fbpx

Esplosione Stromboli, è una notte di paura: 2 navi alla fonda per eventuale evacuazione. Il morto è di Messina [NOME]

/

Stromboli: identificato il 35enne escursionista ucciso dal parossismo di oggi pomeriggio. L’esplosione s’è verificata alle 16:46

Identificato l’escursionista, vittima della violenta eruzione di Stromboli: è il 35enne Massimo Imbesi, nato a Messina, ma da tempo residente a Milazzo; era con un coetaneo brasiliano, ritrovato in stato di shock e disidratato, non in pericolo di vita. Stavano percorrendo un’area libera, dove si può andare anche senza guida perché al di sotto dei 400 metri, a Punta dei Corvi, a Ginostra. I vigili del fuoco di Lipari, trasportati dalla Capitaneria di Porto, hanno raggiunto attraverso una mulattiera l’area dove si trovavano i due e dove la furia del vulcano ha prodotto gli effetti più devastanti. Sul posto anche i carabinieri e il medico legale.

Intanto è calato il buio su Stromboli dove si sono vissute lunghe ore di terrore per una serie di esplosioni che si sono registrate nel cratere del vulcano seguite dalla caduta di lapilli che hanno provocato incendi. La situazione si ritiene sia adesso sotto controllo e sull’isola sono arrivati elicotteri per effettuare sopralluoghi. La zona più colpita è la frazione di Ginostra dove la caduta dei lapilli ha provocato alcuni incendi su cui sono intervenuti i vigili del fuoco di Lipari ed un canadair. Intanto alcuni turisti, almeno una settantina, già oggi pomeriggio hanno preferito abbandonare l’isola partendo a bordo di aliscafi. Nelle zona la Protezione civile regionale ha messo a disposizione una nave militare e una nave privata in caso di una eventuale evacuazione. La nave civile e’ la Helga della Caronte & Tourist Isole Minori inviata dalla Regione Siciliana su richiesta del sindaco di Lipari come misura precauzionale nel caso in cui dovesse verificarsi la necessita’ di allontanamento della popolazione presente sull’Isola. La motonave e’ del tipo ‘aperta a ponte unico’ e puo’ imbarcare direttamente dalla battigia diverse migliaia di persone – ovviamente operando in condizioni di emergenza, e quindi in deroga alla vigente normativa, ma in condizioni di massima sicurezza – e rientra nella rete di protezione delle isole Eolie. A bordo dell’Helga – sulla quale si stanno caricando a scopo precauzionale acqua viveri, generi di conforto e materiale di pronto soccorso – saranno anche presenti due automezzi dei Vigili del Fuoco di Messina. Caronte & Tourist Isole Minori ha deciso di tenere riunita in permanenza la propria task force per la gestione delle emergenza.

Esplosione Stromboli, blackout a Ginostra

“Poco dopo le quattro del pomeriggio ho sentito una forte esplosione, la più forte esplosione che io abbia mai sentito. In pochi minuti ha preso fuoco tutta la parte alta di Ginostra. E pure un deposito di bombole. Io ho subito raggiunto mia moglie e i miei gemellini di due anni e li ho portati in salvo accompagnandoli al porto per andare a Milazzo. Ma lo spavento è stato tanto. Sto ancora tremando”. A raccontare all’Adnkronos quanto accaduto oggi pomeriggio a Ginostra, piccolo villaggio di STROMBOLI, è Gianluca Giuffrè, originario proprio delle Eolie. “Questa esplosione è stata più forte di quella del 2003 – dice – Si è subito levata una grossa nube nera per l’incendio a Ginostra. Ed è saltata l’energia elettrica”. Giuffrè si dice “molto dispiaciuto per l’escursionista morto e quello ferito”. “Molti turisti sono scappati – dice – hanno avuto paura e non se la sono sentita di restare. E siamo tutti senza luce e gas”. “Il peggio sembra essere passato – dice ancora – ma la situazione è molto critica. Io ho mandato via mia moglie con i due bimbi, sono andati a Milazzo da amici”. Giuffrè è adesso “preoccupato” per il “turismo che può risentire di questa esplosione. Molte persone sono già scappate via, speriamo che non ci siano disdette”. L’abitante di Ginostra affitta delle camere e ha un piccolo negozio. In rada ci sono diverse motovedette per eventuali necessità nella notte. “La cenere vulcanica ha lasciato a terra oltre 5/6 cm- dice – appena ci riprendiamo dallo spavento domani la spazziamo via. intanto vediamo cosa succederà questa notte”.

