La Guardia di Finanza celebra i suoi 245 anni di attività al servizio del paese. A Vibo Valentia i festeggiamenti

La Guardia di Finanza compie 245 anni, festeggiamenti anche a Vibo Valentia

La Guardia di Finanza compie 245 anni. Le prime celebrazioni hanno preso il via già a partire dalla mattina del 20 giugno u.s., quando il Comandante Generale, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, il Comandante in Seconda, Gen. C.A. Edoardo Valente e il Presidente dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (ANFI), Gen. C.A. Umberto Fava, hanno deposto a Roma una corona di alloro al Monumento al Finanziere di Largo XXI Aprile. Subito dopo, l’Autorità di Vertice del Corpo, il Comandante in Seconda e il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale, Gen. C.A. Umberto Sirico, hanno reso omaggio al Sacrario della Guardia di Finanza dedicato alla memoria dei Caduti del Corpo, nella
Caserma Sante Laria di Piazza Armellini. Ma è la mattina del 21 giugno u.s. che i festeggiamenti sono entrati nel vivo con l’inizio della tradizionale cerimonia militare, organizzata anche quest’anno a Roma, presso la struttura polifunzionale del Centro Logistico Sportivo di Villa Spada. Presenti, tra le Autorità, il Presidente del Senato, Senatrice Avvocato Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof. Giovanni Tria. Uno dei momenti più significativi dell’evento è stato rappresentato dalla solenne consegna della Bandiera di Guerra del Corpo da parte del precedente Comandante Generale, Generale Giorgio Toschi, al Generale Giuseppe Zafarana, al vertice della Guardia di Finanza dallo scorso 25 maggio. Un gesto, questo, dal profondo valore simbolico che segna l’affidamento al Generale Zafarana della guida del Corpo, impegnato quotidianamente a garantire la sicurezza economico-finanziaria della Nazione a protezione e tutela dei cittadini onesti e degli operatori rispettosi delle regole. Il primo a prendere la parola è stato il Generale Toschi seguito, subito dopo, dal Generale Zafarana. Più di due secoli di storia quelli oggi celebrati. Secoli che hanno visto protagonista la Guardia di Finanza e che questa mattina sono stati idealmente ripercorsi per ricordare le innumerevoli opere compiute e gli straordinari traguardi raggiunti da tutti i Finanzieri d’Italia. Tra questi, i risultati conseguiti nella costante lotta al fenomeno illecito del contrabbando, delicato compito istituzionale svolto dalle Fiamme Gialle sin dalle origini. Ed è proprio per “aver assicurato in un secolo e mezzo di storia patria una costante e diuturna lotta al contrabbando” che il Presidente della Repubblica ha inteso conferire alla Bandiera di Guerra del Corpo la Medaglia d’Oro al Valore della Guardia di Finanza; onorificenza oggi apposta materialmente sul vessillo da parte del Presidente del Senato. Hanno preso poi la parola, nell’ordine, il Ministro Tria e la Senatrice Casellati. Terminata l’allocuzione della massima Autorità, sono state consegnate alcune
ricompense individuali di ordine morale agli appartenenti al Corpo che si sono particolarmente distinti nel corso di attività di servizio. È stato concesso un encomio solenne a quattro militari, il Capitano Marco Carrozzino, il Maresciallo Aiutante Gerardo Fattoruso, il Maresciallo Ordinario Roberto Lupo e il Maresciallo Ordinario Alessandro Bassi per le complesse indagini svolte nei confronti di società affiliate ad un gruppo multinazionale. È stato poi il turno del Luogotenente Carmine Grazioli, del Maresciallo Ordinario Errico Baldino, del Maresciallo Ordinario Nicola Polcino e dell’Appuntato Scelto Giancarlo Lillo, premiati per le investigazioni condotte nei confronti di persone sospettate di rappresentare gli interessi economici di una cosca “mafiosa” operante nel capoluogo siciliano. Encomio solenne anche per il Tenente Tommaso Napolitano, il Maresciallo Ordinario Mare Bruno Mangraviti, il Brigadiere Capo Mare Giovanni Testa e il Finanziere SceltoMare  Rolando Spinola per aver intercettato, quali appartenenti a un pattugliatore in forza al Gruppo Aeronavale di Messina, un’imbarcazione coinvolta