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Vittoria, cugini uccisi da un Suv. Avv. Musicco: “al guidatore gli darei 18 anni”

Tragedia di Vittoria, Avv. Musicco (Avisl): “al guidatore del suv gli darei 18 anni come prevede la legge perché è pluriomicidio stradale con le aggravanti della velocità, lo stato di ebbrezza e le sostanze stupefacenti”

L’Avv. Domenico Musicco, presidente dell’ Avisl (Associazione Vittime Incidenti Stradali, sul Lavoro e Malasanità), uno dei promotori della legge sull’omicidio stradale è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla vicenda della morte dei due bambini investiti da un Suv lanciato a grande velocità in una stradina del centro storico di Vittoria, in Sicilia. “Se io fossi il giudice, al guidatore del suv gli darei 18 anni come prevede la legge perché è pluriomicidio stradale con le aggravanti della velocità, lo stato di ebbrezza e le sostanze stupefacenti. Anche col rito abbreviato, 18 anni vengono ridotti ma scontati di un terzo, quindi a 12 anni ci si arriva tranquillamente. Questo è stato un vero e proprio omicidio stradale, con una condotta che tutti abbiamo visto nel video. Poi si è unito il ritardo nei soccorsi. L’altro bambino si sarebbe potuto salvare se l’ambulanza non fosse arrivata dopo mezz’ora, questi però sono altri tipi di problemi. La legge sull’omicidio stradale è effettiva, quella che non è effettiva è la prevenzione sulla sicurezza stradale. Gli etilometri sono introvabili, sono in revisione presso un centro revisioni di Roma che fa una revisione annuale. Ci sono poi problemi di taratura e le pattuglie non li usano. Si fanno 1 milione e mezzo di controlli l’anno a fronte di 10 milioni di altri Paesi europei, ecco perché abbiamo il doppio della mortalità rispetto a Inghilterra, Francia, Germania. Le priorità del governo sembrano altre rispetto alle vite dei nostri ragazzi. Con gli smartphone i morti stanno aumentando. Adesso le norme sono diventate più stringenti, il problema è trovarle queste persone che guidano con lo smartphone in mano. Se non ci sono pattuglie, se di notte le strade diventano una jungla, stanno riprendendo anche le stragi del sabato sera. Siamo in una situazione drammatica che un governo serio dovrebbe mettere tra le sue priorità. I problemi di un barcone non sono gli stessi delle stragi sulle strade. Prima della legge sull’omicidio stradale all’omicida di Vittoria non sarebbe successo niente, avrebbe magari fatto pochi giorni in carcere e forse qualche giorno ai domiciliari in attesa del processo, alla fine se la sarebbe cavata con una pena di 2 anni con la condizionali. L’obiettivo del 2020 del dimezzamento degli incidenti non lo otterremo e saremo sanzionati dall’Europa”.