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Sicilia: il casolare in cui fu ucciso Peppino Impastato diventa un bene pubblico

La Giunta Regionale ha approvato gli atti per l’espropriazione dell’edificio di Cinisi e del terreno circostante. Musumeci: “Peppino Impastato simbolo della Sicilia onesta che ha combattuto la criminalità mafiosa e il malaffare”

Il casolare in cui fu ucciso Peppino Impastato diventerà un bene pubblico. Su proposta del Presidente Nello Musumeci, la Giunta Regionale ha approvato la documentazione per l’espropriazione dell’edificio di Cinisi e del terreno circostante. Peppino Impastato fu ucciso nella mafia il 9 maggio il 1978. L’edificio nel 2014 è stato dichiarato di interesse culturale e c’è il progetto di farne un museo. Il governo regionale ha impegnato 106.345 euro per l’acquisizione dell’immobile.

Musumeci: “Peppino Impastato simbolo della Sicilia onesta”

“Con il provvedimento assunto dal governo regionale – ha sottolineato il presidente della Regione Nello Musumeci – manteniamo l’impegno assunto, anche da me in prima persona, al tempo in cui guidavo la commissione Antimafia, nei confronti della famiglia Impastato e di tutta la comunità regionale. Quell’edificio diventerà bene pubblico e accessibile alla fruizione di tutti. Peppino Impastato – ha aggiunto – rappresenta un simbolo della Sicilia onesta che ha combattuto e deve continuare a combattere la criminalità mafiosa e il malaffare. Una figura che, oltre le diversità delle appartenenze politiche, costituisce un esempio di denuncia e di coraggio, soprattutto per le giovani generazioni”.