Messina, ancora un blitz di De Luca al Gran Camposanto: i DETTAGLI della “truffa dei cimiteri”

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Blitz di De Luca al cimitero di Messina: “Il Comune paga i costi e i privati si incassano i guadagni”

Ancora un blitz al Gran Camposanto di Messina. Dal tetto del deposito delle salme (che rimangono in attesa di essere tumultate), il sindaco De Luca snocciola alcuni dati sulla mala gestio dei cimiteri della città dello Stretto e punta il dito contro i privati, che si sarebbe accaparrati il monopolio dei servizi cimiteriali versando nelle casse del Comune solo pochi spiccioli. L’accusa mossa dal sindaco è perentoria: “Il Comune paga i costi ed i privati si incassano i guadagni” e De Luca racconta di aver già proceduto ad annullare alcune gare.

Ecco quanto racconta il sindaco sulla “truffa dei cimiteri”:

Premesso che i servizi cimiteriali sono stati tutti privatizzi e che stranamente ci troviamo sempre le stesse imprese da decenni (gestione luci votive dal 1955!!!) che vincono le gare milionarie bandite dal dipartimento cimiteri.

Il comune spende ogni anno oltre 6 milioni di euro per i seguenti servizi cimiteriali escluso costruzione loculi ove c’è da approfondire ulteriormente:

– 1 milione di euro per il personale adibito ai servizi cimiteriali;
– 1,1 per la cura e pulizia del verde cimiteriale;
– 600 mila euro per servizi di cremazione;
– 2,3 milioni di euro per servizi di polizia mortuaria;
– 100 mila euro energia elettrica;
– 1 milione di manutenzione ordinaria

Il Comune incassa dai concessionari circa 1 milione di euro così articolato:

– 50 mila euro canone per lampade votive e perpetue;
– 300 mila euro di diritti per tumulazione ed estumulazione;
– 750 mila euro per diritti di cremazione;

Come è possibile che il Comune di Messina spende sei milioni di euro ed incassa solo un milione di euro dai concessionari del servizio che da decenni monopolizzano i servizi cimiteriali? Non c’è qualcosa che non va? Perché sono stati spesi un sacco di soldi per l’ obitorio e l’attrezzatura si trova negli scatoloni da oltre dieci anni?Una bella gestione: si socializzano i costi e si privatizzano i ricavi”.

 

 


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