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Palasport di Acireale, Cannavò lancia un referendum: “Basta con posizioni filo marxiste. Scelta scellerata addossarsi un mutuo”

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Gianluca Cannavò sul palasport di Acireale: “Il Comune non deve indebitare le nuove generazioni. Referendum per far decidere agli acesi se indebitarsi per l’acquisto della struttura”

Rispettando i punti di vista differenti, ritengo che l’Amministrazione, piuttosto che rilevare il Palasport di contrada Tupparello, se ne dovrebbe tenere a debita distanza, deve solo vincolare la destinazione d’uso e lasciare che l’istituto di credito faccia le aste pubbliche nel più breve tempo possibile, affinché un privato possa acquistarlo e rilanciarlo, dando la gestione a coloro che siano in grado di sostenerne i costi e a garantirne l’efficienza”. È quanto dichiara Gianluca Cannavò, già consigliere provinciale di Catania e amministratore locale di Acireale, che prosegue: “Immaginare che il Comune possieda risorse finanziarie per pagare rate di mutuo e, al tempo stesso, eseguire gli interventi strutturali di manutenzione, indispensabili per ottenere le licenze di rito e veramente una follia. Ipotizzare che il Comune di Acireale possa riuscire a tenere aperto il Palasport di via Pasiano significa non volersi assumere la responsabilità di dire le cose come stanno, oppure sconoscere le norme basilari dell’amministrare la cosa pubblica. D’obbligo, quindi, assegnare la gestione ad un privato, addossandogli gli oneri collegati alla struttura che, diversamente, corre il rischio di chiudere i battenti, posto che il Comune non ha la disponibilità economica per tenerla aperta. Un po’, per certi versi, come accade con gli impianti sportivi, il cine-teatro Maugeri, restaurato ma, di fatto, sempre chiuso e che per negligenza amministrativa e politica non si è riuscito con dei semplici teloni provvisori a tamponare le aperture createsi nel tetto durante la tromba d’aria del teatro Maugeri e del Palavolcan e creando di fatto milioni di euro di danni, con la beffa di un teatro che non potrà più riaprire senza ulteriori investimenti di denaro pubblico. Gli esempi a sostegno della mia tesi si potrebbero moltiplicare, ma basta citare quello che fa riferimento alle Terme, l’errore irreparabile compiuto sottraendo la gestione degli alberghi a chi ne era affittuario, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti, la distruzione, la chiusura, la perdita di flussi turistici e di posti di lavoro. Se il Comune deve indebitarsi che lo faccia per altre ragioni, come l’edilizia popolare oppure la costruzione di strutture destinate alla socialità e allo stesso sport o ad alloggi universitari che con il collegamento veloce con Catania potrebbe veramente rappresentare una boccata di ossigeno per tutta la città”.

“Questa città– conclude– non ha più bisogno di scelte ipocrite ma di scelte coraggiose e che facciano il bene della nostra comunità. In alternativa propongo un referendum, affinché gli Acesi decidano se indebitarsi per l’acquisto di una struttura che comunque resterebbe fisicamente ad Acireale a prescindere di chi è la proprietà, anche se la compra un privato con il vincolo di destinazione”.

Palasport di Acireale, La Ferlita: “situazione anomala”

“In questi anni il Palasport di Acireale è stato gestito, senza alcuna assegnazione ufficiale, da un unico soggetto privato, senza possibilità di utilizzo per altri, non preservando il bene, pregiudicando la libera concorrenza e limitando l’uso ai soli concerti musicali o teatrali. Una situazione sicuramente anomala che si spera abbia davvero fine“- è quanto dichiara Nuccio La Ferlita, promoter e direttore di Puntoeacapo Srl, che prosegue:

Se ci fosse un bando pubblico per la gestione del Palasport si dovrebbe auspicare che desse possibilità ad una gestione trasparente e moderna della struttura: capace di realizzare eventi per ogni forma di intrattenimento culturale e sportivo e diventare polivalente.

Il Palasport dovrebbe ospitare le migliori eccellenze nel campo delle attività musicali, sportive, ricreative, culturali, enogastronomiche, prendendo esempio dalle nuove gestioni degli spazi analoghi europei e mondiali, e diventare polo di aggregazione per famiglie, incentivando modelli di vita sani e diventando al tempo stesso produttivo anche dal punto di vista economico per il tessuto sociale del territorio ospitante.

Il bando dovrebbe consentire al futuro gestore l’utilizzo per un numero di anni tali da poter accedere a fondi comunitari e finanziamenti per la ristrutturazione e gestione straordinaria di una struttura che è già in parte compromessa dall’incuria. Esistono realtà imprenditoriali serie, dinamiche, fortemente motivate e pronte anche in consorzi o associazioni temporanee di impresa a partecipare ad eventuali futuri bandi di gestione che permettano modelli economicamente sostenibili. In attesa di un bando si auspica che il comune possa gestire il bene potendo affidarlo a quanti ne facciano richiesta anche per singoli spettacoli ed eventi. Manteniamo la nostra più completa disponibilità alla collaborazione, pronti a sviluppare idee e suggerimenti, forti di una esperienza ormai pluriennale nel campo della gestione ed organizzazione di eventi”- conclude.