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Reggio Calabria, i Medici Cattolici: “altro che ospedale della Piana, solo passerelle”

Reggio Calabria, i Medici Cattolici: “l’Ospedale di Polistena è in ginocchio: rischio di chiusura dell’unico punto nascite della Piana, molti reparti ospedalieri e servizi territoriali in crisi in quanto risultano svuotati di personale mai rimpiazzato”

£Altro che ospedale della Piana, fino ad adesso solo passerelle. Ma nulla è cambiato. La realtà è che l’Ospedale di Polistena è in ginocchio: rischio di chiusura dell’unico punto nascite della Piana, molti reparti ospedalieri e servizi territoriali in crisi in quanto risultano svuotati di personale mai rimpiazzato. Per non parlare dei gravi disagi per l’utenza per l’unica Tac spesso guasta e per i rischi di chiusura di un centro di eccellenza come la dialisi di Taurianova. La mole di lavoro aumenta, ma il personale medico e paramedico diminuisce, anche se continua a garantire con professionalità e dedizione il funzionamento dei servizi . Purtroppo non ci sono più interlocutori, spesso gli appelli, le sollecitazioni rimangono senza risposte. Sguardi miopi delle classi politiche hanno impoverito la sanità pubblica. Si succedono gli amministratori, ma i problemi restano con l’aggravante di non avere più personale”, è quanto scrive in una nota il direttivo dei Medici Cattolici. “Spese incontrollate -prosegue la nota- leggerezze amministrative, superficialità, incompetenza e clientelismo hanno determinato tutto ciò. Spesso non si riesce a coprire i turni negli ospedali, le risorse economiche non vengono ottimizzate o addirittura sprecate a fronte di servizi precari rispetto ad altri nosocomi del Nord. Da molti anni ormai, ci sono grida di allarme per un equilibrato e programmato turnover, eppure nulla si è fatto. La popolazione della Piana, specialmente le persone più deboli come i bambini, gli anziani, i malati cronici, rischiano di avere una assistenza sanitaria di serie B, nonostante la professionalità e l’abnegazione di tutto il personale sanitario. I medici cattolici, consapevoli del disagio di una sanità gravemente ammalata, non restano indifferenti alle precarietà del momento, giunga lontano il nostro appello: non sia solo il controllo rigido della spesa a prevalere nella sanità, non siano solo gli algoritmi e protocolli standardizzati a governare le corsie. Per noi è importante contaminare di umanità, di calore, di amore il rapporto con la persona malata, rispettando sempre la sua dignità . Bisogna trovare soluzioni non temporanee ma strutturali, bisogna sfidare convenzioni e luoghi comuni. Bisogna agire tutti insieme, al di là dei colori politici e di ogni forma di campanilismo per il sacrosanto diritto alla salute. E’ importante consolidare le risorse esistenti senza svilire le tante professionalità che lavorano sempre con grande passione e sacrificio, aspettando la realizzazione di una eccellenza ospedaliera nella nostra amata Piana”, conclude la nota.