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Reggio Calabria, Franco Sergio aderisce alla manifestazione unitaria dei sindacati di sabato 22 giugno

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Franco Sergio, consigliere regionale e presidente della Commissione “Affari Istituzionali, Affari Generali e Normativa Elettorale” aderisce alla manifestazione di sabato dei sindacati a Reggio Calabria

“Reggio e la Calabria quali simboli di un Sud che vuole rimettersi in moto e guidare la ripresa di una stagione di investimenti, pubblici e privati, nelle infrastrutture di base ed in quelle ‘4.0’, nei servizi sociali, nella cultura, nel patrimonio storico ed ambientale, in agricoltura e nel turismo. Non posso che plaudire e partecipare alla manifestazione del mondo del lavoro, per il lavoro e la crescita del Meridione e di tutto il nostro sistema-Italia”. Ecco le parole di Franco Sergio, consigliere regionale e presidente della Commissione “Affari Istituzionali, Affari Generali e Normativa Elettorale”, il quale aderisce alla manifestazione di sabato dei sindacati a Reggio Calabria. “Moltissimi dei 158 tavoli di crisi aperti presso il Ministero dello sviluppo economico – aggiunge Sergio – riguardano aziende e lavoratori del Sud. Le forze sociali, siano esse rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori, dell’associazionismo e del Terzo Settore, hanno quindi il ‘diritto ed il dovere’ di appellarsi alle istituzioni, regionali e nazionali, affinchè si intervenga per contrastare i fattori di degrado che colpiscono la popolazione meridionale. Rammento solo alcuni dati concernenti la nostra Calabria: disoccupazione più che tripla rispetto alla media nazionale, condizioni pessime di servizi e reti materiali, scolarità in crisi infrastrutturale quantitativa e qualitativa, pur in presenza di numeri elevati di studenti e docenti, marginalità sociale per cui una famiglia su 3 e’ in povertà relativa o assoluta. Eppure le ‘eccellenze meridionali’ sono tali e tante che e’ impossibile enumerarle in breve. Il Governo ha promesso tante cose, fra cui un cambiamento nell’approccio allo sviluppo ed alla crescita. Dunque ben fanno i sindacati a premere per attuare piani organici e strategici, guardando al Mediterraneo perchè non può esistere solo il Nord europeo quale orizzonte per il nostro Paese, per il lavoro e l’economia reale che facciano ripartire consumi, produttività e domanda aggregata, che utilizzino la formazione permanente e la crescita delle competenze informatiche, investimenti reali, con tempi certi e risorse straordinarie”.