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Messina, Laimo: “L’ordinanza sul commercio itinerante lede il diritto al lavoro”

Messina, Laimo: “L’ordinanza mette in unico calderone tutto ciò che riguarda l’ambulantato, da quello selvaggio ed abusivo a chi invece è iscritto regolarmente alla Camera di Commercio”

“L’ordinanza sindacale che prevede ildivieto assoluto di commercio itinerante su area pubblica per il periodo dal 21 luglio al 21 settembre in tutta la riviera Nord/Sud”, rischia di ledere quei diritti al lavoro di chi svolge attività commerciale ed imprenditoriale, nonostante operi nella legalità. Parole del consigliere della V Circoscrizione Franco Laimo, che punta il dito contro un’ordinanza che “mette in un unico calderone tutto ciò che riguarda l’ambulantato, da quello selvaggio ed abusivo a chi invece è iscritto regolarmente alla Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, ed agli enti previdenziali e assistenziali, e dunque gode di regolare licenza”.
“Quella dell’ambulante-prosegue Laimo- è una professione secolare che ha saputo resistere al cambiamento delle consuetudini, alle mode e alle tendenze.  Attraverso il cibo si racconta la cultura di un popolo e la storia del luogo in cui viene prodotto e la tradizione di cui fa parte.  Un settore in continuo sviluppo, aggiunge Laimo, che porta molti vantaggi economici, lavorativi e culturali all’intera Sicilia ed Italia, in quanto ogni angolo della nostra amata terra vanta tradizioni culinarie eccellenti adattate al moderno stile di vita ed al pratico street food.
È il caso delle due sorelle che da Udine sono tornate a Messina, rientrate nella loro città per amore della propria terra, reinventandosi in maniera  ingegnosa, intraprendente e geniale con l’idea di un Chiosco gastronomico che offre a chi è ben lieto di gustare, specialità a base di Pesce Spada, proposto e riproposto in maniera variegata.
In base all’art 8 della L.R. n. 18 del 01.03.1995, l’attività di ambulante itinerante può essere oggetto di limitazioni e divieti per motivi di viabilità o di carattere igienico sanitario o per altri motivi di pubblico interesse. Ed allora viene da chiedersi: l’ordinanza si autogiustifica quale “misura di contrasto ai fenomeni illeciti di vendita su suolo pubblico che si è resa necessaria per garantire la sicurezza urbana e prevenire i fenomeni di degrado sociale”; ma quale degrado sociale dovrebbe causare un caratteristico Truck o chiosco mobile enogastronomico di cucina tradizionale e locale? In tutti i luoghi turistici della Sicilia (vedi Palermo, Mondello, Catania, Trapani, Ragusa, Bronte etc) i turisti cercano le nostre tradizioni anche e soprattutto dal punto di vista gastronomico. Non sarebbe dunque il caso di apportare qualche modifica e correttivo a tale ordinanza, garantendo altresì il diritto al lavoro nella piena legalità a chi invece produce un contributo culturale e tradizionale con la propria attività stessa? Il turismo lo creano le tradizioni culturali e noi siciliani ne siamo ricchi, da tutti i punti di vista! Intanto diversi ambulanti del cooking messinese sono pronti a mobilitarsi ed unirsi in un Comitato Spontaneo o Associazione”- conclude.