in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti via mare. È stata poi la volta del Tenente Colonnello Andrea Bello, del Luogotenente Maurizio Remediani, del Maresciallo Aiutante Luigi Carnevale e del Maresciallo Aiutante Marco Petroccia, ricompensati con encomio solenne per avere ideato ed elaborato una specifica attività di analisi e un correlato piano di controlli per il contrasto delle frodi in danno al bilancio dell’Unione europea. Tra gli applausi del pubblico, ha sfilato l’autocarro Fiat 508 “cassonato”. L’automezzo, adottato dal Corpo nel 1935 con l’istituzione del Servizio Automobilistico della Regia Guardia di Finanza, fu impiegato per il trasporto di materiali sia sul territorio nazionale che nelle colonie. Sullo sfondo dello schieramento, due elicotteri che abbracciano ben 65 anni di storia: un esemplare di Agusta Bell AB47 J3 Super Ranger, tra i primi a entrare in servizio, e il nuovissimo e performante AW169 M, quello che oggi rappresenta l’esempio di più moderna concezione nel settore elicotteristico mondiale. Un concentrato di tecnologia per la sicurezza e per l’investigazione dall’alto. Non solo. Alzando lo sguardo, gli spettatori hanno potuto assistere al suggestivo sorvolo di una formazione di elicotteri composta da due A109 NEXUS e da un AB412. Si tratta di velivoli che, per oltre vent’anni, volando anche a grande distanza dalla costa, di giorno e di notte, hanno contribuito a rendere più sicura la Nazione. A raggiungerli, un elicottero AW139 che, dopo una virata di oltre 180 gradi, ha reso omaggio, dall’alto, alla massima Autorità porgendo un “inchino” sospeso nel cielo. La cerimonia si è conclusa con gli onori finali al Presidente del Senato. Ma le celebrazioni della ricorrenza anniversaria non sono terminate qui. Nel pomeriggio dello stesso giorno, infatti, il Presidente della Repubblica ha ricevuto in udienza il Comandante Generale della Guardia di Finanza. Infine, dal 20 al 22 giugno u.s., gli allievi della Scuola Ispettori e Sovrintendenti de L’Aquila hanno assicurato il servizio della Guardia d’Onore all’Altare della Patria e al Palazzo del Quirinale dove, il 21 giugno u.s., hanno preso il loro posto i cadetti dell’Accademia di Bergamo. Il cambio della Guardia è stato accompagnato dalle solenni note eseguite da un complesso ridotto della Banda musicale del Corpo. I festeggiamenti di celebrazione del 245° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza sono proseguiti a livello provinciale nella mattinata odierna, presso la caserma demaniale “Giuseppe Vizzari”, nella frazione Vibo Marina, ove si è tenuta una cerimonia di carattere interno, con la partecipazione di una rappresentanza del personale dipendente alla sede, composta da Ufficiali, Sottufficiali, Appuntati e Finanzieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia e dei Reparti dipendenti (Nucleo di polizia economico-finanziaria di Vibo Valentia, Gruppo di Vibo Valentia e Tenenza di Tropea), del Comando Operativo Aeronavale di Vibo Valentia e della dipendente Stazione Navale di Vibo Valentia. Era altresì presente una delegazione del personale in congedo della locale Sezione A.N.F.I. (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia). Il Comandante Provinciale, Col. Roberto Prosperi, unitamente al Comandante del Reparto Operativo Aeronavale, Ten. Col. Alberto Catone, ha presieduto alla cerimonia. Dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale, il Comandante Provinciale ha tenuto un breve discorso al  personale in servizio ed in congedo e ha proceduto alla consegna di alcune ricompense di ordine morale, per lodevole comportamento e particolare rendimento in servizio, concesse dalla superiore gerarchia ad alcuni militari in forza ai Reparti schierati. Al termine della cerimonia, il Comandante Provinciale ha tenuto un incontro con gli organi di stampa, nel corso del quale sono state fornite informazioni in ordine alla specificità della Guardia di Finanza quale Forza di polizia economico-finanziaria nonché illustrate le più rilevanti operazioni di servizio concluse dai Reparti dipendenti nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019.

