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Elezioni ex province in Sicilia, M5S all’Ars: “Emendamento ritirato come volevamo. Ma ancora una volta è stato un penoso teatrino”

Sicilia, il Govenrno Musumeci ritira l’emendamento che prevedeva lo slittamento del voto nelle ex province. M5S all’Ars: “È stato un penoso teatrino, con Musumeci che non si fida della sua maggioranza”

Il Governo Musumeci ha ritirato a sorpresa l’emendamento che prevedeva la modifica della data delle elezioni di secondo livello per le città metropolitane e i liberi consorzi. Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè ha chiesto al governo di “presentare al più presto un apposito disegno di legge, anche di un solo articolo, per prendere nuove decisioni sulla materia”. Attesa per domani la conferenza dei capigruppo, a partire dalle 15,30, mentre l’aula è stata convocata alle 16.

M5S: “teatrino osceno”

Un osceno teatrino, con fughe in avanti e penose marce indietro di cui i siciliani avrebbero fatto volentieri a meno. Alla fine l’emendamento della maggioranza, che sanciva lo slittamento delle elezioni degli organi delle ex Province alla primavera del 2020, è stato ritirato dal governo, come auspicato dal M5S. L’esecutivo, non fidandosi della sua maggioranza, ha preferito non rischiare una nuova figuraccia in aula”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Francesco Cappello. “Il voto dell’emendamento – afferma Cappello – sarebbe stato un oltraggio al regolamento, anche se la cosa non ci avrebbe meravigliato più di tanto, visto che in questa legislatura l’applicazione quantomeno allegra di questo è stata frequente. Resta comunque – conclude Cappello – l’immagine plastica di una maggioranza inesistente e rissosa, pronta a sgambettare in qualsiasi momento il governo e la Sicilia per curare i propri interessi di bottega, magari per conquistare qualche strapuntino in giunta dopo i nuovi equilibri venuti fuori dalle elezioni Europee”.