Esplosione Stromboli, il Sindaco: “evento straordinario, macchina dei soccorsi ha funzionato”

“Si è trattato di un evento straordinario e non prevedibile come attestato anche dall’Ingv. Lo Stromboli è costantemente monitorato e il sistema ha funzionato. C’è un grande dolore per la morte dell’escursionista 35enne della provincia di Messina, ma la macchina dei soccorsi è entrata subito a pieno regime”. A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, dal centro di coordinamento dei soccorsi allestito al Comune. “L’evento è concluso – aggiunge il primo cittadino che stanotte si recherà sui luoghi interessati dall’esplosione -. Ribadisco che non c’è stata alcuna evacuazione. Solo chi non si sentiva al sicuro e ha deciso volontariamente di andare via è stato trasferito a Lipari, ricevendo la massima assistenza da parte del personale della Protezione civile”. Una settantina i turisti che hanno preferito lasciare l’isola a bordo di aliscafi nel pomeriggio. La vittima è il 35enne Massimo Imbesi, originario di Messina ma da tempo residente a Milazzo. Si trovava in compagnia di un amico brasiliano, ritrovato in stato di choc ma non in pericolo di vita, trasferito alla guardia medica di Stromboli. Erano su un sentiero a Punta dei Corvi, a Ginostra. “A trovarli è stata una guida – racconta il sindaco -, che è poi stata raggiunta dalle forze dell’ordine e dai volontari della Protezione civile”. In prefettura a Messina è stata attivata l’unità di crisi per seguire passo dopo passo l’emergenza. “Tutte le forze dell’ordine sono state efficienti e abbiamo registrato un intervento immediato da parte di carabinieri, uomini della Forestale, della Capitaneria di porto, vigili del fuoco e finanzieri. Stanotte una nave che può accogliere fino a tremila persone resterà ormeggiata a STROMBOLI in caso di eventuale evacuazione”.

Esplosione Stromboli, il Comunicato della protezione civile

“Nel pomeriggio di oggi si è verificata una violenta esplosione sul sull’isola/vulcano di Stromboli. L’esplosione, che rientra nella caratteristica attività del vulcano eolico, è stata notevolmente più intensa dell’ordinario ed ha determinato la fuoriuscita di materiale lapideo, ceneri e fumo che hanno creato una caratteristica colonna sull’isola. Alcuni materiali incandescenti fuoriusciti dalla bocca del cratere, hanno provocato due incendi alla vegetazione sulle pendici del cono vulcanico per i quali si è intervenuto per via aerea con un l’invio di un Canadair. Tutto il Sistema di Protezione civile è stato immediatamente allertato per monitorare la situazione e per intervenire a salvaguardia dell’incolumità dei numerosi villeggianti e abitanti dell’isola”. È quanto si legge sulla pagina Facebook del Dipartimento Regionale della Protezione Civile. “Tanta comprensibile paura tra la popolazione per quanto accaduto – si legge nel post – É stato immediatamente attivato il COC (Centro Operativo Comunale) presso il comune di Lipari e successivamente attivata anche l’Unità di Crisi presso la Prefettura di Messina”. “Il Comune – spiega il post – riferisce che non ci sarà una vera e propria evacuazione, ma tutti coloro che vorranno lasciare l’isola saranno messi in condizioni di farlo in sicurezza”.

Esplosione Stromboli, nel ristorante amato da Napolitano: “è stato come una bomba”

“C’è stato un botto fortissimo come una bomba, abbiamo visto quella nube nera, poi grigia, gonfiarsi in cielo, cambiare forma e colore. Io sono nata a Stromboli e una cosa del genere non l’avevo mai vissuta”. E’ Patrizia Caizzone, figlia del titolare del ristorante Il Canneto’ in via Roma, una delle tappe del ‘buen retiro’ di Giorgio Napolitano, a raccontare all’Adnkronos gli attimi di paura vissuti oggi a Stromboli. L’ex presidente della Repubblica è un cliente affezionato del locale di Stefano Caizzone, che non a caso gli ha anche dedicato un piatto nel menu: gli ‘involtini di maccheroni presidenziali’. Al momento dell’eruzione c’erano 40 persone sedute ai tavoli del ristorante. La 45enne figlia del proprietario stava servendo ai tavoli quando sono iniziate le esplosioni sul cratere del vulcano. “Abbiamo sentito prima una scossa – racconta Patrizia Caizzone – poi un botto fortissimo: così forte, io che sono nata a Stromboli, non l’avevo mai sentito. In un attimo in cielo si è alzata una nube grandissima. I clienti si sono spaventati, erano seduti ai tavoli fuori, gli abbiamo detto di mettersi al riparo nella sala interna”. I turisti francesi, tedeschi, italiani, arrivati in gita da Milazzo “sono rimasti dentro un quarto d’ora – prosegue – poi le sirene delle barche ormeggiate al porto hanno iniziato a fischiare per richiamarli e sono andati via. Per strada per fortuna non c’è stato il panico, la gente è stata molto composta. Ma l’elicottero dei soccorsi continuava a volteggiarci sopra la testa”. Dopo il grande spavento, la situazione sull’isola è tornata alla calma. “Alle 20 la gente è tornata a sedersi ai nostri tavoli – conclude Caizzone – ma adesso abbiamo paura che il vulcano ci rovini la stagione turistica”.