 PIANO DI AZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA

I Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia, tra il gennaio del 2018 e il maggio del 2019; hanno eseguito numerosi interventi ispettivi e indagini delegate al Corpo, nello stesso periodo, dalla magistratura ordinaria e contabile, contro i più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria diffusi nel territorio. Interventi mirati, indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad attività di intelligence, al controllo economico del territorio e ad analisi di rischio, ulteriormente migliorata, quest’ultima, in ragione della potenziata interazione tra le  banche dati a disposizione e all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria.

CONTRASTO ALL’EVASIONE

Evasione fiscale (imposte sui redditi, I.V.A., I.R.A.P., sommerso d’azienda, sommerso di lavoro, accise), gioco e scommesse sono i settori di contrasto al centro dell’attenzione operativa svolta dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valenti nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019. Sono stati eseguiti 205 interventi nei confronti di contribuenti (imprese e lavoratori autonomi) di minori dimensioni (volume d’affari da 0 a 5.164.568 euro) e medie dimensioni (volume d’affari da 5.164.568 euro a 100.000.000 euro) con domicilio fiscale nella provincia. Gli interventi sono consistiti, principalmente, nell’esecuzione di verifiche e controlli ai fini delle imposte sui redditi, dell’I.V.A., dell’I.R.A.P., dell’I.V.A. intracomunitaria, delle frodi I.V.A., delle frodi nel settore delle accise, del sommerso di azienda e di lavoro. Nel settore delle Imposte sui Redditi è stata accertata una base imponibile da anni di imposta chiusi di 24.347.256 euro, una base imponibile da anni di imposta aperti di 2.906.956 euro ed un’imposta evasa stimata di 7.234.448 euro. Inoltre, sono state accertate ritenute d’acconto non operate e non versate per 34.759 euro. Nel settore dell’IVA è stata accertata una maggiore imposta constatata da anni di imposta chiusi di 4.045.159 euro ed una maggiore imposta constatata da anni di imposta aperti di 141.061 euro. Nel settore delle frodi IVA sono stati eseguiti 3 interventi, accertando una maggiore imposta constatata di 458.290 euro. Nel settore dell’IRAP è stata accertata una base imponibile da anni di imposta chiusi di 41.555.658 euro. In molti casi, l’evasione fiscale accertata era avvenuta mediante l’omessa fatturazione e/o registrazione di operazioni imponibili, l’omessa o infedele dichiarazione, l’emissione e/o l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa tenuta e conservazione delle scritture contabili e/o documenti obbligatori. I settori economici maggiormente controllati/verificati sono stati le costruzioni, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le attività turistico/alberghiere e quelle professionali. Nel corso delle attività ispettive sono stati denunciati 29 soggetti per reati fiscali (emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, dichiarazione fraudolenta o infedele, occultamento delle scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte). Nel contrasto al sommerso d’azienda sono stati scoperti 72 evasori totali ovvero soggetti completamente sconosciuti al Fisco, che, pur esercitando attività economiche o professionali, avevano omesso la presentazione delle prescritte dichiarazioni (imposte sui redditi, IV.A., I.R.A.P.) almeno per un anno d’imposta. Ai fini delle Imposte sui Redditi è stata accertata una base imponibile di 20.016.091 euro e ai fini IVA una maggiore imposta constatata di 3.185.206 euro. Il numero maggiore di evasori totali scoperti operava nei settori economici delle costruzioni, del commercio all’ingrosso e delle associazioni, che invece svolgevano attività d’impresa. Nel contrasto al sommerso di lavoro sono stati verbalizzati 40 datori di lavoro per avere impiegato 97 lavoratori in “nero” e 6 lavoratori irregolari. Le violazioni accertate si riferiscono, in prevalenza, ai settori economici delle costruzioni, della ristorazione, del commercio al minuto e dell’agricoltura. Nel settore delle accise sono stati eseguiti 13 interventi, che hanno consentire di accertare un’evasione di 3.121.423 euro di tributi. Inoltre, sono stati eseguiti sequestri di Kg. 52.311 di prodotti energetici (oli minerali), è stato accertato il consumo in frode di ulteriori Kg. 4.209.732, con la denuncia a piede libero di 48 soggetti per il reato di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli oli minerali e altri reati. Gli interventi sono in gran parte scaturiti da controlli su strada effettuati nei confronti di autotrasportatori di oli minerali. Nel settore dei giochi e delle scommesse sono stati eseguiti 55 controlli, di cui 17 irregolari. Sono state riscontrate 31 violazioni e irrogate sanzioni, a vario titolo, per un importo di 152.330 euro. I controlli hanno riguardato locali commerciali presso i quali erano installati apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento e sale scommesse.  Sono stati verbalizzati 118 soggetti, di cui 11 denunciati ai sensi della normativa di settore. Sono stati sequestrati 10 apparecchi e congegni da divertimento intrattenimento e 11 apparecchi terminali (cc.dd. totem) e scoperti 23 punti clandestini di raccolta scommesse.

