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Scioglimento del comune di Sinopoli, l’ex sindaco Danaro non ci sta: “Si vuol far credere che tutto sia Mafia, questa è la fine della democrazia”

“Sinopoli è un paese di duemila anime, le relazioni di parentela sono ovvie, ma siamo stati un comune virtuoso, abbiamo persino evitato il dissesto finanziario”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da parte dell’ormai ex sindaco di Sinopoli (RC), dott. Annunziato Danaro, in merito allo scioglimento del consiglio comunale del comune dell’entroterra reggino.

Lo scioglimento del Comune di Sinopoli è avvenuto con Decreto del Presidente della Repubblica il 1 agosto 2019 con la nota formuletta di rito: ‘all’esito di approfonditi accertamenti sono emersi forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale‘. Purtroppo, la legge sugli scioglimenti dei comuni non prevede alcun tipo di contraddittorio: un amministratore che non può difendersi si vede privato di un diritto che dovrebbe essere inviolabile. Un contraddittorio potrebbe chiarire l’anomalia, potrebbe sciogliere un dubbio e invece ci siamo trovati davanti alla cruda realtà: la fine della democrazia che ci ha costretti a subire la supremazia incondizionata di questo sistema.

La commissione pur rimanendo 6 mesi ha fatto due o tre ingressi al Comune senza mai chiedermi un chiarimento su un atto o su un procedimento. La Politica Nazionale, purtroppo, non ha interesse ad entrare nel merito del quadro normativo, e questo problema è maggiormente presente nel Meridione e ancora di più nell’estremo sud. Ciò che si evince dal Decreto è la relazione di parentela, di affini e frequentazioni che legano diversi membri degli organi elettivi e dell’apparato burocratico dell’Ente a persone controindicate. In effetti le relazioni di parentela, legati a nomi noti in questi ambienti, ci possono anche stare ma non certamente le frequentazioni che possono essere solo limitate ad un semplice saluto o comportamento civile fra persone libere. In ogni caso non sappiamo chi sono queste persone che noi frequentiamo e dove li frequentiamo (attendiamo il testo integrale).

Probabilmente si può trattare di qualche semplice intrattenimento in occasione di qualche festa, un evento, un funerale o semplicemente un caffè al bar; noi non vogliamo avere barriere o limiti, con ogni cittadino libero.
Se così deve essere chi può fare l’amministratore in un piccolo territorio come il nostro? Noi sicuramente no, non ci stiamo. Sottolineo che non abbiamo mai subito alcuna forma di ingerenza sin dall’inizio della nostra candidatura e non abbiamo mai chiesto a nessuno alcun lasciapassare, siamo stati sempre liberi nelle nostre scelte e nelle nostre azioni.

Viviamo in un territorio di duemila anime dove il contesto paesano è quello in cui tutti sono parenti di tutti e amici di tutti. Perciò come possiamo evitare un saluto o un breve intrattenimento? Inoltre l’art.27 della Costituzione recita: “la responsabilità penale è personale”. Per cui non siamo cittadini liberi se poi siamo vincolati a non poter partecipare democraticamente ad attività politiche perché etichettati negativamente senza alcuna colpa.

È assurdo, anche perché non ci viene contestato nulla per ciò che concerne appalti, servizi, lavori, incarichi e semmai, credetemi, questi sono i punti sui quali i comuni possono cadere in errore. La Commissione ha rilevato anomalie sulla gestione dei suoli pubblici riferendosi ad un solo caso di concessione di suolo da adibire a chiosco per attività commerciale nello spazio antistante il cimitero, solo perché il beneficiario dal nome scomodo “Alvaro”, pur avendo tutti i requisiti richiesti, nonché il Certificato Antimafia, secondo loro non poteva ottenere la concessione (anche a seguito di bando pubblico) perché figlio di un pregiudicato; ma gli uffici che hanno rilasciato l’autorizzazione in base a quale legge dovevano ostacolarlo? E l’amministrazione come doveva intervenire? E quindi qual è il danno per il Comune? Dov’è l’ingerenza?

