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Il Carabiniere ucciso a Roma, le montature sulla foto di Elder Finnegan Lee bendato il complottismo anti-americano

Mario Cerciello Rega, il Carabiniere ucciso a Roma dai due studenti americani Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth: la foto in caserma e il complottismo anti-americano

Nel giorno dei funerali del vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma nella notte tra 25 e 26 Luglio con 11 coltellate dal giovane studente americano Elder Finnegan Lee con la complicità dell’amico e connazionale Christian Gabriel Natale Hjorth, l’Italia parla e (soprattutto) sparla di quanto accaduto nella Capitale. Anzichè riflettere sul tema dell’emergenza sicurezza, la politica e l’opinione pubblica si lasciano travolgere da argomenti dozzinali e marginali rispetto alla vicenda in se’. Bisognerebbe focalizzare l’attenzione proprio sulla sicurezza (che non c’è) e sul crimine che dilaga fuori controllo, eppure da un lato c’è un Governo che con Salvini fa becera propaganda a fini elettorali senza alcun atto concreto che possa risolvere il problema, e dall’altro ci sono tutte le varie opposizioni del mondo liberale, social-democratico, cattolico e della sinistra che neanche affrontano il tema, parlando di “paura esagerata dovuta a sbagliata percezione“, indicando proprio in Salvini il nemico “fomentatore di odio” e perdendo il contatto con la realtà e con la gente che questa realtà la vive ogni giorno. Così il leader della Lega, senza far nulla anzi godendosi l’estate su un lettino di Milano Marittima, raccoglie sempre più consensi per la miopia dei suoi avversari politici.

Non poteva mancare la professoressa comunista che ha festeggiato sui social la morte del militare. Come i pacifisti che hanno imbrattato i muri di ogni città con “Dieci, cento, mille Nassiriya“. Un problema molto più serio del singolo caso: cos’è diventata in Italia la scuola? Che attenzione si fa alla selezione del personale che deve formare le generazioni del futuro? Quanti docenti come Eliana Frontini ci sono nel nostro Paese?

Oggi, però, la discussione è precipitata ancora più in basso. La foto di Elder Finnegan Lee bendato in caserma scatena il dibattito: “è una violazione dei diritti umani, un clamoroso autogol” hanno fatto notare in tanti. “L’unica vittima è il Carabiniere“, rispondono in molti. Schierandosi a fare la guerra, sinistra e destra, “buonisti” e “fascisti“, in una discussione che perde il lume della ragione. Persino il partito dei giustizialisti, quelli che stanno sempre a prescindere dalla parte dei magistrati (che poi scendono in politica), il mondo degli integralisti dell’onestà, dei grillini, di De Magistris, Pietro Grasso, Ingroia, adesso si schiera clamorosamente contro le forze dell’ordine e si scopre garantista all’ennesimo livello con un barbaro assassino che è rimasto con una benda qualche minuto in caserma (neanche l’avessero torturato). Un paradosso troppo evidente. Un’ipocrisia dilagante. Perchè o ci si schiera dalla parte della giustizia e dello Stato (in tutte le sue componenti, dalla magistratura alle forze dell’ordine) “sempre e comunque”, o invece si mantiene una linea di garantismo e tutela dei diritti umani “senza se e senza ma”. E il garantismo è una delle più straordinarie conquiste della civiltà, è un pilastro di ogni Stato di diritto, che prevede appunto il mantenimento di quelle garanzie costituzionali poste a tutela delle fondamentali libertà dei cittadini nei confronti del potere giudiziario. Si tratta, in soldoni, della difesa a oltranza dei diritti, o meglio degli interessi, del singolo o delle categorie nei confronti dello Stato. Ma come si fa ad essere garantisti a corrente alternata? Come si fa ad auspicare la forca pubblica, il carcere a vita (nella migliore delle ipotesi) per reati amministrativi o tributari e poi arrivare persino a schierarsi in difesa di un assassino dei più preziosi componenti dello Stato?

