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Agliano: “l’ISTAT certifica il crollo dei residenti a Reggio Calabria unitamente al crollo della credibilità dell’attuale amministrazione comunale”

Reggio Calabria, Agliano: “I dati sono impietosi, come impietoso è il giudizio dei reggini nei confronti della compagine di centrosinistra che (per fortuna) sta per tornare ai tornei di calcetto, dopo 5 anni di disastri politico-amministrativi, uno dietro l’altro”

“I dati sono impietosi, come impietoso è il giudizio dei reggini nei confronti della compagine di centrosinistra che (per fortuna) sta per tornare ai tornei di calcetto, dopo 5 anni di disastri politico-amministrativi, uno dietro l’altro.  Gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica sulla popolazione residente nella nostra città fanno rabbrividire – afferma il Coordinatore di Reggio Futura Giuseppe Aglianogià dal 2012 le tabelle redatte dagli esperti registravano una costante diminuzione degli abitanti, ma adesso la città ha raggiunto livelli di guardia molto preoccupanti. Infatti, gli aggiornamenti demografici ci dicono che la popolazione residente nel nostro comune è scesa sotto i 180mila abitanti. Un altro record negativo che va a sommarsi a quelli legati ai disservizi, alla malagestione e alla mancanza di progettualità di questa maggioranza a trazione PD. Anche in questo ambito la città è tornata indietro di 20 anni – continua Agliano – nel 1999 a Reggio il numero degli abitanti era, più o meno, quello registrato adesso, ma con una differenza: in quel periodo il trend era in crescita mentre oggi è drasticamente in diminuzione. In definitiva, in questi ultimi anni, a migliaia scappano da Reggio, non intravedendo alcuna possibilità di futuro e nessuna speranza di ripresa. E non se ne vanno solo i giovani, per studio o lavoro, ma lasciano la città famiglie intere per andare a cercare fortuna nel resto d’Italia e del mondo. Dopotutto come potrebbe essere altrimenti in una città che è sofferente in tutti i settori, con una gestione della cosa pubblica inefficiente che non riesce a garantire neanche i servizi essenziali e con buona parte dei reggini lasciati colpevolmente in balìa di ingiustizie e violenze di ogni genere.  Eppure nel recente passato, Reggio ha vissuto di luce propria e aveva, in poco tempo, conquistato eccellenze in vari campi e risollevato l’economia locale con scelte politiche e amministrative coraggiose di lungimiranza e competenza.

Erano gli anni in cui la popolazione cresceva, fino ad arrivare a lambire la soglia dei190mila abitanti nel 2013; erano gli anni in cui le attività imprenditoriali, ricettive e commerciali si moltiplicavano e non chiudevano come tristemente avviene oggi; erano gli anni in cui l’edilizia non conosceva crisi, con tanti cantieri aperti e tante opere pubbliche in corso di realizzazione, grazie alle varie risorse opportunamente reperite e ai progetti finanziati dalle leggi speciali; erano gli anni in cui gli investimenti, la programmazione turistico-culturale, i grandi eventi e la politica dell’accoglienza, avevano fatto diventare Reggio Calabria una delle mete più ambite delle vacanze degli italiani; erano gli anni in cui i reggini che si erano trasferiti per lavoro, manifestavano il desiderio di ritornare nella propria terra d’origine; erano gli anni in cui si andava orgogliosi di come la città venisse presa ad esempio da altre amministrazioni; erano gli anni in cui, con il coordinamento e la programmazione del comune, giovani e diversamente giovani esprimevano la loro vitalità e la gioia di vivere con molteplici attività dedicate e scambi turistico-culturali in Italia e all’estero.  Erano gli anni del “Modello Reggio”, sì…l’unico modello di lucida visione prospettica di città che Reggio abbia avuto dal dopoguerra ad oggi e avvalorata dalla conquista nel 2009 del titolo di Città Metropolitana; erano gli anni delle giunte di centrodestra guidate da Giuseppe Scopelliti; erano gli anni del “Sindaco più amato” in tutte le classifiche redatte dagli osservatori specializzati; erano gli anni in cui molti dicevano “sembra un sogno troppo bello per essere vero”.  Infatti – conclude il Coordinatore di Reggio Futura – “qualcuno” decise che quel sogno dovesse essere brutalmente interrotto, che i reggini dovessero ricominciare ad emigrare, che Reggio dovesse ritornare ad essere “colonia”. Il fango creato ad arte, la commissione d’accesso, il commissariamento, sono stati gli strumenti, il resto è storia… un’altra storia, che proprio in queste ore, la magistratura sta contribuendo a riscrivere alcune pagine fra le più torbide. Reggio ha dimostrato nei secoli che sa rinascere sempre e lo farà ancora, anche fra qualche mese, quando sarà tempo di rinnovare l’amministrazione comunale, di restituire dignità e decoro a palazzo S. Giorgio e risanare le ferite causate da avventurieri senza scrupoli e senza vergogna.  Mi pare già di sentire in sottofondo i mugugni degli scienziati della sinistra al potere attaccare il disco, pronti “ad indignarsi” e rispolverare il famigerato “buco di bilancio” per dire che “la colpa è di chi ci ha preceduto”.  Ma i reggini ormai hanno riaperto gli occhi”.