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Reggio Calabria come Bombay

I ragazzi reggini hanno creduto alla promessa di vivere in una “Smart City”, invece devono continuare a sopravvivere in una “Urban Jungle”, dove l’unica legge possibile è quella del più forte

La prima domenica di luglio, caldissima e afosa già dalle prime ore della mattina, la giornata perfetta per centinaia di ragazzi reggini per dirigersi verso le spiagge del litorale ionico della città metropolitana di Reggio Calabria, alla ricerca di spiagge e mare pulito, lidi accoglienti con animazioni divertenti, dove prendere il sole e socializzare con altri coetanei.

La destinazione più gettonata è Marina di San Lorenzo. Molti giovani hanno pensato “perché utilizzare i mezzi propri per intasare la S.S. 106, l’unica strada percorribile in auto, per poi avere il problema di dover trovare un parcheggio e rientrare la sera in interminabili file, rischiando di essere coinvolti in incidenti?

Ottima riflessione direi.

E allora molti decidono di fidarsi del servizio pubblico regionale e decidono di raggiungere la spiaggia così desiderata con il treno, un mezzo sicuro, economico e più ecologico.

La stazione ferroviaria di Reggio Calabria, in fase di restyling, sembra dare l’idea del rinnovamento, della funzionalità, guardando la location rinnovata qualcuno esclama “finalmente una stazione bella come quelle delle altre città d’Italia!”.

Ma non bisogna perdere tempo ad ammirare i nuovi mosaici del sottopassaggio che conduce al binario numero due, perché l’UNICO e SOLO treno che li porterà alla spiaggia desiderata non si deve assolutamente perdere!

E’ arrivata quasi l’ora della partenza, ormai di ragazzi sul binario ce ne sono veramente tanti, almeno un centinaio, qualcuno accompagnato dal genitore che vorrebbe trascorrere anch’egli una giornata al mare.  Un forte fischio avvisa l’arrivo del convoglio, ma la sorpresa nei volti dei ragazzi è imbarazzante.  Il treno è composto da una sola carrozza! Per la legge dell’impenetrabilità dei corpi sarà dura salire e viaggiare su quel convoglio.

Dopo circa venti minuti di ritardo l’equipaggio del treno riesce a far salire tutti, hanno cercato fino all’ultimo di non lasciare nessuno a terra.

I ragazzi sembrano felici per essere semplicemente riusciti a salire su un treno regionale, che in poco più di trenta minuti li dovrebbe portare al mare, dove altri amici saranno lì ad attendere.

Si sa, i ragazzi si accontentano di poco, i ragazzi non sentono la fatica, i ragazzi accettano tutto ciò che il mondo adulto gli offre.

In questo caso hanno accettato di viaggiare su un mezzo pubblico, l’unico disponibile in una domenica di luglio, per muoversi senza dover rischiare sulle strade poco illuminate e con il manto stradale come una groviera, senza inquinare negli interminabile incolonnamenti sulla via del ritorno, senza occupare ogni spazio disponibile nelle strade delle località marittime.

Le amministrazioni cosiddette SMART del Comune di Reggio Calabria, della città metropolitana e della regione Calabria cosa sono riuscite a dare a questi ragazzi che chiedevano solo un modo sicuro per andare al mare?

Un unico treno composto da un solo vagone vetusto con circa quaranta anni di attività alle spalle!  

I ragazzi continuano ad essere contenti della loro scelta civile di usare i mezzi pubblici, perché l’unico loro obiettivo è trascorrere una domenica in una spiaggia degna di essere chiamata spiaggia, non importa se il prezzo del biglietto è servito ad ottenere uno spazio pari alla superficie di una mattonella, l’importante è esserci ed arrivare alla meta!

In questa nostra società interculturale viene quasi naturale immedesimarsi nei giovani che dall’altra parte del mondo si muovono da una città ad un’altra, vivendo le stesse emozioni e difficoltà: Reggio Calabria è sempre più vicina a Bombay. 

Il treno parte ma non è finita qui, alle stazioni intermedie salgono altri ragazzi come loro, altri ragazzi che si fidano del città organizzata dai grandi, dei servizi pubblici amministrati dagli adulti. Il convoglio ormai è saturo, non c’è uno spazio libero, i più fortunati decidono di viaggiare nella toilette, l’unico luogo dove è possibile trovare ancora un posto a sedere libero.

Finalmente si vede la spiaggia desiderata, il treno sovraccarico di giovani cuori si è mosso a fatica sui binari, ma alla fine i ragazzi riusciranno a trascorrere una domenica come desideravano, anche se il viaggio che doveva durare poco più di trenta minuti, è durato un’ora in più. Ma si sa i ragazzi si accontentano di poco!

La giornata volge al termine e tutti quei giovani iniziano ad organizzarsi per ritornare a casa. Anche per il viaggio di ritorno non hanno scelta, non devono assolutamente perdere l’unico treno disponibile!

Sono gli stessi volti dell’andata, un po’ più stanchi, accalorarti dal sole, ma felici di aver trascorso una domenica in una delle spiagge più belle della provincia reggina. Iniziano a raccogliersi tutti sul binario numero due della piccola Stazione di Marina di San Lorenzo, lo stesso sul quale erano giunti la mattina.

Si avvicina l’orario previsto per il rientro partenza, ma c’è una sorpresa che li attende.

Inizia a circolare tra i ragazzi una notizia che li preoccupa, il mormorio aumenta fino a quando si trasforma in uno schiamazzo incessante.

L’unico treno previsto per il ritorno è stato cancellato!

Molti ragazzi iniziano a contattare il proprio genitore, al quale non rimarrà che mettere in moto la propria auto e recuperare il proprio figlio e qualche altro amico per riportarli a casa.

Questo il modo in cui vengono amministrati e gestiti i servizi pubblici delle cosiddette SMART City, che dovrebbe significare città intelligenti. Prima delle città dovrebbero essere coloro che dovrebbero progettare, realizzare e amministrare queste città. Si sa i ragazzi si accontentano di poco. Ma fino quando sono ragazzi, perché appena diventeranno adulti e autonomi andranno a vivere dove i treni ci sono e funzionano, dove gli ospedali aiutano la gente a non morire, dove non vige la legge del più forte ma di chi più è competente e meritevole.

Ernesto Lynch