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Roma, le parole del boss Fragalà: “ammazzerei anche mio figlio”

carabinieri notte

Roma, Fragalà: “Io quando mi sento tradito da qualcuno, che potrebbe anche essere mio padre o mio figlio, io gli sparo’. Dice ‘che ammazzeresti tuo figlio?’ Sì sì, perché no, Se mio figlio cammina con me, facciamo il reato insieme e mi tradisce, io lo ammazzo”

“Io quando mi sento tradito da qualcuno, che potrebbe anche essere mio padre o mio figlio, io gli sparo’. Dice ‘che ammazzeresti tuo figlio?’ Sì sì, perché no, Se mio figlio cammina con me, facciamo il reato insieme e mi tradisce, io lo ammazzo”. Così parlava in una conversazione captata dagli investigatori nel 2015 il boss Alessandro Fragalà, finito in manette oggi nell’ambito dell’operazione dei carabinieri, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, che ha portato a una trentina di arresti e perquisizioni in provincia di Roma e Catania. Il clan operava in particolare sul litorale romano, tra Ardea, Pomezia e Torvajanica, e oltre a gestire il traffico di droga, era diventato l’incubo di commercianti e imprenditori, costretti a subire estorsioni, minacce e attentati dinamitardi. Tutte azioni condotte con metodo mafioso, secondo l’accusa. “Da un lato infatti – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – le singole estorsioni e l’intestazione fittizia di beni sono state consumate attraverso le modalità tipiche delle associazioni mafiose; dall’altro, i reati in tema di armi e di traffico di sostanze stupefacenti sono stati posti in essere per agevolare il clan mafioso dei Fragalà nella consapevolezza, in virtù dei rapporti pregressi, della sua esistenza anche da parte dei non appartenenti al sodalizio”.

(Adnkronos)