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Mafia: sequestrati beni per 250mila a imprenditore palermitano (2)

(AdnKronos) – L’operazione aveva confermato l’esistenza di una forte compenetrazione tra l’attività di Cosa Nostra e la gestione e distribuzione sul territorio delle sale gioco e scommesse. In questo contesto, Lo Baido aveva un ruolo di primissimo piano. “Tramite un vero e proprio accordo contrattuale con Cosa Nostra palermitana – scrivono gli inquirenti – è riuscito, con il socio Benedetto Bacchi, nell’arco di un breve tempo, a monopolizzare il settore e realizzare una rete di agenzie di scommesse abusive, capaci di generare profitti quantificati nell’ordine di oltre un milione di euro mensili”.
Le indagini hanno dimostrato come parte dei profitti derivanti da questo illecito sistema venivano poi distribuiti come compenso alle famiglie mafiose, a seconda del volume d’affari dei punti scommesse distribuiti nelle varie aree di influenza. Il patrimonio dell’imprenditore, una parte del quale oggi sotto sequestro, non è altro che il frutto del reimpiego di una parte dei capitali di illecita provenienza.