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Stromboli, scoramento dopo l’esplosione: “abbandonati da tutti, anche i turisti vanno via”. Gli esperti: “piani d’emergenza fondamentali”

AFP/LaPresse

Esplosione Stromboli, i residenti: “abbandonati da tutti, anche i turisti vanno via”

La stagione è finita. Ecco la verità. I turisti sono andati via e quelli che dovevano arrivare disdicono. Qui in altri periodi di questi tempi era un viavai di barche e gommoni“. A Stromboli dopo l’eruzione dello scorso mercoledì che è costata la vita all’escursionista di Milazzo, Massimo Imbesi, i residenti che vivono di turismo fanno i conti con il temuto calo di presenze. “L’emergenza è passata – rassicurano  – ma i turisti non torneranno per un po’. I giornali parlano del vulcano che semina morte e terrore… Non proprio una bella pubblicità“. Previsioni nere, però, che sembrano essere smentite da una coppia di giovani sposi, che qui ha deciso di celebrare il proprio matrimonio. Dalla Calabria a Stromboli. “E’ un posto bellissimo“, dicono scendendo dalla barca che li ha condotti sull’isola insieme ai loro invitati.  In una delle tante attività che organizzano escursioni sul vulcano i telefoni restano muti. Per tutta la mattina. “Siamo stati abbandonati da tutti, anche dal Comune – dice all’Adnkronos Pasquale – il sindaco? E chi lo ha visto in questi giorni“. Tra isolani doc e strombolani d’adozione resta la rabbia. “Qui manca persino l’ambulanza – dice Alessandro -, se qualcuno si fa male lo trasportiamo con l’Ape. I medici non hanno neppure i mezzi per intervenire. Cose da terzo mondo. Che fine fanno i soldi pagati dai turisti per la tassa di sbarco?”. L’isola delle Eolie in estate arriva ad accogliere anche 10 mila persone, “ma se dovesse essere evacuata in emergenza non ci sarebbero neppure i mezzi per scappare e le infrastrutture necessarie per consentire il loro attracco. Il porto può essere usato solo a metà“, conclude allargando le braccia. L’attività di escursioni chiude per la pausa pranzo. Si riapre alle 16. Ma con scarse aspettative.

Stromboli, geologi: “veicolare i piani d’emergenza alla popolazione e ai turisti”

Solo una maggiore e più efficace azione di informazione alla popolazione e ai visitatori potrà aumentare la consapevolezza che i vulcani attivi saranno sempre aree dove bisogna convivere con la pericolosità e prepararsi adeguatamente per resistere agli eventi naturali. I piani di emergenza con le relative norme comportamentali devono essere veicolati ai frequentatori del vulcano e alla popolazione, affinché si completi il ciclo delle attività di protezione civile”. Così Carlo Cassaniti del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, a seguito dell’eruzione dello Stromboli del 3 luglio.