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Salvini, M5S e Pd, che disastro: dalla crisi di Governo al Conte-Bis avete perso tutti. E’ una giostra impazzita di paradossi e contraddizioni

Il Governo Pd-M5S diventa realtà, con il premier Giuseppe Conte che fino ad oggi sta governando con la Lega di Salvini: la politica italiana perde ancora una volta credibilità

Ore 13:00 di Mercoledì 28 Agosto, il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti esce sorridente dalla direzione del Pd e dichiara: “faremo un nuovo Governo, non ci sarà nessun Conte-Bis“. Ore 17:00 dello stesso giorno, dopo appena 4 ore, la delegazione del Pd guidata dallo stesso Zingaretti viene ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nelle apposite consultazioni e da’ al Capo dello Stato l’ok al governo Conte-Bis con il Movimento 5 Stelle. “Vale la pena di tentare, serve discontinuità” dichiara senza vergogna Zingaretti dopo l’incontro al Quirinale, ma la trattativa con i grillini gli ha fatto perdere anche la dignità. Sono venuti meno tutti i punti che aveva indicato inizialmente come “paletti imprescindibili“, e tutti i veti indicati prima per Conte e poi per Di Maio – posti proprio con l’intenzione dare un messaggio di discontinuità – sono caduti come birilli. Il “nuovo” Governo non avrà nulla di “nuovo” e non avrà alcuna discontinuità: rimane Conte premier e resta anche Di Maio con un ruolo importante. Il leader grillino ha inoltre “rivendicato con orgoglio tutto quello che abbiamo fatto in questo anno con la Lega, con scelte storiche e senza precedenti per il bene del Paese” e si è gonfiato il petto dell’appoggio ricevuto dal Presidente americano Donald Trump.

Valerio Portelli/LaPresse

Il Partito Democratico, insomma, si svende al Movimento 5 Stelle: un’alleanza pericolosissima per il futuro del Paese, sia per i contenuti che proporrà nel breve termine, sia per il rischio che provochi un sentimento di opposizione molto più pesante rispetto a quanto non abbia interpretato fino ad oggi lo stesso Salvini in un Paese che non elegge direttamente un Presidente del Consiglio dal lontano 2008 e che subisce manovre di palazzo fuori dal tempo e da ogni tipo di buon senso.

In un solo giorno, con una clamorosa giravolta, il Partito Democratico s’è trasformato da “unico baluardo contro i populismi” a primo complice dell’idiozia populista, emblema del Movimento 5 Stelle. E senza destare imbarazzo, lo stesso Pd ha dato vita ad un Governo guidato da un Premier per cui fa esplicitamente il tifo l’odiato presidente americano Donald Trump. Non mancano i malumori nello stesso Pd: Matteo Richetti ha votato contro l’accordo con i grillini, Carlo Calenda si è addirittura dimesso dalla direzione nazionale del partito con motivazioni più che condivisibili:

Governo, Calenda abbandona il Pd dopo l’accordo con i grillini: “devo essere coerente” [VIDEO]

Valerio Portelli/LaPresse

E mentre Renzi ha perso anche quel briciolo di dignità che tutti gli avevano riconosciuto quando, dopo le elezioni del 4 marzo, aveva impedito ogni dialogo tra il suo partito e il Movimento 5 Stelle, anche i grillini dovrebbero provare grande imbarazzo per questo scenario che li porta al governo con l’odiato partito della “kasta“, delle “banche“, di “Bibbiano“. Perchè adesso Di Maio governa con Renzi e Gentiloni, il peggior incubo per gli elettori grillini che già avevano dovuto subire il colpo dell’alleanza con Salvini. Questi anti-politici dovevano “aprire il parlamento come una scatoletta di tonno” e invece adesso, pur di salvare qualche poltrona, hanno fatto le peggiori porcate degne della vecchia politica, stringendo alleanze di comodo con i peggiori e più odiati avversari politici, a destra e a sinistra, in alto e in basso, dalla Lega al Pd appunto.

