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Reggio Calabria, la figlia del boss all’ergastolo: “Lasciatelo venire alle mie nozze”

Reggio Calabria, la figlia del boss chiede che il padre partecipi alle sue nozze: “gli venga concesso un permesso, condivido le parole del Papa, l’ergastolo è una pena di morte nascosta”

Il suo sogno è avere suo padre accanto nel giorno più bello della sua vita. Ma Tommaso Romeo, ex nome di spicco dell”andragheta della Locride, è condannato all’ergastolo e non potrà partecipare al matrimonio della figlia, che convolerà a nozze il prossimo 4 luglio nella sua città, Reggio Calabria. Tommaso Romeo è stato condannato all’ergastolo con “fine pena mai” e la figlia Francesca confida la sua amarezza ad una giornalista dell’AdnKronos. Quando il padre venne arrestato era il 1993, lei e la sorella gemella avevano appena un anno: “Nella vita quotidiana non ho potuto condividere con mio padre né gioie, né dolori. Vorrei che almeno il giorno del mio matrimonio, un giorno così importante per me, lui ci fosse“, racconta Francesca.  Francesca sogna semplicemente un giorno ‘normale’, “come qualsiasi altra ragazza che in quel giorno viene accompagnata all’altare dal padre”. “Vorrei – spiega – che gli venisse concesso un permesso. Anche sorvegliato a vista da agenti va bene, purché ci sia”.

“Condivido le parole di Papa Francesco quando definisce l’ergastolo una pena di morte ‘nascosta’. Mio padre è un sepolto vivo. Ha sbagliato, ha pagato e continua a pagare. Ma nella vita si cambia e dopo 30 anni di carcere lui non è più quello di una volta: ha rinnegato quello che era. Le persone cambiano, il fine della pena è quello di rieducare. E se un condannato durante il suo percorso cambia, allora lo Stato gli dia la possibilità di riscattarsi invece di togliere ogni speranza con un ‘fine pena mai’“. Il giorno delle sue nozze (testimone la sorella gemella), Francesca sa che suo padre non potrà esserci: “lo penserò in ogni momento della giornata. Poi subito dopo salirò da lui a Padova“.