Si legge sulle motivazioni che la giunta in merito alle concessioni dei suoli pubblici ingerisce violando l’art.107 comma 2 della Legge 267 del 2000. Ma quando mai abbiamo interferito in tal senso? Sono i responsabili degli uffici ad interessarsi di tali procedure fino alla stipula di eventuali contratti. Per quanto riguarda la concessione dei terreni dati in locazione si legge che sono state riscontrate delle irregolarità, in particolare su uno. Con la nostra amministrazione è stata incrementata l’attività di verifica dei soggetti in capo ai richiedenti concessioni o volture mediante l’acquisizione dei certificati del Casellario giudiziale e dei carichi pendenti e la richiesta del certificato antimafia, e ove questo non perveniva nei termini di legge, sul contratto il responsabile annotava la nota risolutiva in caso di esito negativo.

A febbraio 2017 indirizzo all’ufficio tecnico, sempre nelle more del nuovo regolamento, affinché: ‘le richieste di subentro potevano essere gestite instaurando apposito rapporto concessorio direttamente con il soggetto richiedente previa verifica dei requisiti soggettivi e morali’; le nuove richieste siano sottoposte alla pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale finalizzato ad evidenziare i dati della richiesta presentata, al fine di consentire l’inserimento da parte di altri eventuali soggetti’. Quindi, come si evince abbiamo puntato sempre sulla trasparenza. Viceversa, qualora l’intenzione fosse diversa avremmo lasciato le cose come prima.

Per il caso contestato, essendo la richiesta del subentro precedente alla data del 20/02/17 di indirizzo di cui sopra, l’ufficio ha adottato la proposta e quindi la procedura senza avviso e trattandosi di passaggio tra familiari ha interpretato che rientrava nella fattispecie di cui all’art.7 del Regolamento comunale per la gestione dei terreni.
Preciso che la gestione è in capo al Settore tecnico che propone alla giunta comunale la deliberazione che consente poi al responsabile stesso di poter seguire l’iter burocratico per la gestione dei contratti. Ritengo perciò ce non vi sia stato alcun abuso in merito, e nessuna ingerenza. Ribadisco che in merito alla gestione dei terreni si stava delineando con la nostra amministrazione una messa a punto arrivando già alla totalità dei contratti e ad una riscossione quasi completa. Preciso che i terreni comunali in Aspromonte gravati da usi civici sono assegnati da decenni per lo svolgimento di attività agricole e pastorizia e spesso si verifica che le stesse attività si tramandino da padre in figlio con il conseguente trasferimento dei terreni, ovviamente, nel rispetto delle norme e dei regolamenti che li disciplinano. Sottolineo inoltre che l’ufficio non rilascia indistintamente alcun attestato relativo alla concessione dei terreni se non a regola con i dovuti pagamenti. Concluderei su questo punto tanto caro alla commissione d’accesso, dicendo che può esserci stata qualche imperfezione, ma non certamente grave, basti pensare che se non si considerasse la nostra delibera n°20/2017 tutto potrebbe rientrare nella normalità secondo le prassi consolidate da diversi anni.

Ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando? Potevamo essere così sprovveduti se le nostre intenzioni fossero state quelle di agevolare qualcuno? Dov’è il danno? Dov’è l’ingerenza? Si legge ancora nelle motivazioni che il prefetto rileva che il Comune per incapacità versa in situazioni finanziarie precarieDa qui si evince l’ignoranza e la scarsa capacità del valutatore. Nonostante le difficoltà economiche in cui versano in generale i Comuni, il nostro non ha alcun debito nei confronti di ditte o enti. Preciso che nel mese di luglio è stata notificata una sentenza su una procedura avviata negli anni precedenti che condanna il comune ad un risarcimento reso esecutivo di circa 100.000 € complessivi. Ebbene, la nostra capacità di cui dubita il prefetto, è stata tale da programmare il debito fuori bilancio estinguendolo in due anni, dietro accordo scritto con il creditore evitando così il dissesto finanziario.

Per quanto riguarda i tributi è vero che vi è una scarsa riscossione, dovuta principalmente alla crisi generale; ma è vero altresì che i nostri uffici provvedono tempestivamente alla formazione dei ruoli per la riscossione volontaria che si aggira intorno al 35% e collaborano con l’Agenzia delle Entrate per la riscossione coattiva e alla procedura esecutiva.