In questo marasma, anche Salvini ha sbagliato tutto. E adesso è profondamente ridimensionato. E’ riuscito a mettersi contro in un solo colpo l’Europa, la Chiesa e gli USA, ma soprattutto ha fatto male i conti tentando di far saltare il governo per andare alle elezioni e ritrovandosi adesso fuori dai giochi, senza poter più sfruttare la struttura del Ministero che tanto gli è stata utile per la becera propaganda attuata in questa finestra di Governo in cui ha smentito ogni promessa elettorale, dal taglio delle accise sulla benzina alla flat tax fino al rimpatrio degli immigrati irregolari che avevano raggiunto l’Italia negli scorsi anni.

Valerio Portelli/LaPresse

Fuori da ogni ipocrisia resta soltanto lo stoico Berlusconi, che tra un mese compirà 83 anni e si ritrova ancora costretto a combattere con questi ragazzini. Con 104 deputati (pari al 17% del totale) e 62 senatori (pari al 19% del totale), la sua Forza Italia ha ancora un peso strategico fondamentale in parlamento e ne ha ancora di più all’interno della coalizione di Centro/Destra che governa 9 Regioni del Paese tra cui le più importanti e popolose (Lombardia, Sicilia, Veneto, Sardegna, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Basilicata). Oggi dopo le consultazioni con Mattarella, di cui ha elogiato il lavoro svolto “con l’equilibrio e con la saggezza che gli abbiamo sempre riconosciuto“, ha parlato da vero statista ponendosi in contrasto con i contenuti di Salvini ed evidenziando come non ci sia nulla di destra nella politica del leader leghista. Il Centro/Destra, per Berlusconi, deve essere “naturalmente lontano da ingenuità sovraniste e da tentazioni populiste, perché una democrazia occidentale funziona se la competizione al suo interno è tra un centrodestra e un centrosinistra, alieni da pauperismi, da giustizialismi, da sovranismi. Il nostro orizzonte è e rimane il centrodestra di cui siamo stati i fondatori, di cui dovremo essere il centro pensante, il fulcro operativo è il pilastro insostituibile. La destra senza di noi non sarebbe in grado di vincere e se anche vincesse non sarebbe in grado di governare. Oggi comincia per noi un cammino impegnativo, per ritornare ad essere il primo partito in Italia e nel centrodestra“.

Il reale problema è che Salvini è il vero risultato dell’anti-berlusconismo: un mostro creato dalle sinistre che adesso rischia di crescere ancora di più. Se, infatti, la gente si sente sempre meno rappresentata, percepisce l’inutilità del proprio voto e il menefreghismo di una classe politica opportunista, disposta a rimangiarsi tutto anche nel giro di poche ore pur di non perdere una poltrona e soprattutto incapace di governare bene negli interessi del popolo, ecco che aumenta il malcontento e cresce il consenso per gli estremismi.

Valerio Portelli/LaPresse

Alle scorse elezioni politiche del 4 marzo 2018, il centro/destra unito in coalizione ha ottenuto il 37% dei consensi, seguito dal Movimento 5 Stelle al 32% e dalla coalizione di centro/sinistra al 23%. Senza una legge elettorale che concede un premio di maggioranza, abbiamo assistinto ai peggiori teatrini degni della Prima Repubblica con un’alleanza innaturale tra M5S e Lega Nord, con effetti disastrosi sul governo del Paese, e adesso abbiamo un capitombolo che ci porta a un’alleanza ancor più debole e pericolosa tra il M5S e Pd che non potrà in alcun caso produrre nulla di buono, a partire dallo scontato aumento delle tasse necessario per rimediare ai danni degli ultimi mesi. E nell’ultimo anno, il Centro/Destra che già aveva ricevuto più consensi di tutti alle ultime elezioni politiche, ha vinto tutto ciò che poteva vincere dalle Regionali alle Comunali fino alle Europee dove pochi mesi fa ha superato il 50% dei consensi (35% alla Lega, 9% a Forza Italia e 6% a Fratelli d’Italia): anzichè governare, come accadrebbe in qualsiasi Paese delle mature democrazie in cui gli equilibri parlamentari seguono quelli popolari, adesso si ritrova unito all’opposizione di un Governo assolutamente legittimo per il parlamento e la costituzione, ma totalmente minoritario e privo di rappresentanza nel Paese (alle europee di pochi mesi fa, infatti, il Pd s’è fermato al 22% e il M5S addirittura al 17%). Questo è il rischio più grande per l’Italia, che viene esposta dall’ipocrisia della politica di palazzo a sentimenti sempre più populisti alimentando una rabbia sociale con scelte miopi e contraddittorie.

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