Eppure su quella foto stanno circolando enormi montature e speculazioni. Chi lavora sul campo vive situazioni simili ogni giorno. Nell’era dei social network e di whatsapp, è facile che immagini interne a un gruppo di militari o agenti di una forza di polizia diventino di dominio pubblico. Succede ogni giorno in ogni città per molti episodi di cronaca. E possono esserci mille spiegazioni logiche che giustificano la benda di Elder Finnegan Lee: non ci sembra così scontata una violazione dei diritti umani. Almeno non per quella foto.

Con Stefano Cucchi sì che sono stati violati i diritti umani, ed era un ragazzo italiano. E chissà a quanti altri poveracci senza nome succede altre volte. Elder Finnegan Lee, invece, per fortuna, sta bene e non è stato maltrattato. Ha confessato l’omicidio alla presenza dei suoi avvocati difensori, in un interrogatorio assolutamente garantito e regolare, senza aver subito alcuna violenza. I Carabinieri hanno avviato un’indagine interna sulla vicenda della foto e dellabenda: potrebbe trattarsi di un gesto sacrosanto qualora lo studente americano fosse in una stanza dove non doveva poter osservare informazioni riservate, o per altri motivi di sicurezza, o ancora perchè sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Prematuro, quindi, dare sentenze sui social.

Certo, non è una bella foto. E soprattutto non doveva uscire dall’Arma: riteniamo che su questo punto i Carabinieri si stiano focalizzando con maggiore attenzione richiedendo più attenzione e responsabilità ai singoli militari. Che comunque sono ragazzi. Ragazzi che guadagnano poco più di mille euro al mese. A cui avevano appena ammazzato un collega, un amico, un fratello. Tutto sommato, però, quello scatto non è neanche tutto questo scandalo, se si considera il contesto, la durata e le assolute garanzie concesse all’assassino.

Ancor più paradossale il complottismo anti-americano che si scatena nell’opinione pubblica che tira ancora una volta in ballo Amanda Knox dimostrando di non conoscere nulla di quella brutta vicenda. Basterebbe ricordare che stiamo parlando dell’omicidio di Meredith Kercher, studentessa britannica uccisa a Perugia nel 2007. Amanda Knox era una sua coinquilina, estranea alla vicenda al punto che quella sera non si trovava neanche nell’appartamento in cui si è verificato l’omicidio. Venne inizialmente accusata insieme al suo fidanzato, Raffaele Sollecito, italianissimo, di aver ucciso la giovane inglese, con – sì, in quel caso – pesantissime violazioni dei diritti umani durante l’interrogatorio. Dopotutto Knox e Sollecito, nonostante le minacce subite dagli agenti e accertate dal processo e nonostante interrogatori irregolari senza la presenza dei loro avvocati, non avevano mai confessato l’omicidio e si sono sempre dichiarati innocenti, come poi il processo ha dimostrato. Amanda Knox è stata, insieme a Raffaele Sollecito, una vittima dell’ingiusta giustizia italiana. E giustamente il suo Paese, un grande Paese come gli Stati Uniti d’America, l’ha difesa.

Gli USA non stanno facendo la stessa cosa con Elder Finnegan LeeChristian Gabriel Natale Hjorth: due criminali acclarati di cui, oltre all’assassinio del Carabiniere, si sono accertati molti altri gravi reati nell’uso e nello spaccio di droga. Qui non c’è il rischio che siano innocenti. Ci sono le prove, le testimonianze, le confessioni. Soltanto in Italia facciamo polemiche su quella foto bendata, e i giornali americani riportano queste polemiche tra virgolette. Perchè da loro è normalissimo vedere un arrestato, soprattutto se accusato di omicidio e a maggior ragione se è accusato di omicidio di un agente di polizia, in quelle condizioni o anche peggio. Se negli Stati Uniti viene ammazzato un poliziotto, infatti, è molto difficile che l’assassino arrivi vivo in caserma. In realtà è molto difficile che un assassino arrivi vivo in caserma in generale se uccide qualcuno o, a volte, anche per reati minori, vedi la sparatoria di poche ore fa in California con il killer immediatamente freddato dagli agenti. Quasi sempre gli assassini vengono uccisi dalla Polizia americana. E quando questo non succede, sono i giudici ad infliggergli pene pesantissime (e certe), in alcuni casi addirittura la pena di morte.