CONTRASTO AGLI ILLECITI IN MANIERA DI SPESA PUBBLICA

 L’azione della Guardia di Finanza contro gli illeciti in materia di spesa pubblica è finalizzata a individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la correttezza nella Pubblica Amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse, favorendo sprechi e malversazioni. Il settore è strategico per il Paese: solo un equo impiego degli investimenti e dei fondi pubblici può, infatti, sostenere la competitività e una piena ripresa del tessuto economico nazionale. È per questa ragione che il Corpo continua a rafforzare il proprio dispositivo di vigilanza, che si sviluppa lungo una duplice direttrice: il potenziamento delle unità operative territoriali dedicate allo specifico settore di servizio e l’intensificazione delle collaborazioni con le Autorità e gli Enti di gestione, con particolare riferimento ai settori della spesa previdenziale, sanitaria, dei fondi europei destinati alla realizzazione di progetti, dove il corretto impiego delle risorse, oltre a contribuire a contenere l’esborso complessivo dello Stato, come nel caso di trattamenti pensionistici e di invalidità non spettanti, si traduce in un miglioramento della qualità della spesa, con positive ricadute in termini di sviluppo del Paese. Fondi strutturali e spese dirette, politica agricola comune, incentivi alle imprese e altre uscite nazionali e locali, appalti, responsabilità amministrativa, spesa previdenziale, anticorruzione, prestazioni sociali agevolate e ticket sanitario sono i settori di contrasto che hanno visto maggiori attività operative svolte dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019. Al fine di contrastare le condotte di malversazione, indebita richiesta e/o percezione, truffa e truffa aggravata poste in essere in relazione alle risorse finanziare erogate dall’Unione europea e dallo Stato, sono stati eseguiti interventi nei settori dei fondi strutturali e spese dirette, della politica agricola comune, degli incentivi alle imprese e altre uscite nazionali e locali, nei confronti, complessivamente, di 20 soggetti denunciati per i reati di truffa, malversazione a danno dello Stato, indebita percezione di erogazioni a danno dello Sato e di ulteriori 2 soggetti verbalizzati amministrativamente. Nei tre settori in esame è stata accertata una frode complessiva di 11.040.339 euro (1.631.587 + 9.384.096 + 24.656), corrispondente all’importo indebitamente percepito. Sono stati anche eseguiti interventi nel settore degli appalti con lo scopo di contrastare le condotte che turbano la regolarità delle procedure di affidamento gestite dalle stazioni appaltanti o dalle centrali di committenza e le connesse fasi di esecuzione dei contratti, nonché le frodi e gli inadempimenti contrattuali che abbiano a oggetto lavori, forniture e servizi pubblici. In tale ambito, sono stati denunciati 29 soggetti per i reati di turbata libertà degli incanti, falso, abuso d’ufficio ed altri. Gli appalti controllati, in gran parte relativi alla realizzazione di opere pubbliche, hanno avuto un valore di 39.843.561 euro mentre le somme oggetto di assegnazione irregolare sono state di 11.174.866 euro. Sono stati eseguiti sequestri di beni per un importo di 1.740.000 euro. Anche nel settore della responsabilità amministrativa sono state condotte attività, al fine di accertare danni erariali di dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici, nonché di privati in relazione a ipotesi di irregolare gestione, impiego e percezione di risorse finanziare di natura pubblica. Sono stati individuati 77 soggetti responsabili di danni erariali. I danni erariali accertati ammontano a 68.895.292 euro. In materia di spesa previdenziale sono stati eseguiti interventi al fine di contrastare le condotte di indebita richiesta e/o percezione, truffa e truffa aggravata aventi ad oggetto risorse finanziarie messe a disposizione dagli Enti previdenziali. Sono stati denunciati 10 soggetti, a fronte di una frode complessiva accertata di 184.399 euro, corrispondente all’importo indebitamente percepito. Un settore di grande interesse operativo continua ad essere quello dell’anticorruzione, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le condotte di peculato, corruzione, concussione, abuso d’ufficio commesse da pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio e privati. Sono stati 73 i soggetti denunciati, di cui 57 pubblici ufficiali e/o incaricati di pubblico servizio. Sono state accertate condotte corruttive per un valore di 96.199 euro e di peculato per un valore di 1.740.000 euro, quest’ultimo oggetto di sequestro. Sono stati eseguiti 32 interventi, di cui 14 irregolari, in materia di prestazioni sociali agevolate, con lo scopo di contrastare le condotte di indebita richiesta, percezione e/o fruizione di prestazioni sociali agevolate spettanti a cittadini in condizioni economiche e sociali svantaggiate, collegate alla presentazione di Dichiarazioni Sostitutive Uniche. Gli interventi si sono conclusi con la denuncia di 4 soggetti e la verbalizzazione amministrativa di altri 30 soggetti. E’ stata accertata una frode complessiva di 28.246 euro, corrispondente all’importo indebitamente percepito. Anche negli anni in riferimento sono stati svolti controlli al fine di contrastare le condotte di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, in relazione alla fruizione di prestazioni sanitaria di varia natura erogate a cittadini in possesso di requisiti reddituali, nonché in relazione al tipo di patologie o allo stato di invalidità sofferti. In tale settore, sono stati eseguiti 92 interventi, tutti irregolari, nei confronti di altrettanti soggetti verbalizzati amministrativamente, accertando una frode consumata di 55.903 euro. Un sicuro indice dell’efficienza dell’azione investigativa è rappresentato dai sequestri. Al riguardo, sono al vaglio della competente Autorità Giudiziaria diverse proposte di sequestro avanzate dai Reparti. I sequestri rappresentano la concreta misura della possibilità per lo Stato di vedere ristorati i danni causati dai fenomeni di illegalità, frode, malaffare e cattiva gestione scoperti. In questa prospettiva, l’azione dei Reparti è in continuo e pieno svolgimento per disvelare condotte illecite, sprechi di fondi e risorse pubbliche, fenomeni corruttivi e di disonestà nei riguardi della Pubblica Amministrazione, attraverso interventi mirati e indagini di polizia giudiziaria.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITA’ ECONOMICA E FINANZIARIA

