Mancata cattura di pericolosi latitanti: assolti carabinieri e giornalisti accusati di diffamazione [NOMI]

Arresto latitanti: la mancata cattura di ricercati tra cui il super boss Provenzano e Messina Denaro, ha avuto strascichi anche tra i carabinieri e alcuni giornalisti che sono finiti sotto processo con l’accusa di diffamazione

Il mancato arresto di ricercati tra cui il super boss Provenzano e Messina Denaro, ha avuto strascichi anche tra i carabinieri e alcuni giornalisti che sono finiti sotto processo con l’accusa di diffamazione in relazione a dichiarazioni e servizi giornalistici nei quali si parlava di presunte azioni realizzate per ostacolare la cattura di vari latitanti. Oggi, due carabinieri e otto giornalisti sono stati assolti “per non aver commesso il fatto”. Unico condannato è stato un avvocato. Si tratta dei carabinieri Saverio Masi e Salvatore Fiducia, e dei giornalisti Antonio Padellaro, Michele Santoro, Sandro Ruotolo, Sigfrido Ranucci, Giuseppe Lo Bianco, Alessandra Rizza, Dina Lauricella e Salvatore Molino. I carabinieri erano di aver organizzato una conferenza stampa nel maggio 2013 nello studio del loro legale, Giorgio Carta (unico condannato), “nel corso della quale quest’ultimo, al di fuori dei limiti propri del mandato difensivo – si legge nel capo d’imputazione – formulava giudizi lesivi della reputazione dei superiori gerarchici di Masi e Fiducia, e cioè il Colonnello Gianmarco Sottili – indicato nominativamente – e gli altri ufficiali in servizio presso il nucleo investigativo di Palermo nel periodo tra il 2001 e 2006 – Fabio Ottaviani, Michele Miulli e Stefano Sancricca, non indicati nominativamente, ma inequivocabilmente individuabili – riferendo l’accusa di aver ostacolato i militari che intendevano contribuire alla cattura di famigerati latitanti, frapponendo pretestuosi ostacoli di natura burocratica, boicottando sistematicamente le iniziative investigative di Masi e Fiducia, sottovalutando l’apporto informativo degli stessi, nonche’ dissuadendoli energicamente dal continuare le indagini”. I giornalisti, invece, rispondevano dell’accusa di aver omesso di esercitare il controllo e riportato le dichiarazioni fatte nel corso della conferenza stampa.


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