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L’autore di Educazione Siberiana: “E’ russofobia, noi come ebrei con i nazisti”

Roma, 13 lug. (AdnKronos) – “Mi sembra che non ci sia nulla di sostanzioso, nessun fondamento serio. L’ennesimo scandalo costruito ad arte da politica e media”. Così lo scrittore Nicolai Lilin, autore del bestseller ‘Educazione Siberiana’, parla a proposito del caso dei . “Semmai verranno fuori documenti che attesteranno i finanziamenti al partito, allora sì – dichiara lo scrittore all’Adnkronos – che si potrà parlare di ‘grave atto’ e aprire, casomai, una questione etica sul tema. Ma fino a che i magistrati non appureranno, io credo che non ci sia alcun scandalo in atto”.”La sinistra accusa la Lega di prendere i soldi da Mosca, e quando era il Partito Comunista ad incassare?” fa notare lo scrittore, a giudizio del quale “‘cose immorali’ le abbiamo viste fare da partiti diversi, il problema non è solo la Lega, sotto mira anche perché c’è una forte tendenza a screditare il voto degli italiani”.
Lilin che è socio onorario dell’Associazione Lombardia Russia, ha conosciuto naturalmente il suo presidente , indagato nell’inchiesta della procura di Milano che ipotizza una corruzione internazionale sui presunti fondi russi alla Lega. “Una persona corretta – descrive -, aperta, di ampie vedute politiche ed interessato a rafforzare il dialogo tra Italia-Russia. Ho partecipato ad eventi culturali con lui e abbiamo solo parlato di cultura, niente politica”.
Tra l’altro, secondo Lilin “ben vengano i rapporti e il dialogo con la Russia” specie dopo le sanzioni che considera “inutili e dannose”. Poi un’amara riflessione: “Per me è sempre doloroso leggere notizie in cui i russi escono dipinti come il male: prima lo eravamo perché comunisti, oggi perché competitor nello scenario geopolitico: c’è una russofobia in atto. Viviamo come gli ebrei nella Germania nazista prima che scoppiasse un vero e proprio odio razziale. Viviamo l’inizio di questo odio. Ed è veramente triste”.