Sul fronte del contrasto alla criminalità economica e finanziaria, la Guardia di Finanza ha condotto numerose attività ispettive allo scopo di individuare le diverse forme di infiltrazione e gli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità. Le attività investigative sono orientate verso contesti che, sulla base di una preventiva analisi delle fenomenologie illecite presenti nelle singole realtà territoriali, risultino connotati da concreti e immediati profili di rischio: si pensi ai negozi giuridici conclusi da soggetti apparentemente privi di adeguate capacità finanziarie; o ancora ai settori di particolare rilevanza strategica come, ad esempio, quello dei prodotti energetici, o ancora ai casi di reimpiego di proventi illeciti in quelli che vengono definiti “beni rifugio” (diamanti, metalli preziosi, valute pregiate, opere d’arte, reperti archeologici, ecc.). I Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019 hanno condotto attività nei settori del contrasto alla criminalità organizzata (accertamenti patrimoniali) e al riciclaggio, nonché in materia di reati societari e fallimentari e di sicurezza nella circolazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento. In particolare, nel settore del contrasto alla criminalità organizzata si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia (anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria”) e del monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità nel territorio di riferimento (includendo la c.d. “area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non affiliati alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico), anche attraverso una dinamica interlocuzione con il Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) di Catanzaro e con il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) di Roma. Con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia sono stati eseguiti 41 accertamenti patrimoniali nei confronti di 259 soggetti (215 persone fisiche e 44 persone giuridiche). Sono stati eseguiti sequestri per un valore di 3.373.158 euro e sono state avanzate ulteriori proposte di sequestro di beni all’Autorità Giudiziaria per un valore di 42.286.366 euro (beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie). Al contempo, è avvertita l’esigenza di ricorrere in maniera sistematica e crescente alle alternative misure di prevenzione, individuate dal Codice Antimafia nell’amministrazione e nel controllo giudiziario di aziende infiltrate o condizionate dalla criminalità organizzata, tese al recupero delle condizioni di legalità ed al reinserimento nel mercato economico di queste realtà imprenditoriali. Infine, continua incessantemente la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale. Complessivamente, nel periodo in riferimento sono stati eseguiti 863 accertamenti a seguito di richieste di informazioni antimafia pervenute dalla Prefettura di Vibo Valentia. L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti per impedirne l’introduzione nel tessuto economico-finanziario sano del territorio, si è fondata e continuerà sempre più a basarsi in futuro, sul piano repressivo e preventivo. Sul piano repressivo, sono state condotte 2 indagini di polizia di giudiziaria nei confronti di 78 soggetti denunciati a piede libero per il reato di riciclaggio/autoriciclaggio per un importo complessivo di 9.841.031, proponendo il sequestro di beni per un valore di 1.720.472 euro, al vaglio della competente Autorità Giudiziaria. Sul piano preventivo, si pone l’obiettivo di verificare il corretto adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. n. 231/2007 e di contrastare i fenomeni di riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti nel sistema finanziario ed economico, attraverso:

  • l’esecuzione di ispezioni e controlli nei confronti di soggetti a più elevato rischio di essere utilizzati per attività illecite;
  • l’approfondimento investigativo delle segnalazioni di operazioni sospette generate dai soggetti destinatari degli obblighi

