,3%) e Catania
(42,9%)

Turismo

Nell’anno 2018 le strutture ricettive del territorio del Comune risultano in aumento (+14,3%), in modo più marcato
rispetto alla provincia (+6, 8%) ed alla Regione (+6,0%). In città infatti si passa da 84 a 96 esercizi ricettivi, pari al
7,2% dell’intera provincia. Tale dato registra, negli ultimi anni, un segnale di leggera, ma continua, crescita, si passa
infatti dal +5,9% del 2015 al +7,2 del 2018.
Rispetto all’anno precedente crescono gli esercizi extra alberghieri, in città del +20,97%, in provincia del 9,2% e
nell’intera Sicilia del 7,1%. In particolare nel comune di Messina si registra la crescita dei B&B (+22,45%) e degli
Alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (+18,2%). Si registra invece una decremento degli esercizi
alberghieri (-4,5%), determinato dal crollo degli alberghi a 3 stelle (-16,7%). Dati questi in controtendenza rispetto
alla provincia (+5%) ed alla Regione (+1%) rispetto all’anno precedente. Tale contrazione ha determinato una perdita
complessiva di posti letto del -0,9% rispetto al 2017 molto meno marcata rispetto al 2015, rispetto cui si registrano
1.100 posti letto in meno (-33,5%) di cui 517 nelle strutture alberghiere e 583 in quelle extra alberghiere.
La dotazione di posti letto in città è del 4,47% dell’intera regione e del 23,6% dell’intera provincia. Seppur in
diminuzione rispetto al 2015, continua il trend di crescita dei posti letto in tali ultime strutture +100 posti letto in
alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (+23,65%) e +145 posti letto nei B&B. (+19,54%) ad evidenziare
un segnale di importante modifica dell’offerta, da strutture alberghiere alle extra alberghiere di facile gestione, non
crescono infatti villaggi e campeggi, ostelli, e altri esercizi ricettivi.

Il movimento turistico nella città di Messina

In città nel 2018, i dati dell’Osservatorio Turistico Regionale, indicano che sono state 65.062 le presenze e 26.167 gli arrivi complessivi.
Le presenze italiane sono state 52.571 (81%), prevalentemente provenienti dalla Sicilia (44,12%), dalla Calabria
(9,77%), dalla Lombardia (8,25%), Campania (7,57) e Lazio (6,97%). Basso il numero di presenze dei residenti in
Molise (0,23%). Trentino Alto Adige (0,37%), Umbria (0,46%), Basilicata (0,5%), Abruzzo (0,63%) e Sardegna
(0,64%).
Le presenze straniere (12.491 più elevate sono state registrate per i cittadini Europei (67%) e tra queste quelle dei
turisti provenienti dalla Germania (14%), Francia (12%), Regno Unito (10%), Spagna (8%) e Paesi Bassi (7%).
Importante, in termini numerici, la presenza dei turisti Americani (9,11%), da segnalare la presenza di cittadini dei
paesi asiatici (8%).
In termini di permanenza media, hanno soggiornato maggiormente in città i cittadini del Portogallo (6,7 giorni), della Croazia (5,85), della Slovacchia (5,75), del Venezuela (4,7) e del Lussemburgo (4,4). Superiori al dato medio
comunale anche i turisti provenienti da Paesi Bassi (3,65), Danimarca (3,47), Estonia (3,45), Grecia (3,24), Bulgaria
(3,18) e Norvegia (3,00). Consistenti anche le presenze per egiziani (6 giorni) e Altri paesi africani (7,8).
Tra gli italiani, hanno soggiornato maggiormente i cittadini provenienti dalla Liguria (3,64 giorni), dal Friuli Venezia
Giulia (2,87), dall’Emilia Romagna (2,77), dalla Sicilia (2,73), dalla Toscana (2,62), dal Piemonte (2,61) e dalla
Lombardia (2,57).

