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Reggio Calabria, degrado ed incuria sulle bretelle del Calopinace [FOTO]

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Reggio Calabria, un cittadino scrive a StrettoWeb: “pare che l’Azienda Oasi del Verde abbia abbandonato l’impegno di prendersi cura delle bretelle del Calopinace, tradendo così lo spirito di Adotta il Verde”

Situazione di degrado ed incuria sulle bretelle del Calopinace a Reggio Calabria. Come si evince dalle foto a corredo dell’articolo, l’area è caratterizzata dalla presenza di rifiuti di ogni tipo e con il verde non curato. Un cittadino, Roberto Comandè, scrive a StrettoWeb: “nel novembre 2017 l’Azienda Oasi del Verde srl piantò più di 100 piante tra palme, querce da sughero ed ulivi, specie tipiche della macchia mediterranea, nell’area adiacente le bretelle del Calopinace. L’area interessata dall’intervento, complessivamente più di 3.000 mq, era caratterizzata da uno stato di forte degrado, soprattutto per via dei rifiuti, tra i quali anche diversi ingombranti, abbandonati abusivamente da cittadini incuranti del rispetto dell’ambiente e della cosa pubblica. L’intervento programmato dalla ditta- prosegue il cittadino- nell’ottica del progetto “Adotta il Verde”, aveva consentito di riqualificare l’intera area adiacente la bretella, ripristinando anche l’impianto di irrigazione che era stato quasi completamente divelto. Ma in seguito, a quanto pare, non c’è stata cura del verde delle bretelle del Calopinace: gli alberi, infatti, sembra che stiano morendo e l’area è di nuovo invasa da un quantitativo considerevole di rifiuti, lasciati dai soliti incivili. Pare che l’Azienda Oasi del Verde – aggiunge- abbia abbandonato l’impegno di prendersi cura delle bretelle del Calopinace, tradendo così lo spirito di “Adotta il Verde”, ed il Comune, evidentemente, non sta provvedendo a salvare le piante. Grazie alla mia segnalazione, mi auguro che l’amministrazione comunale provveda alla manutenzione continua del verde del Calopinace, sia con la cura delle piante che spero diventino rigogliose, sia con un sistema di sorveglianza che impedisca agli incivili di deturpare l’area”, conclude.