Al riguardo, sono stati eseguiti: 1 ispezione nei confronti di un agente di attività finanziaria; 3 controlli nei confronti, rispettivamente, di un avvocato, un commercialista ed un professionista giuridico-contabile. Inoltre, sono state oggetto di approfondimento investigativo 73 segnalazioni di operazioni sospette, pervenute dalla Banca d’Italia – Unità di Informazione Finanziaria, tramite il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma, che, in molti casi, hanno consentito di avviare indagini di polizia giudiziaria o attività di polizia economico- finanziaria. Per il contrasto del riciclaggio di denaro la Guardia di Finanza si muove lungo tre importanti direttrici, tese a valorizzare rispettivamente le informazioni acquisite nell’ambito delle attività preventive, delle indagini di polizia giudiziaria e nel corso del controllo economico del territorio. Sempre al fine di garantire la tutela della trasparenza e della legalità del sistema economico- imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere, tra gli altri, i reati societari e fallimentari. Nel settore dei reati societari sono stati eseguiti n. 5 interventi nei confronti di 21 soggetti denunciati a piede libero per i reati di false comunicazioni sociali ed altri. Sono stati eseguiti sequestri di beni per un valore complessivo di 677. 353. Nel settore dei reati fallimentari sono stati eseguiti n. 8 interventi nei confronti di 66 soggetti denunciati a piede libero per i reati di bancarotta fraudolenta ed altri. E’ stata accertata la distrazione di beni per un valore di 26.110.641 euro, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 7.718.489 euro e proposto il sequestro di ulteriori beni per un valore di 28.534.369 euro. La Guardia di Finanza ha intensificato anche l’azione di contrasto in materia di falsificazione monetaria, con l’obiettivo di ricostruire l’intera filiera del falso (attraverso l’individuazione dei centri di produzione e di distribuzione delle banconote/monete contraffatte) e di contrastare le insidiose condotte basate sull’alterazione dei mezzi di pagamento elettronici, come la clonazione di carte di credito e di debito, posti in essere anche attraverso l’utilizzo della rete internet, nell’ottica di salvaguardare l’integrità patrimoniale dei legittimi titolari e degli istituti emittenti. In tale settore, nella provincia in riferimento, ove non si registra la presenza di centri di produzione e di distribuzione, sono stati eseguiti 67 interventi nei confronti di altrettanti soggetti verbalizzati, di cui 66 ignoti, che hanno presentato all’incasso banconote false e titoli, per un valore di circa 2.000 euro, sottoposte a sequestro. In tema di abusivismo commerciale, sicurezza prodotti, contrasto alla contraffazione e al falso made in Italy e lotta all’illecito sfruttamento economico delle opere protette dal diritto d’autore, i Reparti operativi hanno eseguito 41 interventi, con la denuncia di 20 soggetti e la segnalazione ai Comuni di altri 10 soggetti (per abusivismo commerciale). Sequestrati circa 52.000 prodotti, di cui n. 48.000 in quanto non sicuri, 3.000 contraffatti, 450 per violazione al Made in Italy e 350 per violazioni al diritto d’autore. Inoltre, sequestrati circa 400 Kg. di prodotti agroalimentari per abusivismo commerciale.

 CONTROLLO ECONOMICO DEL TERRITORIO E CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI

Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo sovrastante per il contrasto ai traffici illeciti è assicurato da un dispositivo d’intervento unitario, che integra tra loro le componenti territoriali, investigative, aeronavali e speciali del Corpo. In questo contesto, assume particolare rilevanza l’attività svolta dalla Guardia di Finanza a mare in materia di lotta ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, cui si aggiunge il contrasto dei traffici illeciti, oggetto di un importante riconoscimento a cura del D.Lgs. n. 177/2016 e del decreto del Ministro dell’Interno datato 15 agosto 2017 che ha individuato il Corpo quale unica Forza di polizia nazionale deputata ad assicurare i servizi di Ordine e Sicurezza Pubblica in ambiente marino, cui sono state affidate le funzioni operative di sicurezza del mare. Relativamente a tale ultimo aspetto, si ricorda che presso la sede del Comando Provinciale di Vibo Valentia opera anche il Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, i cui risultati conseguiti saranno riepilogati nel comunicato stampa a livello regionale, che sarà diffuso dal Comando Regionale Calabria, tramite il Comando Provinciale di Catanzaro. Il controllo economico del territorio viene assicurato giornalmente dalle pattuglie impiegate nei diversi settori di specifica competenza del Corpo. Nell’ambito della lotta ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, i Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019 hanno sequestrato grammi 2.545 di hashish e marijuana e 89.624 piante di marijuana. I soggetti verbalizzati sono stati 104, di cui 94 denunciati per i reati di produzione, detenzione, spaccio, traffico e associazione per delinquere (9 in arresto).

IL CONCORSO NEI SERVIZI DI RODINE E SICUREZZA PUBBLICA

I Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019 hanno continuato a garantire il concorso della Guardia di Finanza nei servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti dalle Autorità provinciali di Pubblica Sicurezza, in linea con le previsioni normative ed interne che disciplinano il settore, avvalendosi principalmente dell’aliquota di militari A.T.P.I. (Antiterrorismo e Pronto Impiego) presente all’interno del Nucleo Operativo del neo istituito Gruppo (già Compagnia).

