Governo, oggi il Pd definisce il “programma di svolta” per l’accordo con il M5S: verso Fico premier, gli ultimi aggiornamenti

Alberto Gandolfo/LaPresse

Oggi pomeriggio riunione per stilare il programma del “governo di svolta”

Oggi alle 15 nella sede romana del Pd si riuniranno i sei tavoli che il Partito democratico ha organizzato per stilare il programma di quello che il segretario, Nicola Zingaretti, ha definito il “governo di svolta“. Ma a tenere banco sono i contatti e i sondaggi informali sull’altro capitolo della trattativa con il Movimento 5 stelle: i nomi dei componenti dell’eventuale nuovo esecutivo. A cominciare da quello del presidente del Consiglio. Nel faccia a faccia di venerdi’ sera tra Di Maio e Zingaretti la scelta del premier era subito emersa come il nodo piu’ difficile da sciogliere con Di Maio che ha riproposto Giuseppe Conte e Zingaretti che ha chiesto un elemento di “discontinuita'”. Da Biarritz, dove si trova per il vertice del G7, Conte ieri ha lanciato due messaggi: ha detto che “l’esperienza politica con la Lega e’ chiusa e non si potra’ riaprire piu'” e che “importante per il paese e’ il programma, i nomi vengono dopo”. In un incontro informale, fuori dal Nazareno e senza il segretario Zingaretti, lo stato maggiore del Pd, intanto, ha fatto il punto sulla trattativa. All’incontro avrebbero partecipato Dario Franceschini, Andrea Orlando, Maurizio Martina, Piero Fassino, Paolo Gentiloni, Marco Minniti, Paola De Micheli, Gianni Cuperlo e Francesco Boccia. Al termine bocche cucite, ma a quanto si apprende, dalla riunione sarebbe emerso un punto fermo: e’ Di Maio che deve fare la prossima mossa. Lo ha detto chiaramente anche Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, in un’intervista a “La Stampa”: Di Maio “deve giocare a viso aperto, deve dirci quali sono le questioni pregiudiziali per lui, ben sapendo che ci sono nomi che aiutano a trovare un’intesa rapida e nomi che possono renderla quasi impossibile”. E nel totonomi dei premier che il Pd potrebbe accettare spunta quello del presidente della Camera, Roberto Fico. Fonti del Nazareno precisano che l’ipotesi di Fico emerge “da ambienti M5s, se poi si concretizzasse sarebbe un ottimo punto di partenza”.

Governo, Zingaretti: “Se ci propongono Fico non diciamo di no”

Se ci propongono Fico non diciamo di no“. Lo avrebbe sottolineato il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti nel corso della riunione dei big del pd svoltasi ieri, secondo quanto attribuitogli da Huffington Post. Secondo Huffington, Zingaretti si sarebbe confrontato con i suoi, dopo un lungo vertice a casa Zanda, di tutti i big del Pd, da Gentiloni a Minniti a Franceschini, dopo che il premier ha finito di parlare a Biarritz: “Stanno ancora giocando – avrebbe detto Zingaretti – e traccheggiando. Per noi il no a Conte non è negoziabile. È chiaro che ci avanzassero la proposta di Fico, non potremmo dire di no“. Stando a quanto scrive il direttore Alessandro de Angelis, si tratterebbe di una posizione condivisa. Anche con Renzi, con cui Zingaretti si è sentito più volte, ricevendo assicurazioni sul no a Conte. Posizione che per ora resterebbe “riservata”, affidata ai canali diplomatici. Ma potrebbe anche essere resa pubblica nelle prossime ore se la trattativa non si sblocca. Se i Cinque stelle cioè non prendono atto che, per intavolare un dialogo serio col Pd, devono accettare la discontinuità su palazzo Chigi: “Io – avrebbe detto Zingaretti ai suoi – il governo lo voglio fare ma non svendo il Pd. Noi abbiamo combattuto per 15 mesi il governo, non saremo noi a occupare le poltrone lasciate vuote”.

Fonti Montecitorio: “Fico darà continuità a suo ruolo”

Roberto Fico ricopre l’incarico di Presidente della Camera dei Deputati e intende responsabilmente dare continuita’ al suo ruolo“. Lo rendono noto fonti vicine alla Presidenza della Camera dei Deputati.


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