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Reggio Calabria, pescherecci sottocosta nel mirino del CABS: richiesto un intervento della Capitaneria di Porto

Reggio Calabria, l’associazione chiede un intervento deciso della Guardia Costiera per contrastare questo fenomeno di pesca abusiva

Reti da pesca calate da pescherecci irrispettosi del mare e delle norme che vietano l’uso di attrezzi da pesca entro certi limiti dalla linea di costa. Il tutto è divenuto oggetto dei controlli del CABS, l’associazione specializzata in antibracconaggio, effettuati lungo la costa ionica reggina.
“Nella giornata di ieri- si legge in una nota- nel corso di un monitoraggio costiero per verificare l’eventuale presenza di nasse abusive, il CABS ha individuato un peschereccio che, con l’ausilio di un’altra piccola imbarcazione, ritirava una lunga rete a circuizione a pochi metri dalla spiaggia di Saline Joniche, nei pressi della foce del Torrente Molaro. Nella rete era stato catturato un ingente quantitativo di ricciole. L’Ordinanza 30/2019 della Capitaneria di Porto vieta ogni tipo di pesca ad una distanza di 150 metri dalle spiagge sabbiose e dalle foci dei fiumi e di 100 metri dalle coste rocciose. L’attività illecita è stata documentata dai volontari con diversi video che sono stati inviati in tempo reale alla Capitaneria. Analoga attività era stata svolta nei giorni precedenti in un tratto di mare del Comune di Reggio Calabria”.
L’associazione chiede un intervento deciso della Guardia Costiera “per contrastare questo fenomeno di pesca abusiva, evidentemente molto diffuso, che mette a repentaglio la fauna ittica oltre che, naturalmente, l’incolumità dei bagnanti. Il divieto riguarda infatti la fascia oraria compresa tra le 8 e le 20 di ogni giorno per tutto il periodo balneare.  Il CABS pone inoltre l’accento su un’altra incongruenza tutta italiana. Le norme, infatti, fissano il limite minimo per il prelievo della ricciola in appena sette centimetri. ” Un limite ridicolo – afferma il CABS – considerato il fatto che una ricciola adulta può raggiungere i due metri di lunghezza ed arrivare a pesare circa 100 chilogrammi. Se a ciò si aggiunge la pesca sottocosta, come nei casi da noi denunciati, è facile comprendere il danno causato a questa specie”.
Il CABS è un’associazione di volontari con sede a Bonn specializzata nell’antibracconaggio. E’ attiva in Italia con numerosi nuclei, oltre che a Malta, Francia, Germania, Spagna, Cipro e Libano.