Non è affatto vero che gli americani stanno difendendo questi due ragazzi californiani che si sono macchiati di crimini gravissimi a Roma. Semmai sono “autorevoli” costituzionalisti italiani che delineano scenari di estradizione. Nessuno ci sta pensando in America. Ci sono tanti articoli e servizi di varie emittenti (Abs News, Cbs, Abc7, Cnn) che raccontano chi sono i due ragazzi della California coinvolti nella vicenda di Roma. La vicenda sta facendo molto scalpore negli Stati Uniti non perchè suscita indignazione contro l’Italia che ha arrestato due ragazzi americani, ma per l’imbarazzo di un Paese che si vergogna di due propri connazionali che hanno ammazzato un Carabiniere italiano. In tutti gli articoli si parla di Lee e Hjorth come di due “delinquenti“, già dai tempi del collage coinvolti in brutte storie di droga, spesso ubriachi e violenti. Le testimonianze di compagni di scuola sono eloquenti. Semmai gli Stati Uniti d’America stanno chiedendo scusa all’Italia e collaborando all’indagine. Altro che Amanda Knox: lì è stata l’Italia a fare una pessima figura, maltrattando una ragazza innocente insieme a un altro giovane italiano altrettanto innocente, per poi accertare che l’assassino era stato l’ivoriano Rudy Guede, che aveva persino abusato sessualmente della vittima.

Evidentemente in Italia non riusciamo ancora ad avere la maturità che gli Stati Uniti stanno dimostrando per l’ennesima volta, con un inspiegabile complottismo anti-americano. Un complottismo di cui la nostra società dell’ignoranza è sempre più pervasa in tutti i settori (vedi no-vax, terrapiattisti, disadattati sociali ossessionati delle scie chimiche ecc. ecc.), ma che non si spiega nei confronti del Paese che ci ha accompagnato nella Storia a conquistare la nostra libertà, la nostra democrazia e il nostro sviluppo economico.

Interroghiamoci, piuttosto, sui nostri problemi. Quelli veri. Di come la nostra Capitale sia diventata il centro mondiale dello spaccio e della droga. Di come il problema della sicurezza diventi drammaticamente sempre più preoccupante. E di come il Governo non se ne occupi affatto (se non a parole), mentre per le opposizioni neanche esiste. “E’ una questione di percezione, la gente viene istigata ad avere paura“. Già. Gli omicidi, gli scippi, le violenze, i femminicidi, i maltrattamenti in famiglia e le denunce ignorate sono tutta un’invenzione della gente che ha il problema psicologico della paura. Eppure basterebbe l’incredibile storia di Maria Antonietta Rositani da Reggio Calabria per fermarsi un attimo e riflettere su quanto questo sistema non vada affatto bene.

Perchè il vero problema è che gentaglia come Elder Finnegan LeeChristian Gabriel Natale Hjorth, delinquenti acclarati, erano in Italia soltanto perchè qui avevano “libertà” che nel loro Paese non ci sono. Che non ci sono in nessun Paese civile e sviluppato. In Italia invece abbiamo confuso le concessioni di “libertà“, dei “diritti” e lo spirito di “umanità” con una pericolosissima anarchia che ha cancellato ogni dovere e rispetto della legalità.

I doveri, invece, devono venire prima dei diritti e soltanto chi rispetta i propri doveri può pretendere di conquistarsi e meritarsi dei diritti. Perchè i diritti vanno conquistati e bisogna meritarseli. Su questi principi si fondano tutti i Paesi civili ed evoluti del nostro Pianeta. Se anche l’Italia fosse così, questi due criminali come tanti altri non sarebbero venuti a fare i propri porci comodi proprio qui.

Siamo diventati il Paese dei balocchi dove tutto è consentito, sulla pelle delle persone per bene.