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Reggio Calabria: gli “Officina Zoè” chiudono a Bova il Palearìza 2019

Reggio Calabria: si è giunti al concerto conclusivo di Bova dopo una lunga carrellata inaugurata a Gallicianò di Condofuri che ha visto toccare tante piazze dal mare all’Aspromonte

Una serata all’insegna della musica e del divertimento. È stato questo il leit motiv dell’appuntamento conclusivo dell’edizione 2019 del festival di musica etnica Palearìza, tenutasi qualche giorno fa a Bova. Si è giunti al concerto conclusivo di Bova dopo una lunga carrellata inaugurata a Gallicianò di Condofuri che ha visto toccare tante piazze dal mare all’Aspromonte. Un gruppo d’eccezione quello per la serata conclusiva, proprio come tiene ad evidenziare il direttore artistico della kermesse, Aldo Gurnari. “Gli Officina Zoè – spiega Gurnari – sono un gruppo assolutamente straordinario nel panorama della musica etnica nazionale, uno spettacolo quello di Bova che ha chiuso nel migliore dei modi una manifestazione cui abbiamo cercato di restituire la mission originaria, quella che nei decenni passati l’ha fatta assurgere a sinonimo di musica d’estate nella Calabria greca. L’appuntamento di Bova, era il terzo in programma per la capitale della bovesìa, e faceva seguito a quello dello scorso sedici di agosto riservato come tradizione ai suonatori tradizionali dell’area ed all’ormai famoso “ballu di lu camiddu” un tripudio di musica e coloro che richiama un’arcaicità assai pronunciata e tipica di queste montagne. L’ultimo spettacolo, quello degli “Officina Zoè”, preceduto dal consueto ballo dei giganti si è concluso come sempre con i suonatori tradizionali e con il “sonu a ballu” che ha ragantito ai presenti la possibilità di ballare fino all’alba al suono di organetto, tamburello e zampogna”.