Indicatori turistici

Foto di Alessio Villari

Sulla scorta dei dati in possesso sono stati determini i principali indicatori turistici per il Comune di Messina.
Si evidenzia che il rapporto tra posti letto e superficie comunale è piuttosto basso (10.3 letti per kmq). L’analisi del
Tasso di ricettività, dato dal rapporto tra i posti letto turismo e la popolazione media residenti è significativamente
più basso (9 posti letto ogni 1000 abitanti) rispetto alla provincia (74 posti letto ogni 1000 abitanti) ed alla Sicilia
tutta. (38 circa ogni 1000 abitanti). Anche il tasso di turisticità che rappresenta l’effettivo peso del turismo rispetto
alle dimensioni della zona, ottenuto dividendo il numero medio di turisti (ossia il rapporto tra presenze e numero di
giorni del periodo considerato) negli esercizi ricettivi per gli abitanti della stessa area indica come la provincia di
Messina presenti un tasso molto più elevato (15,25), della Regione Sicilia (8,27) e del Comune di Messina 0,76 nel
2018 in diminuzione rispetto all’anno precedente contrariamente a quanto avviene per regione e provincia.

Crocierismo

L’anno 2018 mostra un leggero decremento del movimento crocieristico in città rispetto all’anno precedente (-4,57%), pari a 17.831 croceristi in meno. La serie del movimento degli ultimi 5 anni mostra comunque una certa
stazionarietà dell’importante settore. Nel porto, nell’ultimo anno sono attraccate ben 172 navi con 8.790 imbarchi e
8.965 sbarchi.

Trasporto pubblico

Costanti quasi tutti i dati strutturali: lunghezza delle linee di autobus, Tram, lunghezza delle piste ciclabili, cresce la
superficie aree o isole pedonali che passa da 92.570 a 93.942mq. Aumenta, nel 2018, il numero di veicoli destinati al
trasporto pubblico, 103 contro i 78 dell’anno precedente, di questi il 56% sono veicoli conformi alla norma euro 6, il
17% euro 4 e solo il 16% inferiori o uguali ad euro 1. Sono 102 le licenze di taxi rilasciate e 18 quello con noleggio
con conducente (NCC).
Decresce l’offerta complessiva (in milioni di posti km) del trasporto pubblico sia per gli autobus (da 309,9 a 286,18)
che per il Tram (da 64,08 a 59,94).
Continua la crescita del numero di passeggeri trasportati, +4,17% rispetto al 2017 e +53,39% rispetto al 2011. Degli
11.417,000 di passeggeri trasportati il 35% utilizzano il mezzo in modo intermodale (tram autobus).
Rispetto all’anno precedente crescono: i titoli di viaggio corsa semplice (+0,29%), gli Abbonamenti mensili
(+6,79%), gli abbonamenti annuali (+8,27%) e gli abbonamenti per studenti (+3,5%) rispetto all’anno precedente e
+14,8 rispetto al 2012.

Rifiuti

Nell’anno 2018 si registra una crescita del totale dei rifiuti prodotti (120.189 t) rispetto all’anno 2017 (+8.924,00
tonnellate). Sono state 113.421 le tonnellate di rifiuti conferiti in discarica, Cresce la raccolta differenziata +6.036,00
tonnellate rispetto al 2017. Nel 2018 erano 26.000 gli abitanti serviti da raccolta domiciliare dei rifiuti e 1300 le
famiglie che praticano il compostaggio domestico.
Nell’anno 2018 la quantità di rifiuti differenziati, cresce rispetto all’anno precedente di quasi 4 punti percentuali
attestandosi al 18,09% del totale dei rifiuti prodotti. In termini di variazione percentuale la differenziata cresce del
38% circa e l’indifferenziata del 3% circa rispetto al 2017.
Crescono i rifiuti prodotti pro-capite pari a 514,9 Kg nel 2018, pari al +9,04% rispetto al 2017 e +1,96% rispetto al
2012. Ogni famiglia, nell’anno 2018, ha prodotto in media 1.212,7 Kg di rifiuti di cui solo 219,4 di differenziata. In
media ogni abitante ha prodotto 93 Kg circa di differenziata e 422 Kg di indifferenziata.
Rispetto all’anno precedente cresce la quantità di carta e cartone raccolti (+28,37%), di vetro (+13,02%), della plastica (+18,47%).