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Messina, brigadiere sospeso si incatena davanti alla caserma: “Voglio giustizia” [FOTO e VIDEO]

  • Foto di Alessio Villari
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Messina, da anni il 51enne sospeso dal servizio proclama la sua innocenza e stamattina ha deciso di incatenarsi davanti ai portoni della caserma dei Carabinieri: il brigadiere chiede di parlare con il Comandante generale e con il ministro della Difesa

Nuova eclatante protesta del brigadiere dei Carabinieri Salvatore Scardigno. Il 51enne, attualmente sospeso dall’incarico, da stamattina è incatenato davanti al portone del Comando Interregionale Culquaber, in via Concezione a Messina. Scardigno, è indagato per presunta concussione, per fatti risalenti a quando prestava servizio a Villa San Giovanni. Il brigadiere avrebbe preteso un cane in regalo da un allevatore, in cambio di una mancata multa.

A marzo scorso il 51enne era salito sul campanile del Duomo e aveva esposto uno striscione con scritto “verità”  e a maggio aveva minacciato di darsi fuoco cospargendosi di benzina. E la protesta di stamattina nasce per gli stessi motivi. Scardigno e si proclama innocente e chiede che si faccia chiarezza su presunti “abusi di potere” e di essere ascoltato dal comandante generale e dal ministro della Difesa. Il brigadiere ha iniziato lo sciopero della fame.

“Sono stanco di subire umiliazioni e abusi di potere, sono sei anni che chiedo giustizia. Da qua io non mi muovo più. Ho sempre creduto nella divisa e ho sempre lavorato. Tutti devono sapere quello che è successo”- ha detto Scardigno. In fondo all’articolo il video con le dichiarazioni rilasciate dal brigadiere.

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