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Reggio Calabria, firmato un Accordo Territoriale per la Città di Scilla riguardante i contratti di locazione a canone agevolato: “quanto affermato non corrisponde al vero”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, firmato un Accordo Territoriale per la Città di Scilla riguardante i contratti di locazione a canone agevolato: “quanto affermato non corrisponde al vero. Disattenzione delle Associazioni sindacali del Sunia-CGIL, del Sicet-Cisl e della Confedilizia, che probabilmente non hanno studiato bene il DM 16/01/2017”

“Come da notizia diffusa il 16 luglio scorso, circa l’Accordo territoriale, riguardante i contratti di locazione a canone agevolato, depositato presso il Comune di Scilla dalle associazioni sindacali del Sunia-CGIL Calabria, nella persona di Mimma Pacifici, del Sicet-Cisl Reggio Calabria nella persona di Giusy Saccà, e da Confedilizia Reggio Calabria nella persona del suo presidente Carmen Russo Calveri, precisiamo, in primis alle stesse Associazioni, al Comune di Scilla e all’Agenzia delle Entrate, che l’Accordo depositato non consente, come viene pubblicato, che i locatori del Comune di Scilla possano usufruire di una cedolare secca al 10% oppure della riduzione del 30% dell’imponibile sul reddito da fabbricato”, è quanto scrivono in una nota Uppi, Confabitare, Federproprietà, Ania, Conia della Città Metropolitana di Reggio Calabria.Quanto affermato non corrisponde al vero in quanto il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 16 gennaio 2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2017 espressamente individua all’art. 5 in quali Comuni italiani è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali sopra riportate (cedolare secca al 10% o, in alternativa, riduzione del 30% dell’imponibile da tassare sul reddito da fabbricato) che sono precisamente quelli indicati nell’art. 1, del decreto legge 30 dicembre 1988 n. 551, convertito dalla Legge 21 febbraio 1989 n.61, ( per l’esattezza le 11 città metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania) e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) che , per quanto riguarda la Città Metropolitana di Reggio Calabria sono esclusivamente: Reggio Calabria, Gioia Tauro e Palmi. Evidentemente le sigle sindacali sopra citate hanno commesso un vistoso errore nell’interpretare il comma 11 dell’art. 1 dello stesso DM del 16/01/2017 laddove indica che gli accordi si possano fare anche in tutti gli altri Comuni d’Italia. Ebbene che si possano fare è un conto ma che si possa godere della cedolare secca al 10% è ben altra cosa. Solo di una agevolazione si può usufruire in presenza di contratto a canone agevolato ed esattamente si tratta del 25% di riduzione dell’IMU e della Tasi deliberate dai Comuni in base alla Legge di stabilità n. 208 del dicembre 2015 a valere per l’anno 2016. Altra disattenzione delle Associazioni sindacali del Sunia-CGIL, del Sicet-Cisl e della Confedilizia, che probabilmente non hanno studiato bene il DM 16/01/2017, è che i contratti cosiddetti Transitori, cui le associazioni fanno anche riferimento, non si possono stipulare a Scilla perché utilizzabili solo nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti mentre risulta ad oggi che il Comune di Scilla non superi le 4852 anime al 31.12.2018. Tutto ciò premesso ai fini di una corretta informazione”, conclude la nota.