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Piefrancesco Favino ai Lunatici di Rai Radio2: “se fossi donna non mi piacerei”

Piefrancesco Favino ai Lunatici di Rai Radio2: “se fossi donna non mi piacerei. Avance esagerate? Su instagram ogni tanto capita”

Pierfrancesco Favino è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino.

Favino è nelle sale con ‘Il traditore’, film di Marco Bellocchio in cui interpreta Tommaso Buscetta: “E’ un film che mette insieme la qualità di un autore molto importante come Bellocchio e la popolarità del tema. E’ una storia che ci riguarda, conosciuta, molto popolare. Sono orgogliosissimo di vedere quanti ragazzi stiano andando al cinema, è una cosa molto bella. Bellocchio è un artista, ce ne sono pochi, sono felicissimo di aver avuto questa opportunità, mi auguro ce ne siano altre”.

L’attore ha parlato un po’ di sé: “Da bambino sognavo di diventare attore. Ero un bambino pieno di fantasia, curiosità e vitalità. L’attrazione per questo mestiere ce l’ho avuta fin da piccolissimo,ho sempre inseguito questo sogno, sono riuscito a trasformarlo nel mio mestiere. A casa non mi hanno sempre incoraggiato, quando ho scelto di fare questo mestiere il pezzo di carta, la laurea, sembrava garantirti sempre un futuro. Io questo mestiere l’ho scelto sapendo che avrei abbracciato, e ancora oggi lo so, un’insicurezza. Questo per un genitore è spaventoso, ogni genitore desidera che il proprio figlio possa avere una carriera sicura, che non debba tribolare. Poi negli anni, vedendo che comunque alle difficoltà reagivo con un sorriso, senza abbattermi, sono stato appoggiato. Ma ho fatto tutto da solo, di questo sono molto orgoglioso”.

Sul momento in cui si è accordo di essere diventato molto popolare: “Mi sono reso conto che le persone mi volevano bene non attraverso il cinema ma attraverso Sanremo. E sono molto felice di questo. Forse per la prima volta ho mostrato chi sono io, non quello che faccio come mestiere. A volte pensiamo al cinema con la forza che aveva un tempo, quando era popolare ed entrava nelle case di tutti. Purtroppo non è più così. L’occasione di Sanremo per me è stata anche un po’ uno choc da questo punto di vista. Comunque, ho costruito la mia carriera con molta tranquillità e lentezza. Per cui non c’è un momento in cui ho pensato ‘ecco, è fatta’. Anche perché non so cosa voglia dire. Da un paio d’anni a questa parte le persone mi trattano come uno di casa, questo è molto bello, è uno degli aspetti che caratterizzava quelli che ancora oggi consideriamo i grandi attori italiani. Ci appartenevano, al di là delle loro qualità, perché facevano parte della nostra vita. Quando per strada vieni fermato da persone che hanno voglia di dimostrarti questo affetto è uno dei punti più alti che si possa raggiungere in una carriera”.

Favino non ha escluso la possibilità di tornare a fare il presentatore in futuro: “Per me è stata una lezione e una liberazione. Facendo il mestiere che faccio, l’attore, c’è sempre il filtro del personaggio. Dietro al quale ti sveli e ti nascondi. Accettare quella sfida è stato accettare la sfida di mostrare ciò che sono. Io sono quello. Io sono un po’ schizofrenico, quella è la mia identità, sono questa cosa qui. Se c’è in cantiere un’altra esperienza simile? Non c’è in cantiere niente, però non è una cosa a cui guardo con snobismo. Quando dico che sono tutto questo, dico che io sono una persona estremamente popolare, mi piacciono le cose popolari, se dovesse capitare una cosa in grado di essere divertente, una sfida ulteriore, da vivere con le persone con cui mi piace lavorare, perché no? Anche se di concreto non c’è nulla”.

Sui motivi della sua particolare popolarità con le donne: “Io penso che se non avessi avuto un faro addosso forse non se ne sarebbero accorte. Anche se in realtà non mi è mai andata troppo male con le donne. Sono anche cresciuto in mezzo alle donne, questo è molto importante. C’è qualcosa che ha a che fare con una confidenza di un altro tipo. E poi magari incarno qualche cosa, un misto tra il mio aspetto fisico che è decisamente maschile e una sensibilità che più ampia. Quando questa cosa traspare può essere attraente. Detto questo, se fossi donna io non mi piacerei. Tutti noi abbiamo una faccia ma vorremmo averne un’altra. Comunque, se va bene a loro io sono ben contento. Se sono mai capitate avance esagerate? Su instagram ogni tanto capita, ma rimane tutto abbastanza nella norma e nell’educazione. Qualcuna è abbastanza fissata con le mani. Non ho mai usato i social per acchiappare”.