EVASIONE FISCALE

Un primo caso di evasione fiscale di rilievo ha riguardato una società, con sede nella provincia, operante, in ambito intracomunitario, nel settore del commercio all’ingrosso di carni. Nel corso dell’attività di verifica fiscale, eseguita dal Gruppo di Vibo Valentia, è stato attivato, tramite il Comando Generale – II Reparto, l’istituto della “cooperazione di mutua assistenza amministrativa” con altri Paesi dell’Unione europea, che permette di richiedere ad organismi collaterali esteri l’acquisizione di fatture ed altri documenti fiscali relativi alle operazioni commerciali intracomunitarie intercorse. In tale contesto, grazie agli elementi raccolti, nonostante il tentativo dell’impresa di ostacolare l’accertamento mediante l’occultamento delle scritture contabili, è stato ricostruito, dall’anno 2013 al 2018, un volume d’affari complessivo di circa 2,5 milioni di euro ed un’evasione delle imposte, non versate, di circa 1,5 milioni di euro. Il rappresentante legale è stato, quindi, denunciato alla locale Procura della Repubblica, per avere occultato e distrutto i documenti contabili e per avere omesso di presentare le dichiarazioni dei Redditi, IVA ed IRAP. Un secondo caso è relativo ad un’attività svolta dal Gruppo di Vibo Valentia che ha accertato che numerosi lavoratori marittimi avevano percepito redditi di lavoro dipendente e, in altri periodi, indennità in sostituzione di redditi (erogate dall’INPS e/o dall’INAIL), in diversi anni d’imposta, omettendo di dichiararli al Fisco. Complessivamente, i soggetti controllati sono stati 32 ed i redditi non dichiarati di 1.748.000 euro.

 SOMMERSO DI AZIENDA

Un primo caso si riferisce ad una verifica effettuata, dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Vibo Valentia, nei confronti di una società di costruzioni, con sede a Vibo Valentia e diversi cantieri nella provincia di Padova. Al termine della verifica, l’impresa assumeva la qualifica di evasore totale, non avendo presentato le dichiarazioni fiscali per gli anni d’imposta dal 2014 al 2017, occultando al fisco redditi per oltre 15 milioni di euro. Un secondo caso è invece relativo ad una verifica fiscale eseguita dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Vibo Valentia nei confronti di una società, con sede a Pizzo (VV), esercente l’attività di commercio all’ingrosso, che aveva omesso di prestare al Fisco le prescritte dichiarazioni fiscali, assumendo la qualifica di evasore totale. All’esito dell’attività, grazie allo strumento delle indagini finanziarie, venivano accertati elementi positivi di reddito non dichiarati per circa 4,5 milioni di euro e elementi positivi di reddito non contabilizzati per circa 4 milioni di euro.

SOMMERSO DI LAVORO

Tra le tante operazioni eseguite dai Reparti dipendenti, si segnala quella della Tenenza di Tropea che ha eseguito un intervento nel comune di Briatico (VV), presso un campo di raccolta della “Cipolla Rossa di Tropea” coltivato da un’azienda agricola della zona. L’intervento ha permesso di riscontrare la presenza di 12 lavoratori di nazionalità bulgara “in nero” ovvero impiegati nella coltivazione in assenza di un regolare contratto di lavoro e pertanto senza adeguate garanzie, anche sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza.
L’imprenditore è stato sanzionato con la cosiddetta “maxisanzione”, ovvero il pagamento di una sanzione amministrativa fino ad un massimo di € 36.000,00, in aggiunta alle altre violazioni tributarie accertate.

ACCISE

Tra i servizi di maggiore rilievo si segnala l’operazione “Giallo Verde”, condotta dal Gruppo di Vibo Valentia, originata dallo sviluppo di controlli sul trasporto delle merci e sulla circolazione di prodotti sottoposti ad accise, nel comune di Maierato (VV), conclusa con il sequestro di Litri 61.971 (Kg. 51.745,79) di gasolio di contrabbando, con l’accertamento di accise evase per un importo di Euro 3.112.621,00 e la denuncia a piede libero all’A.G. di 8 soggetti, responsabili, a vario titolo, del reato di Sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sugli oli minerali.

GIOCHI E SCOMMESSE

Militari del Gruppo di Vibo Valentia e della Compagnia Carabinieri alla stessa sede hanno effettuato un intervento congiunto, in materia di giochi d’azzardo, presso un circolo ricreativo di Vibo Valentia, dove sono stati scoperti, intenti a giocare a poker, 9 soggetti denunciati all’A.G., tra cui un giocatore di poker di fama internazionale. Venivano sequestrati il locale adibito a bisca clandestina di circa 300 mq, nonché appunti, mazzi di carte ed oltre 4 mila euro in contanti.

 POLITICA AGRICOLA COMUNE E ANTICORRUZIONE

La Compagnia di Vibo Valentia (ora Gruppo), a conclusione di un’attività di polizia giudiziaria delegata, nel corso della quale è stato controllato un contributo regionale di quasi 9,5 milioni di Euro concesso ad un’azienda, avendo accertato l’indebito utilizzo dello stesso, ha deferito alla competente Autorità Giudiziaria 27 soggetti, tra pubblici ufficiali e imprenditori, responsabili a vario titolo di reati continuati e compiuti in concorso, quali: peculato, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Successivamente, nell’ambito dello stesso contesto operativo, l’Autorità Giudiziaria titolare delle indagini ha disposto un sequestro preventivo d’urgenza di beni, per peculato e turbata libertà degli incanti nei confronti di 4 soggetti, per un importo di € 1.740.000, eseguito dallo stesso Reparto dipendente.