ABUSIVISMOSi fa capire che manca il controllo del territorio e che gli abusi edilizi di cui alla L.380/2001 vengono segnalate solo dalle forze dell’ordine e non dai vigili. Preciso che nel periodo che va dal 2016 al 2018 sono pervenuti solo due notizie di reato, uno segnalato dal corpo forestale e uno dalla locale stazione carabinieri; per entrambi l’ufficio competente ha provveduto ad emettere l’ordinanza di demolizione. Sottolineo invece che, diverse sono state le segnalazioni e le denunce da parte dei vigili presso il comando dei carabinieri e al tribunale, principalmente per atti vandalici. Per quanto riguarda i beni confiscati, alcuni sono stati consegnati appena qualche mese fa, quindi non si trovano affatto in situazioni di degrado, altri sono ben manutenuti ed utili utilizzati dal Comune come ricovero dei propri automezzi, quelli invece che si trovano in stato di abbandono sono quelli assegnati dalle passate amministrazioni a cooperative esterne.

Ci viene addirittura contestata la mancanza di dialettica politica in seno al Consiglio, come a far credere che l’assenza della minoranza nell’ultimo periodo sia stata ostacolata da qualcuno. Siamo caduti veramente nel ridicolo, non viene considerato che la minoranza possa adottare le proprie strategie cercando semmai di mettere in difficoltà il Consiglio. (L’assenza della stessa coincide con quella delle forze dell’ordine, ma forse si tratta veramente di una coincidenza.)

Ci viene contestato inoltre che, entrambe le liste nelle elezioni del 2016 abbiano tra i sottoscrittori persone controindicate per frequentazioni e pregiudizi e nello specifico tra quelli della mia lista figura il titolare di un’impresa individuale destinatario di un provvedimento di diniego di iscrizione nella C.D white list emesso dalla prefettura di RC nel febbraio 2017. Anche qui siamo veramente nel ridicolo. L’unico requisito richiesto ai sottoscrittori è quello di essere iscritti alle liste elettorali del Comune. Dovremmo quindi essere in grado di capire la volontà postuma del prefetto. Al soggetto in questione non è stato mai concesso nessun incarico dal Comune, quindi non vedo dove sia il problema. Di cosa stiamo parlando? Cosa si vuol far capire?

Qui si vogliono togliere i diritti basilari facendo credere che tutto sia mafia e tutto sia illegale. Chi rappresenta lo Stato, spesso abusa dei propri poteri e pecca di imparzialità nel giudicare. Siamo veramente alla fine della democrazia.  

Andando alla conclusione, si legge che dagli accertamenti la commissione mette in luce che il sottoscritto già vicesindaco e assessore del comune di Sinopoli nelle consultazione elettorali del 2006 e 2011 ha conseguito un ingente numero di voti di preferenza nella zona del territorio comunale in cui risiedono esponenti della locale famiglia malavitosaPreciso che non sono stato mai vicesindaco e che nel 2006 ho preso 84 preferenze in tutto posizionandomi al 4°posto, nel 2011 ho preso 164 preferenze in tutto posizionandomi al secondo posto distaccandomi dal primo di ben 96 voti con una lista vincente che ha totalizzato circa l’85% dei voti insieme ad altri candidati che hanno superato le 100 preferenze. Si vuol far crede che le mie preferenze provengono da chi controlla il territorio, ma, se così fosse, non sarebbe riuscito ad esercitare il proprio potere nemmeno oltre il quartiere in cui vive. Ma che capacità di analisi hanno questi signori, ma in che mondo vivono? E’ assurdo o semplicemente ridicolo.

Dal mio punto di vista, le motivazioni, in realtà risiedono in un sistema che permette a qualcuno in modo antidemocratico di affossare ad ogni costo il nostro territorio. Mi rimane una grande soddisfazione per la solidarietà e la vicinanza degli impiegati comunali, dei miei compaesani, di amici, colleghi di lavoro ed ex colleghi sindaci. Consentitemi un ringraziamento ed un abbraccio ai componenti del mio gruppo che hanno sempre creduto in me e mi sono stati sempre vicini”.