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Maresciallo si spara un colpo di pistola alla tempia: lascia la moglie e due figli

Salgono a 3 i suicidi nell’Arma dei Carabinieri in una sola settimana. L’Osservatorio Nazionale per i diritti e la salute dei militari e delle forze dell’ordine torna a chiedere un supporto psicologico obbligatorio per chi opera nelle forze dell’ordine e nella pubblica sicurezza

“A pochi giorni dal suicidio di un giovane carabiniere 23enne, originario di Portici, suicidatosi con un colpo di pistola, un’altra notizia allarmante giunge da Cremona, dove un maresciallo dei carabinieri in servizio al NAS, si sarebbe suicidato con un colpo di pistola d’ordinanza esploso alla tempia. Lascia la moglie e due figli. Salgono a 3 i suicidi nell’Arma dei Carabinieri in una sola settimana. L’Osservatorio Nazionale per i diritti e la salute dei militari e delle forze dell’ordine torna a chiedere un supporto psicologico obbligatorio per chi opera nelle forze dell’ordine e nella pubblica sicurezza. E’ la 37° tragedia dall’inizio del 2019. Il suicidio tra gli appartenenti alle Forze di Polizia – afferma la criminologa Antonella Cortese – è una vera e propria emergenza, una condotta distruttiva, sintomo tragico di una profonda sofferenza interiore, di un disagio personale fatto di concause che si correlano a sofferenza della nostra esistenza quotidiana. Serve un supporto psicologico che accompagni la vita e il lavoro quotidiano di servitori dello Stato, troppo spesso lasciati soli di fronte a una qualsiasi minaccia, per giunta con la possibilità di farla finita avendo con sé una pistola di ordinanza. Depressione e scoramento rischiano di essere le uniche braccia a cui abbandonarsi. Per questo bisogna riportare all’attenzione dello Stato un tema che rischia di sfuggire di mano”-conclude Antonella Cortese, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell’ordine.