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Reggio Calabria, sui Gazebo del Lungomare Confcommercio è durissima contro il Comune: verso proteste eclatanti

Reggio Calabria, i Gazebo del Lungomare chiusi per la seconda volta nell’arco di dieci giorni: la protesta, durissima, di Confcommercio

Confcommercio Reggio Calabria esprime vicinanza all’Azienda Sottozero di Vincenzo Pennestri ed agli altri pubblici esercizi operanti sul lungomare Matteotti che, come si legge in una nota, “per la seconda volta nell’arco di appena dieci giorni, sono vittime di un atteggiamento quantomeno schizzofrenico degli uffici comunali che procede nuovamente alla chiusura dei gazebo all’aperto. Dopo le rassicurazioni e la reciproca volontà manifestata da Comune, Confcommercio ed Operatori di ricercare una soluzione che potesse essere rispettosa della legge e sostenibile per gli esercenti, il nuovo, inaspettato, per alcuni versi sconcertante provvedimento adottato dall’amministrazione lascia senza parole. Mentre veniva convocato per le ore 15.30 presso il Palazzo Comunale, con nota del Segretario Comunale, un “incontro urgente al fine di chiarire alcune problematiche inerenti l’applicazione del Regolamento (??) sulla occupazione temporanea di suolo con l’installazione di strutture precarie…”, in contemporanea, scattava una operazione della polizia municipale che provvedeva a dare attuazione ad un provvedimento del dirigente settore sviluppo economico di sigillo delle attività. Dirigente che risultava tra i convocati al tavolo tecnico“.

La questione importante e che va posta immediatamente all’attenzione dell’intera cittadinanza – prosegue la nota di Confcommercio – è, innanzitutto, quella di operatori commerciali che in altissima stagione si vedono oggetto di interventi di polizia che, pure se gestiti con grande tatto dagli agenti, sarebbero degni di ben più gravi circostanze creando stupore e sconcerto negli avventori e nei turisti presenti. Operatori che, proprio avendo in questo periodo i maggiori incassi, si vedono messi quasi in ginocchio come a rischio, in caso del permanere di questi provvedimenti repentini, saranno sicuramente anche le posizioni degli incolpevoli dipendenti. Non è secondario, tuttavia, il percorso che porta, ripetiamo, per ben due volte nel volgere di dieci giorni, alla chiusura delle attività. Un atteggiamento di superiorità e quasi sprezzante degli uffici comunali che, non argomentando in alcun modo la decisione presa, non riscontrando addirittura a richieste di accesso agli atti formulate da questa Associazione, non fornendo mai documentazione tecnica a supporto delle decisioni adottate, addirittura facendo oscillare il presupposto dell’intervento individuandolo, una volta, nell’adempimento ad un obbligo imposto dalla sovrintendenza e, un’altra volta, richiamando le regole del libero mercato (??) riescono esclusivamente a creare disagio e scoramento“.

Anche questa Confcommercio, di solito aperta al dialogo ed in tante circostanze, soggetto mediatore tra l’amminstrazione e gli operatori, in questa circostanza si trova profondamente a disagio. Proprio perché ad essere messe in discussione, indipendentemente dalla fondatezza o meno delle istanze degli operatori, sono proprio le “regole del gioco”. Non è possibile e non è tollerabile la convocazione di tavoli di confronto in cui l’unico obiettivo è potere lasciare traccia di una pseudo condivisione o coinvolgimento delle organizzazioni datoriali. Non è eticamente corretto convocare un incontro per discutere di tematiche cosi delicate per la stessa sopravvivenza di operatori commerciali quando già ogni decisione è stata presa e non vi è alcun margine di confronto, senza tra l’altro portare la documentazione necessaria per la discussione. Non è possibile che non ci sia alcuno spazio per valutazioni politiche, sociali, morali laddove gli uffici si ritengono al di sopra di tutto e di tutto, Sindaco e Giunta in primis. È per questo che Confcommercio si sente di schierarsi immediatamente dalla parte degli operatori che, in questa occasione, sono stati trattati come cittadini di serie B e che l’Associazione assisterà con fermezza nelle iniziative anche di protesta che verranno intraprese nei prossimi giorni Vero è che una “ delibera di Giunta “ (ma è legittima??) non può e non deve mortificare operatori commerciale che portano lustro al nostro territorio e danno lavoro a centinaia di famiglie“.