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Limbadi, Musella: “i beni confiscati, realizzati su un mio progetto per ospitare ragazzi da tutta Europa, oggi sono stati riassegnati. Non posso che esserne felice”

Limbadi, Musella: “molto importante che quegli immobili non restino inutilizzati. Come tutti sanno, per quei beni, sono cadute diverse amministrazioni, per quegli immobili ho subito minacce di tutti i tipi e sono stata sette anni sotto scorta”

“I beni confiscati, realizzati su un mio progetto per ospitare a Limbadi, ragazzi da tutta Europa in un campus universitario dell’antimafia, oggi sono stati riassegnati. Non posso che esserne felice. E’ molto importante che quegli immobili non restino inutilizzati. Come tutti sanno, per quei beni, sono cadute diverse amministrazioni, per quegli immobili ho subito minacce di tutti i tipi e sono stata sette anni sotto scorta. Sono stata pubblicamente dichiarata nemica del paese e invitata a lasciare Limbadi, con dichiarazioni alla stampa di amministratori, oggi non più in carica, essendo stato, il comune, sciolto per mafia. Testardamente ho resistito 9 anni, cercando di mandare avanti, senza aiuto alcuno, un progetto divenuto un sogno. Invano abbiamo chiesto un incontro con la Regione Calabria e il suo presidente“, è quanto afferma Adriana Musella. “Ci sarebbe piaciuto e sarebbe stato opportuno -prosegue– un coinvolgimento dell’Istituzione, ma non abbiamo ricevuto risposta alcuna. Insieme a noi in quel progetto hanno creduto ed hanno investito sogni tanti amici che oggi ringrazio per essermi stati accanto. Dalla Confapi all’Università della Calabria, da Arcangelo Badolati e Claudio Cordova a Marisa Manzini,da Paolo Bertaccini con la Fondazione Ambrosoli a Mariella Russo. Dopo tanti anni di lotta, e dopo interminabili lavori di ristrutturazione, finalmente il prefetto di Vibo il 24 febbraio 2016 ci consegna i beni. All’indomani , 25 febbraio 2016,un pesante articolo sulla gestione del Coordinamento Riferimenti investe il web e si scatena l’inferno.E’ scoop! Altri ne seguono e la Procura apre un’inchiesta che mi vede, oggi, sottoposta a giudizio. E’ stato allora che parenti e amici dei Mancuso, a cui quei beni erano stati sottratti, si sono scatenati, sbeffeggiandomi sui loro profili Facebook. Ho ritenuto che la migliore cosa che potessi fare, era restituire quegli immobili allo Stato e ,a quel punto, ho gettato la spugna. Credo, con questa decisione, di aver reso un favore a molti”, conclude.