APPALTI

A testimonianza dell’impegno della Guardia di Finanza nel comparto in rassegna, si pone in evidenza un’attività investigativa condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Vibo Valentia, delegata dall’A.G., relativo ad un appalto pubblico, che ha consentito di accertare numerose condotte illecite, configuranti i reati di turbativa d’asta, frode nelle pubbliche forniture e abuso di ufficio. Al termine delle attività sono stati segnalati all’A.G. 13 soggetti, in concorso tra loro, per le condotte illecite inerenti i reati sopra indicati ed è stata inoltrata richiesta di sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca, dei beni di cui gli indagati abbiano la disponibilità, per un valore corrispondente all’illecito profitto dei reati contestati, quantificato in circa 9 milioni di euro.

RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA

Si segnala l’attività condotta dal Gruppo di Vibo Valentia, che ha trasmesso alla Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per la Calabria della Corte dei Conti di Catanzaro una denuncia di danno erariale concernente gli esiti di una attività d’indagine, a carico di 21 soggetti per un danno erariale quantificato superiore a 35 milioni di euro, relativo all’esecuzione di opere pubbliche.

 CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

In particolare, si segnalano due attività di indagine delegate dall’A.G.:
– la prima condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Vibo Valentia, che ha permesso di accertare la riconducibilità, in capo ad un soggetto di una cosca della provincia, di beni intestati a diversi prestanome, proposti per il sequestro per un importo considerevole;
– la seconda attività, svolta dal Gruppo di Vibo Valentia, unitamente ad altro Reparto del Corpo, ha permesso di individuare un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, anche internazionale ed al connesso riciclaggio di proventi illeciti, conclusa con la
segnalazione all’A.G. di numerosi soggetti e la proposta di sequestro di beni per un elevato valore.

RICICLAGGIO

A seguito dell’approfondimento e sviluppo di una segnalazione di operazione sospetta da parte del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vibo Valentia, nell’ambito di indagini delegate dall’A.G., emergevano condotte penalmente rilevanti riconducibili a soggetti, residenti anche fuori provincia, i quali impiegavano i proventi illeciti in attività speculative, generando un’ingente sproporzione patrimoniale, rispetto ai redditi dichiarati e/o percepiti. E’ stata avanzata una proposta di sequestri di beni per un importo elevato.

REATI FALLIMENTARI

Diverse le attività condotte in provincia nello specifico settore dai Reparti dipendenti ed in particolare dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria. Due tra tante le più rilevanti. Sono state svolte indagini delegate dall’’A.G. nei confronti di: – due società (collegate fra loro sia per fatti inerenti distrazioni patrimoniali che per riconducibilità al medesimo gruppo imprenditoriale). Il danno patrimoniale complessivo cagionato alla società fallita dai fatti di bancarotta fraudolenta accertati è stato di circa 4 milioni di euro. Gli indagati hanno anche tentato di sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte per importi rilevanti;
– una società dichiarata fallita. Sono stati denunciati numerosi soggetti, con il coinvolgimento di funzionari di istituti di credito, per le fattispecie di reato di bancarotta fraudolenta. Il danno patrimoniale complessivo cagionato alla società è stato quantificato in oltre 14 milioni di euro.

CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI DI SOSTANZE STUPEFACENTI

Tra le attività di servizio condotte nel comparto d’interesse si segnala l’operazione “Cannabis Farm” condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, ora Gruppo, all’esito di una mirata e scrupolosa attività di intelligence finalizzata al contrasto del fenomeno dell’illecita coltivazione di sostanze stupefacenti, che ha consentito di individuare, nel Comune di Pizzo Calabro, una vastissima piantagione di marijuana, della qualità notoriamente conosciuta come “skunk”. La predetta coltivazione, effettuata in 20 serre ed insistente su un appezzamento di terreno di oltre un ettaro, interessava un totale di 89.624 piante di varie altezza, gran parte delle quali già giunte a fioritura e, pertanto, pronte per essere sottoposte alla successiva fase di essiccazione. Al termine delle indagini, le persone tratte in arresto sono state 9. Le prefate coltivazioni, a fioritura completa, avrebbero prodotto circa 8 tonnellate di marijuana e lo stupefacente, una volta essiccato ed immesso sul mercato, avrebbe fruttato un profitto, sul mercato illegale, pari ad almeno 20 milioni di euro.


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