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Salvini al Cara di Mineo, chiude il centro di accoglienza più grande in Europa. Sit in di protesta dei lavoratori: i manifestanti urlano “buffone” al vicepremier [FOTO]

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Chiude il Cara di Mineo, Salvini: “È una giornata bellissima”. Sit in di protesta contro la chiusura del centro di accoglienza, urla e fischi contro il vicepremier

Il vicepremier Matteo Salvini è  arrivato alle 12.50 al Cara di Mineo, il centro di accoglienza più grande in Europa, che oggi sarà chiuso. Da stamattina decine di lavoratori, preoccupati per il loro futuro, hanno organizzato un sit in per protestare contro la chiusura del centro. Al suo arrivo il ministro è stato contestato, i manifestanti urlavano: “Buffone, buffone”. Una delegazione di dipendenti ed ex lavoratori  ha protestato utilizzato fischietti ed esposto uno striscione con la scritta “Lasciati in mutande”.

Salvini: “Oggi è una bellissima mattinata”

“Alcune indagini hanno portato alla luce fattispecie evidenti di mafie non solo italiane, ma anche nigeriane che dal Cara di Mineo si sono allargate come potenza operativa dello spaccio su tutto il territorio. Adesso il Cara chiude ed è una bellissima mattinata…”. È quanto ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Caltagirone per l’inaugurazione dei nuovi locali del Commissariato di Pubblica Sicurezza e del Distaccamento della Polizia Stradale.

Cara di Mineo, l’assessore regionale Falcone: “Smobilitazione non può lasciare il deserto”

“Apprezziamo l’arrivo del ministro Salvini in provincia di Catania, ma oggi non possiamo non cogliere l’occasione per ribadire che l’azione del Governo nazionale, nei riguardi di Mineo e dell’intero Calatino, debba andare oltre la semplice chiusura del Cara. Senza forme di sostegno ampie e concrete a vantaggio del territorio, il rischio è di lasciarsi dietro una ancor più profonda depressione socio-economica“.

Lo afferma Marco Falcone, commissario di Forza Italia in provincia di Catania, commentando l’odierna visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini a Caltagirone e nell’ormai dismesso centro di accoglienza di Mineo.

Ecco perché – prosegue il deputato forzista – come diciamo già da sei mesi, abbiamo prospettato la necessità di misure compensative, basate su risorse reali, a sostegno dell’occupazione e in campo fiscale a vantaggio delle imprese. Occorro inoltre soldi veri da spendere in interventi infrastrutturali di ampio respiro che ripaghino Mineo e Calatino del sacrificio compiuto in questi anni. Il ministro dell’Interno – conclude il deputato forzista – deve porsi il problema di scongiurare una smobilitazione che lasci dietro di sé solo il deserto”.